Obiettivo: il presente lavoro di tesi analizza le condizioni, le percezioni e le sfide attuative del processo di transizione degli enti locali italiani verso un sistema contabile economico-patrimoniale full accrual di matrice IPSAS, ponendo particolare focus sull’utilità gestionale e le implicazioni operative della riforma. Metodologia: La tesi si articola in tre studi complementari. Il primo, di natura qualitativa ed esplorativa, si basa su interviste semi-strutturate a dirigenti e funzionari dei servizi finanziari di comuni italiani di medio-grande dimensione. Il secondo applica la Qualitative Comparative Analysis (QCA) per individuare le configurazioni di fattori che portano i dirigenti contabili dei comuni italiani medio-grandi a percepire come utile l’adozione della contabilità full accrual. Il terzo studio adotta un approccio quantitativo e comparativo, basato su un questionario somministrato a piccoli enti locali italiani e portoghesi, analizzato tramite statistiche descrittive e test non parametrici Risultati: I risultati evidenziano come, pur a fronte di un riconoscimento diffuso dell’utilità informativa potenziale della contabilità full accrual, la cultura contabile degli enti locali italiani resti fortemente ancorata alla logica autorizzatoria della contabilità finanziaria. Le principali barriere percepite riguardano la carenza di competenze interpretative e tecniche, l’insufficienza di risorse umane qualificate e la limitata integrazione tra i sistemi contabili coesistenti. L’analisi QCA mostra che la percezione di utilità del full accrual non dipende da singoli fattori isolati, ma da specifiche combinazioni di condizioni istituzionali, organizzative e cognitive. Il confronto con il Portogallo suggerisce che l’adozione della contabilità accrual può risultare efficace anche nei piccoli enti locali se accompagnata da semplificazione normativa, supporto politico e istituzionale e adeguati percorsi di formazione. Originalità: La tesi contribuisce al dibattito sul public financial management e sulle riforme dei sistemi contabili pubblici concentrandosi sulle condizioni che favoriscono l’effettivo utilizzo della contabilità full accrual. Integrando approcci teorici e metodologici diversi, il lavoro mette in luce il ruolo della dimensione organizzativa e percettiva nel successo delle riforme contabili e offre indicazioni operative per policy-maker e decisori pubblici impegnati nei processi di modernizzazione contabile del settore pubblico (italiano), con attenzione alle diverse esigenze delle amministrazioni di grandi e piccole dimensioni.
La riforma della contabilità accrual negli enti locali italiani: condizioni attuative, prospettive ed esperienze internazionali a confronto / Benfante, G.. - (2026 Feb 24).
La riforma della contabilità accrual negli enti locali italiani: condizioni attuative, prospettive ed esperienze internazionali a confronto
BENFANTE, GIOACCHINO
2026-02-24
Abstract
Obiettivo: il presente lavoro di tesi analizza le condizioni, le percezioni e le sfide attuative del processo di transizione degli enti locali italiani verso un sistema contabile economico-patrimoniale full accrual di matrice IPSAS, ponendo particolare focus sull’utilità gestionale e le implicazioni operative della riforma. Metodologia: La tesi si articola in tre studi complementari. Il primo, di natura qualitativa ed esplorativa, si basa su interviste semi-strutturate a dirigenti e funzionari dei servizi finanziari di comuni italiani di medio-grande dimensione. Il secondo applica la Qualitative Comparative Analysis (QCA) per individuare le configurazioni di fattori che portano i dirigenti contabili dei comuni italiani medio-grandi a percepire come utile l’adozione della contabilità full accrual. Il terzo studio adotta un approccio quantitativo e comparativo, basato su un questionario somministrato a piccoli enti locali italiani e portoghesi, analizzato tramite statistiche descrittive e test non parametrici Risultati: I risultati evidenziano come, pur a fronte di un riconoscimento diffuso dell’utilità informativa potenziale della contabilità full accrual, la cultura contabile degli enti locali italiani resti fortemente ancorata alla logica autorizzatoria della contabilità finanziaria. Le principali barriere percepite riguardano la carenza di competenze interpretative e tecniche, l’insufficienza di risorse umane qualificate e la limitata integrazione tra i sistemi contabili coesistenti. L’analisi QCA mostra che la percezione di utilità del full accrual non dipende da singoli fattori isolati, ma da specifiche combinazioni di condizioni istituzionali, organizzative e cognitive. Il confronto con il Portogallo suggerisce che l’adozione della contabilità accrual può risultare efficace anche nei piccoli enti locali se accompagnata da semplificazione normativa, supporto politico e istituzionale e adeguati percorsi di formazione. Originalità: La tesi contribuisce al dibattito sul public financial management e sulle riforme dei sistemi contabili pubblici concentrandosi sulle condizioni che favoriscono l’effettivo utilizzo della contabilità full accrual. Integrando approcci teorici e metodologici diversi, il lavoro mette in luce il ruolo della dimensione organizzativa e percettiva nel successo delle riforme contabili e offre indicazioni operative per policy-maker e decisori pubblici impegnati nei processi di modernizzazione contabile del settore pubblico (italiano), con attenzione alle diverse esigenze delle amministrazioni di grandi e piccole dimensioni.| File | Dimensione | Formato | |
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