La tesi indaga il tema della trasmissibilità, intesa come atto di costruzione e diffusione critica di sapere, nell’ambito della cultura del progetto, un argomento da sempre centrale per la sua naturale importanza nel progresso della disciplina architettonica. Nell’epoca contemporanea le ragioni di questa centralità necessitano poi di essere prese in esame con particolare urgenza se si considera che il tradizionale ruolo della Scuola nella trasmissione di sapere è entrato in competizione con un sistema di iniziative esterne – consolidatosi con l’avvento del Web – la cui velocità e pervasività nella vita quotidiana sta producendo effetti più efficacemente “formativi” di quelli garantiti dai tradizionali luoghi deputati a farlo. Il presupposto epistemologico alla base della definizione di trasmissibilità assunta nella ricerca è da rintracciarsi nella complementarità tra due dimensioni che, almeno idealmente, concorrono a costruire e diffondere sapere tramite meccaniche differenti, la Scuola e l’Esterno. La prima attraverso il rapporto maestro-allievo, la seconda in forma autodidattica, tramite un processo individuale, privo di mediazione. Se la dialettica Scuola-Esterno divenne, tra il dopoguerra e gli anni Novanta, un prerequisito indispensabile per costruire e divulgare una tradizione attraverso riviste, collane editoriali oppure la Triennale di Milano e successivamente la Biennale di Venezia, progressivamente questa complementarità si è deteriorata fino a giungere nella contemporaneità. In particolare, oggi, l’Esterno risulta un terreno sconfinato, quasi del tutto inesplorato ma proprio per questo capace di mostrare le regressioni e le potenzialità di un sistema di esperienze estremamente diversificate. Social media, piattaforme online, magazine, riviste, podcast fino ad arrivare a manifestazioni come festival, seminari, workshop possiedono una capacità di coinvolgimento e attrazione molto più elevata rispetto alla tradizionale trasmissione accademica, grazie alla quotidianità con cui agiscono e alla disinvoltura con cui sfruttano linguaggi più efficaci e familiari. Alla dinamicità dell’Esterno, si affianca l’istituzione Scuola, un corpo apparentemente inerte e pericolosamente isolato dentro le solide mura di un neo-accademismo iper-burocratizzato e di una cultura del progetto limitata a espressione di consumo o di tecnicismo ben lontano da essere un luogo di produzione culturale, un “attivo servizio del complesso sociale” (Rogers 1962). La tesi parte dalle precedenti considerazioni, assumendo il compito di interrogare l’Esterno per comprenderne a fondo l’efficacia, l’evoluzione, gli strumenti e i meccanismi su cui si fonda, ponendosi come obiettivo quello di rintracciare delle prospettive attraverso cui rianimare la Scuola a partire proprio dai contributi positivi proveniente al di fuori dei suoi confini. Presupposto, questo, perseguito da numerose esperienze che verranno descritte nel corso dell’elaborato, quali, per esempio, la rifondazione dello IUAV da parte di Samonà, la “Open University” britannica, gli “Urban study Centres” promossi Colin Ward o, seppur in forma utopica, il progetto “Potteries Thinkbelt” elaborato di Cedric Price. Infine, un capitolo specifico verrà dedicato a delineare degli scenari operativi orientati a promuovere una corretta e autentica trasmissibilità del sapere extra-accademica attraverso lo sviluppo, oltre a una serie di azioni formulate in un catalogo critico, di uno strumento capace di riassumere l’intero percorso dell’elaborato. In questo senso lo sviluppo di una piattaforma multimediale, denominata “LIA. Lezioni italiane di architettura”, tenta di portare gli esiti teorici della ricerca direttamente in quei luoghi a lungo oggetto di indagine, per evitare di esaurire il ragionamento in un esercizio esclusivamente critico.

Per una Scuola fuori dalla scuola. Fenomeni, strumenti e prospettive della trasmissibilità extra-accademica / Rapparini, R.. - (2024 May 24).

