Il presente elaborato si propone di rileggere le opere di Paola Masino, Anna Maria Ortese e Fausta Cialente alla luce dell’ipotesi critica della scrittura reticente, con la quale si intende una serie di espedienti stilistici e contenutistici che, improntati all’evasività e al distanziamento, favoriscono l’espressione obliqua di istanze spesso sovversive. Obiettivo della ricerca è porre l’accento sulla difficile conquista dell’autorialità femminile, a partire dalla considerazione dell’esistenza di un disagio delle scrittrici ad assumersi l’onere della parola pubblica; disagio motivato dalla persistenza di condizionamenti culturali, che vincolano le donne al ruolo di moglie e madre, e dallo stigma di inferiorità che storicamente affligge l’espressione artistica muliebre. In quest’ottica la reticenza, concepita come risposta più o meno consapevole all'angoscia dell’autorialità, si presta a individuare i percorsi attraverso cui l’espressione apparentemente banale e prudente veicoli in realtà un certo indice di disobbedienza e di sovversione. L’analisi comparativa dei lavori di Masino, Ortese e Cialente consentendo, infatti, di risemantizzare alcuni dei temi più usurati del “femminile” (la maternità, il matrimonio, l’infanzia…) e di individuare particolari escamotages stilistici, tra i quali l’ironia, lo straniamento, il dialogismo e la polifonia, capaci di mascherare il senso autentico, rivela le potenzialità eversive della reticenza, alleata imprescindibile dell’ardua emancipazione di una voce autoriale percepita, ancora nel Novecento, come illegittima.
Scrittura reticente. Percorsi di legittimazione autoriale in Paola Masino, Anna Maria Ortese e Fausta Cialente / Cremone, E.. - (2026 Mar 05).
Scrittura reticente. Percorsi di legittimazione autoriale in Paola Masino, Anna Maria Ortese e Fausta Cialente
CREMONE, ELISA
2026-03-05
Abstract
Il presente elaborato si propone di rileggere le opere di Paola Masino, Anna Maria Ortese e Fausta Cialente alla luce dell’ipotesi critica della scrittura reticente, con la quale si intende una serie di espedienti stilistici e contenutistici che, improntati all’evasività e al distanziamento, favoriscono l’espressione obliqua di istanze spesso sovversive. Obiettivo della ricerca è porre l’accento sulla difficile conquista dell’autorialità femminile, a partire dalla considerazione dell’esistenza di un disagio delle scrittrici ad assumersi l’onere della parola pubblica; disagio motivato dalla persistenza di condizionamenti culturali, che vincolano le donne al ruolo di moglie e madre, e dallo stigma di inferiorità che storicamente affligge l’espressione artistica muliebre. In quest’ottica la reticenza, concepita come risposta più o meno consapevole all'angoscia dell’autorialità, si presta a individuare i percorsi attraverso cui l’espressione apparentemente banale e prudente veicoli in realtà un certo indice di disobbedienza e di sovversione. L’analisi comparativa dei lavori di Masino, Ortese e Cialente consentendo, infatti, di risemantizzare alcuni dei temi più usurati del “femminile” (la maternità, il matrimonio, l’infanzia…) e di individuare particolari escamotages stilistici, tra i quali l’ironia, lo straniamento, il dialogismo e la polifonia, capaci di mascherare il senso autentico, rivela le potenzialità eversive della reticenza, alleata imprescindibile dell’ardua emancipazione di una voce autoriale percepita, ancora nel Novecento, come illegittima.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Cremone Elisa Tesi Dottorato.pdf
embargo fino al 05/04/2027
Licenza:
Creative commons
Dimensione
5.63 MB
Formato
Adobe PDF
|
5.63 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


