La ricerca tratta il tema dello spazio di accoglienza quale componente che contribuisce a caratterizzare il significato dell’architettura, la sua abitabilità e funzionalità, dove il progetto è chiamato a darne un’interpretazione quale dispositivo morfologico e relazionale capace di generare coesione sociale e riconoscibilità urbana. L’obiettivo è quindi quello di definire un quadro teorico e progettuale che riconosca nell’accoglienza una categoria critica utile a orientare la progettazione degli spazi pubblici collettivi, con particolare attenzione, nella fattispecie di questa ricerca applicata, ai servizi socio-sanitari di base. La metodologia adottata mette insieme un’analisi teorica, un’indagine storico-tipologica e infine una verifica sperimentale applicata. La prima parte della ricerca analizza il concetto di accoglienza a partire dall’etimologia del termine, mettendone in luce la continuità del concetto all’interno della culturale architettonica e urbana. La seconda parte individua delle costanti compositive che, nel tempo, hanno reso riconoscibile lo spazio di accoglienza, attraverso l’analisi della componente di accoglienza nell’evoluzione storico tipologica di architetture in differenti epoche e contesti. Nella Terza parte, i risultati di queste indagini vengono tradotti in chiave critica prendendo a riferimento dieci casi studio e definendo i principi compositivi e i modelli per l’organizzazione dello spazio di accoglienza all’interno di spazi pubblici significativi estratti dal quadro storico della seconda parte. Infine, l’esito applicativo della ricerca riguarda l’elaborazione del modello di Centro di Salute Comunitaria (CSC), concepito come nuova tipologia architettonica di servizio socio-sanitario di base per la sanità territoriale. Il CSC è interpretato come presidio di prossimità, in cui l’accoglienza costituisce la matrice spaziale e simbolica del progetto, luogo di transito ma anche dell’incontro comunitario, dell’ascolto e della reciprocità, dove ospitare una serie diversificata di attività e situazioni convergenti all’interno di un unico ordine spaziale. La tesi contribuisce ad ampliare il campo disciplinare dell’architettura attraverso l’introduzione di un lessico e di un metodo per la progettazione degli spazi pubblici inclusivi, restituendo al progetto la sua funzione civile, in cui l’accoglienza emerge come principio generativo per un’architettura che integra gli aspetti della cura, della prossimità e dell’identità collettiva.
Lo spazio dell'accoglienza come induttore di comunità. Nuove tipologie architettoniche per i servizi socio-sanitari di base / Simbari, A.. - (2026).
Lo spazio dell'accoglienza come induttore di comunità. Nuove tipologie architettoniche per i servizi socio-sanitari di base
SIMBARI, ALESSIA
2026-01-01
Abstract
La ricerca tratta il tema dello spazio di accoglienza quale componente che contribuisce a caratterizzare il significato dell’architettura, la sua abitabilità e funzionalità, dove il progetto è chiamato a darne un’interpretazione quale dispositivo morfologico e relazionale capace di generare coesione sociale e riconoscibilità urbana. L’obiettivo è quindi quello di definire un quadro teorico e progettuale che riconosca nell’accoglienza una categoria critica utile a orientare la progettazione degli spazi pubblici collettivi, con particolare attenzione, nella fattispecie di questa ricerca applicata, ai servizi socio-sanitari di base. La metodologia adottata mette insieme un’analisi teorica, un’indagine storico-tipologica e infine una verifica sperimentale applicata. La prima parte della ricerca analizza il concetto di accoglienza a partire dall’etimologia del termine, mettendone in luce la continuità del concetto all’interno della culturale architettonica e urbana. La seconda parte individua delle costanti compositive che, nel tempo, hanno reso riconoscibile lo spazio di accoglienza, attraverso l’analisi della componente di accoglienza nell’evoluzione storico tipologica di architetture in differenti epoche e contesti. Nella Terza parte, i risultati di queste indagini vengono tradotti in chiave critica prendendo a riferimento dieci casi studio e definendo i principi compositivi e i modelli per l’organizzazione dello spazio di accoglienza all’interno di spazi pubblici significativi estratti dal quadro storico della seconda parte. Infine, l’esito applicativo della ricerca riguarda l’elaborazione del modello di Centro di Salute Comunitaria (CSC), concepito come nuova tipologia architettonica di servizio socio-sanitario di base per la sanità territoriale. Il CSC è interpretato come presidio di prossimità, in cui l’accoglienza costituisce la matrice spaziale e simbolica del progetto, luogo di transito ma anche dell’incontro comunitario, dell’ascolto e della reciprocità, dove ospitare una serie diversificata di attività e situazioni convergenti all’interno di un unico ordine spaziale. La tesi contribuisce ad ampliare il campo disciplinare dell’architettura attraverso l’introduzione di un lessico e di un metodo per la progettazione degli spazi pubblici inclusivi, restituendo al progetto la sua funzione civile, in cui l’accoglienza emerge come principio generativo per un’architettura che integra gli aspetti della cura, della prossimità e dell’identità collettiva.| File | Dimensione | Formato | |
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