Oltre ad essere la forma di divertimento più diffusa durante il Ventennio fascista, il cinema fu uno degli strumenti principali utilizzati dal regime di Mussolini per tradurre in pratica i suoi progetti di pedagogia totalitaria che, com’è noto, miravano a trasformare radicalmente la mentalità, i costumi e il carattere degli italiani. A partire da queste premesse, la ricerca mira a ricostruire attraverso quali modalità il cinema – nella duplice accezione di cinema documentario e cinema di finzione – fu utilizzato negli anni Venti e Trenta come strumento educativo funzionale a fare dei bambini e degli adolescenti di ambo i sessi dei perfetti fascisti. Dopo aver analizzato il rapporto tra il mezzo cinematografico e i minori nel più ampio contesto mediale dell’epoca e tracciato una fenomenologia delle pratiche di consumo culturale, si ricostruiscono le modalità attraverso cui il cinema fece il proprio ingresso nelle istituzioni scolastiche e parascolastiche, per poi far luce sugli atteggiamenti ambivalenti di insegnanti ed educatori che consideravano il medium un potente strumento educativo ma anche, al tempo stesso, un pericolo per la moralità dei piccoli spettatori. Dopodiché, a partire da alcune scritture composte dai bambini dopo la visione dei film si delinea l’orizzonte storico in cui si attuava la ricezione delle pellicole, guardando al complesso gioco tra scritture, testi cinematografici ed elementi contestuali.
Il cinema nell’educazione del balilla e della piccola italiana: politiche culturali, pratiche e immaginari / Campagna, S.. - (2023).
Il cinema nell’educazione del balilla e della piccola italiana: politiche culturali, pratiche e immaginari
CAMPAGNA, STEFANO
2023-01-01
Abstract
Oltre ad essere la forma di divertimento più diffusa durante il Ventennio fascista, il cinema fu uno degli strumenti principali utilizzati dal regime di Mussolini per tradurre in pratica i suoi progetti di pedagogia totalitaria che, com’è noto, miravano a trasformare radicalmente la mentalità, i costumi e il carattere degli italiani. A partire da queste premesse, la ricerca mira a ricostruire attraverso quali modalità il cinema – nella duplice accezione di cinema documentario e cinema di finzione – fu utilizzato negli anni Venti e Trenta come strumento educativo funzionale a fare dei bambini e degli adolescenti di ambo i sessi dei perfetti fascisti. Dopo aver analizzato il rapporto tra il mezzo cinematografico e i minori nel più ampio contesto mediale dell’epoca e tracciato una fenomenologia delle pratiche di consumo culturale, si ricostruiscono le modalità attraverso cui il cinema fece il proprio ingresso nelle istituzioni scolastiche e parascolastiche, per poi far luce sugli atteggiamenti ambivalenti di insegnanti ed educatori che consideravano il medium un potente strumento educativo ma anche, al tempo stesso, un pericolo per la moralità dei piccoli spettatori. Dopodiché, a partire da alcune scritture composte dai bambini dopo la visione dei film si delinea l’orizzonte storico in cui si attuava la ricezione delle pellicole, guardando al complesso gioco tra scritture, testi cinematografici ed elementi contestuali.| File | Dimensione | Formato | |
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