Negli ultimi decenni, i sistemi agroalimentari sono stati profondamente trasformati dai processi di globalizzazione, con effetti rilevanti sulla sostenibilità dei sistemi alimentari, sulla coesione sociale e sulla resilienza dei territori. In questo contesto, le filiere alimentari corte si sono affermate come modelli alternativi capaci di ricostruire relazioni di prossimità, rilocalizzare il valore economico e rafforzare i sistemi alimentari locali. Tuttavia, nonostante il loro riconoscimento nelle politiche europee, la valutazione empirica della loro sostenibilità rimane frammentata e priva di approcci metodologici condivisi. La presente tesi propone un’analisi integrata delle filiere alimentari corte che combina la sistematizzazione degli indicatori sociali ed economici, lo studio delle strutture di governance che gestiscono i mercati contadini e la valutazione dell’impatto economico locale di tali attività. Il lavoro si inserisce nel progetto ONFOODS, in linea con gli obiettivi dello Spoke 1 “Global Sustainability”, e mira a rafforzare la base empirica a supporto delle politiche per la transizione dei sistemi alimentari verso modelli più sostenibili. Attraverso una revisione sistematica della letteratura, gli indicatori economici e sociali utilizzati per la valutazione delle filiere alimentari corte sono stati organizzati secondo le SAFA Guidelines della FAO e un approccio territoriale multilivello. L’analisi mette in evidenza limiti di comparabilità tra gli indicatori esistenti e individua al contempo opportunità per lo sviluppo di sistemi di valutazione più robusti. Un caso studio sui mercati contadini di Parma analizza il ruolo delle strutture organizzative e dei modelli di governance nel plasmare le motivazioni economiche e sociali degli agricoltori, evidenziando come le configurazioni istituzionali possano influenzare le loro percezioni, aspettative e modalità di partecipazione ai mercati. Infine, l’applicazione del modello Local Multiplier 3 (LM3) al progetto MercaTiAmo mostra come le filiere alimentari corte possano generare effetti moltiplicativi positivi sull’economia locale. Nel complesso, la tesi fornisce un quadro metodologico integrato per la valutazione degli impatti sociali ed economici delle filiere alimentari corte e ne evidenzia il potenziale come strumenti di sviluppo territoriale sostenibile. I risultati sottolineano inoltre il ruolo delle filiere corte nel rafforzamento della resilienza e della coesione dei sistemi alimentari locali.
L'analisi della sostenibilità delle filiere alimentari corte: indicatori, strutture organizzative e impatto economico locale(2026 Apr).
L'analisi della sostenibilità delle filiere alimentari corte: indicatori, strutture organizzative e impatto economico locale
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2026-04-01
Abstract
Negli ultimi decenni, i sistemi agroalimentari sono stati profondamente trasformati dai processi di globalizzazione, con effetti rilevanti sulla sostenibilità dei sistemi alimentari, sulla coesione sociale e sulla resilienza dei territori. In questo contesto, le filiere alimentari corte si sono affermate come modelli alternativi capaci di ricostruire relazioni di prossimità, rilocalizzare il valore economico e rafforzare i sistemi alimentari locali. Tuttavia, nonostante il loro riconoscimento nelle politiche europee, la valutazione empirica della loro sostenibilità rimane frammentata e priva di approcci metodologici condivisi. La presente tesi propone un’analisi integrata delle filiere alimentari corte che combina la sistematizzazione degli indicatori sociali ed economici, lo studio delle strutture di governance che gestiscono i mercati contadini e la valutazione dell’impatto economico locale di tali attività. Il lavoro si inserisce nel progetto ONFOODS, in linea con gli obiettivi dello Spoke 1 “Global Sustainability”, e mira a rafforzare la base empirica a supporto delle politiche per la transizione dei sistemi alimentari verso modelli più sostenibili. Attraverso una revisione sistematica della letteratura, gli indicatori economici e sociali utilizzati per la valutazione delle filiere alimentari corte sono stati organizzati secondo le SAFA Guidelines della FAO e un approccio territoriale multilivello. L’analisi mette in evidenza limiti di comparabilità tra gli indicatori esistenti e individua al contempo opportunità per lo sviluppo di sistemi di valutazione più robusti. Un caso studio sui mercati contadini di Parma analizza il ruolo delle strutture organizzative e dei modelli di governance nel plasmare le motivazioni economiche e sociali degli agricoltori, evidenziando come le configurazioni istituzionali possano influenzare le loro percezioni, aspettative e modalità di partecipazione ai mercati. Infine, l’applicazione del modello Local Multiplier 3 (LM3) al progetto MercaTiAmo mostra come le filiere alimentari corte possano generare effetti moltiplicativi positivi sull’economia locale. Nel complesso, la tesi fornisce un quadro metodologico integrato per la valutazione degli impatti sociali ed economici delle filiere alimentari corte e ne evidenzia il potenziale come strumenti di sviluppo territoriale sostenibile. I risultati sottolineano inoltre il ruolo delle filiere corte nel rafforzamento della resilienza e della coesione dei sistemi alimentari locali.| File | Dimensione | Formato | |
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