Promuovere la camminabilità e la ciclabilità nelle città contemporanee, soprattutto nel contesto post-pandemico, costituisce oggi una delle sfide più rilevanti per la transizione verso modelli di mobilità urbana sostenibile. La crescente complessità dei sistemi urbani, unita alle esigenze ambientali, sociali ed economiche, richiede strumenti di pianificazione mirati in grado di orientare le trasformazioni. In tale prospettiva, la mobilità attiva assume un ruolo strategico quale componente essenziale dei processi di rigenerazione urbana e della transizione ecologica, poiché contribuisce a migliorare la qualità della vita, la salute pubblica e all’inclusione sociale. Nonostante la sua rilevanza, la pianificazione della mobilità attiva in Italia appare ancora frammentata, con un divario tra quadro teorico e applicazione pratica, nonché una carenza di strumenti analitici mirati condivisi. La ricerca si propone di colmare tale divario, sviluppando un modello metodologico volto a rafforzare la capacità delle amministrazioni locali di pianificare e gestire la mobilità pedonale e ciclabile. Il progetto di ricerca, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), si colloca all’interno del progetto EcosistER – Ecosystem for Sustainable Transition in Emilia-Romagna, nello Spoke 4 ‘Smart mobility, housing and energy solutions for a carbon neutral society’. In questo ambito, la ricerca sviluppa un protocollo analitico-valutativo basato su Sistemi Informativi Territoriali (SIT/GIS) per l’analisi e la valutazione delle reti di mobilità attiva, con l’obiettivo di sostenere le amministrazioni locali e i tecnici incaricati nella definizione di strategie operative integrabili nei processi ordinari di pianificazione urbana e programmazione delle opere pubbliche. In primo luogo, la metodologia adotta un approccio multiscalare articolato su due livelli di analisi, urbana e di quartiere, applicato in tre città di medie dimensioni dell’Emilia-Romagna (Parma, Reggio Emilia e Modena), e in differenti ambiti urbani (centri storici, ambiti residenziali consolidati e ambiti industriali), con l’obiettivo di verificare l’applicabilità, la replicabilità e la trasferibilità del protocollo. Il protocollo prevede, alla scala urbana, la costruzione di un indicatore composito unico di camminabilità e ciclabilità, mentre alla scala di quartiere considera quattro Key Performance Indicators (KPI) di Accessibilità urbana, Sicurezza e protezione, Universal Design e Piacevolezza, definiti come pilastri fondamentali per la valutazione sistematica delle prestazioni delle reti pedonali e ciclabili. Le valutazioni quantitative, derivate da dati raccolti mediante rilievi in situ, osservazioni da remoto, fonti ufficiali e open data, vengono elaborate attraverso processi di aggregazione, combinazione e automatizzazione, e rappresentate tramite mappe tematiche, al fine di individuare punti di forza e criticità delle reti esistenti. In secondo luogo, per convalidare l’efficacia del protocollo e introdurre il coinvolgimento degli utenti come componente essenziale di un approccio incentrato sulle persone, la metodologia integra valutazioni qualitative basate su dati soggettivi relativi alla percezione della mobilità attiva e della qualità dello spazio pubblico, raccolti tramite questionari dedicati. Il confronto tra le valutazioni quantitative e qualitative consente di individuare punti di convergenza e di divergenza tra la dimensione misurabile delle prestazioni e quella percepita dagli utenti. Le valutazioni vengono successivamente integrate in un unico esito combinato tra i risultati oggettivi e soggettivi in una visione complessiva, al fine di orientare la pianificazione verso un approccio più sensibile alle esperienze quotidiane e ai bisogni concreti delle persone. L’esito della ricerca consiste nella definizione di linee guida operative per l’integrazione dello studio della mobilità attiva nei processi di pianificazione urbana, finalizzate all’individuazione delle priorità d’intervento e all’ottimizzazione delle risorse, con l’obiettivo di indirizzare strategie mirate alla realizzazione di città più accessibili, sicure, sostenibili e vivibili, in coerenza con gli obiettivi della transizione ecologica e con il diritto universale alla città.
Un approccio analitico a supporto della pianificazione della mobilità attiva: proposta di metodologie e linee guida per la camminabilità e la ciclabilità in ambito urbano con applicazione a tre casi studio in Emilia-Romagna / Stabile, F.. - (2026 Mar 27).