Per una Scuola fuori dalla scuola. Fenomeni, strumenti e prospettive della trasmissibilità extra-accademica

RAPPARINI, RICCARDO
2024-05-24

Abstract

La tesi indaga il tema della trasmissibilità, intesa come atto di costruzione e diffusione critica di sapere, nell’ambito della cultura del progetto, un argomento da sempre centrale per la sua naturale importanza nel progresso della disciplina architettonica. Nell’epoca contemporanea le ragioni di questa centralità necessitano poi di essere prese in esame con particolare urgenza se si considera che il tradizionale ruolo della Scuola nella trasmissione di sapere è entrato in competizione con un sistema di iniziative esterne – consolidatosi con l’avvento del Web – la cui velocità e pervasività nella vita quotidiana sta producendo effetti più efficacemente “formativi” di quelli garantiti dai tradizionali luoghi deputati a farlo. Il presupposto epistemologico alla base della definizione di trasmissibilità assunta nella ricerca è da rintracciarsi nella complementarità tra due dimensioni che, almeno idealmente, concorrono a costruire e diffondere sapere tramite meccaniche differenti, la Scuola e l’Esterno. La prima attraverso il rapporto maestro-allievo, la seconda in forma autodidattica, tramite un processo individuale, privo di mediazione. Se la dialettica Scuola-Esterno divenne, tra il dopoguerra e gli anni Novanta, un prerequisito indispensabile per costruire e divulgare una tradizione attraverso riviste, collane editoriali oppure la Triennale di Milano e successivamente la Biennale di Venezia, progressivamente questa complementarità si è deteriorata fino a giungere nella contemporaneità. In particolare, oggi, l’Esterno risulta un terreno sconfinato, quasi del tutto inesplorato ma proprio per questo capace di mostrare le regressioni e le potenzialità di un sistema di esperienze estremamente diversificate. Social media, piattaforme online, magazine, riviste, podcast fino ad arrivare a manifestazioni come festival, seminari, workshop possiedono una capacità di coinvolgimento e attrazione molto più elevata rispetto alla tradizionale trasmissione accademica, grazie alla quotidianità con cui agiscono e alla disinvoltura con cui sfruttano linguaggi più efficaci e familiari. Alla dinamicità dell’Esterno, si affianca l’istituzione Scuola, un corpo apparentemente inerte e pericolosamente isolato dentro le solide mura di un neo-accademismo iper-burocratizzato e di una cultura del progetto limitata a espressione di consumo o di tecnicismo ben lontano da essere un luogo di produzione culturale, un “attivo servizio del complesso sociale” (Rogers 1962). La tesi parte dalle precedenti considerazioni, assumendo il compito di interrogare l’Esterno per comprenderne a fondo l’efficacia, l’evoluzione, gli strumenti e i meccanismi su cui si fonda, ponendosi come obiettivo quello di rintracciare delle prospettive attraverso cui rianimare la Scuola a partire proprio dai contributi positivi proveniente al di fuori dei suoi confini. Presupposto, questo, perseguito da numerose esperienze che verranno descritte nel corso dell’elaborato, quali, per esempio, la rifondazione dello IUAV da parte di Samonà, la “Open University” britannica, gli “Urban study Centres” promossi Colin Ward o, seppur in forma utopica, il progetto “Potteries Thinkbelt” elaborato di Cedric Price. Infine, un capitolo specifico verrà dedicato a delineare degli scenari operativi orientati a promuovere una corretta e autentica trasmissibilità del sapere extra-accademica attraverso lo sviluppo, oltre a una serie di azioni formulate in un catalogo critico, di uno strumento capace di riassumere l’intero percorso dell’elaborato. In questo senso lo sviluppo di una piattaforma multimediale, denominata “LIA. Lezioni italiane di architettura”, tenta di portare gli esiti teorici della ricerca direttamente in quei luoghi a lungo oggetto di indagine, per evitare di esaurire il ragionamento in un esercizio esclusivamente critico.
24-mag-2024
Ingegneria Civile
Scuola
Didattica
Pedagogia
School
Pedagogy
Didactic
Trasmissibilità
Transmissibility
PRANDI, Enrico
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