Un approccio analitico a supporto della pianificazione della mobilità attiva: proposta di metodologie e linee guida per la camminabilità e la ciclabilità in ambito urbano con applicazione a tre casi studio in Emilia-Romagna
STABILE, FEDERICA
2026-03-27
Abstract
Promuovere la camminabilità e la ciclabilità nelle città contemporanee, soprattutto nel contesto post-pandemico, costituisce oggi una delle sfide più rilevanti per la transizione verso modelli di mobilità urbana sostenibile. La crescente complessità dei sistemi urbani, unita alle esigenze ambientali, sociali ed economiche, richiede strumenti di pianificazione mirati in grado di orientare le trasformazioni. In tale prospettiva, la mobilità attiva assume un ruolo strategico quale componente essenziale dei processi di rigenerazione urbana e della transizione ecologica, poiché contribuisce a migliorare la qualità della vita, la salute pubblica e all’inclusione sociale. Nonostante la sua rilevanza, la pianificazione della mobilità attiva in Italia appare ancora frammentata, con un divario tra quadro teorico e applicazione pratica, nonché una carenza di strumenti analitici mirati condivisi. La ricerca si propone di colmare tale divario, sviluppando un modello metodologico volto a rafforzare la capacità delle amministrazioni locali di pianificare e gestire la mobilità pedonale e ciclabile. Il progetto di ricerca, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), si colloca all’interno del progetto EcosistER – Ecosystem for Sustainable Transition in Emilia-Romagna, nello Spoke 4 ‘Smart mobility, housing and energy solutions for a carbon neutral society’. In questo ambito, la ricerca sviluppa un protocollo analitico-valutativo basato su Sistemi Informativi Territoriali (SIT/GIS) per l’analisi e la valutazione delle reti di mobilità attiva, con l’obiettivo di sostenere le amministrazioni locali e i tecnici incaricati nella definizione di strategie operative integrabili nei processi ordinari di pianificazione urbana e programmazione delle opere pubbliche. In primo luogo, la metodologia adotta un approccio multiscalare articolato su due livelli di analisi, urbana e di quartiere, applicato in tre città di medie dimensioni dell’Emilia-Romagna (Parma, Reggio Emilia e Modena), e in differenti ambiti urbani (centri storici, ambiti residenziali consolidati e ambiti industriali), con l’obiettivo di verificare l’applicabilità, la replicabilità e la trasferibilità del protocollo. Il protocollo prevede, alla scala urbana, la costruzione di un indicatore composito unico di camminabilità e ciclabilità, mentre alla scala di quartiere considera quattro Key Performance Indicators (KPI) di Accessibilità urbana, Sicurezza e protezione, Universal Design e Piacevolezza, definiti come pilastri fondamentali per la valutazione sistematica delle prestazioni delle reti pedonali e ciclabili. Le valutazioni quantitative, derivate da dati raccolti mediante rilievi in situ, osservazioni da remoto, fonti ufficiali e open data, vengono elaborate attraverso processi di aggregazione, combinazione e automatizzazione, e rappresentate tramite mappe tematiche, al fine di individuare punti di forza e criticità delle reti esistenti. In secondo luogo, per convalidare l’efficacia del protocollo e introdurre il coinvolgimento degli utenti come componente essenziale di un approccio incentrato sulle persone, la metodologia integra valutazioni qualitative basate su dati soggettivi relativi alla percezione della mobilità attiva e della qualità dello spazio pubblico, raccolti tramite questionari dedicati. Il confronto tra le valutazioni quantitative e qualitative consente di individuare punti di convergenza e di divergenza tra la dimensione misurabile delle prestazioni e quella percepita dagli utenti. Le valutazioni vengono successivamente integrate in un unico esito combinato tra i risultati oggettivi e soggettivi in una visione complessiva, al fine di orientare la pianificazione verso un approccio più sensibile alle esperienze quotidiane e ai bisogni concreti delle persone. L’esito della ricerca consiste nella definizione di linee guida operative per l’integrazione dello studio della mobilità attiva nei processi di pianificazione urbana, finalizzate all’individuazione delle priorità d’intervento e all’ottimizzazione delle risorse, con l’obiettivo di indirizzare strategie mirate alla realizzazione di città più accessibili, sicure, sostenibili e vivibili, in coerenza con gli obiettivi della transizione ecologica e con il diritto universale alla città.| File | Dimensione | Formato | |
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