Introduzione: I PARPi e i sali di platino inducono danni alla doppia elica del DNA e sono particolarmente efficaci nei pazienti con tumori con deficit nel meccanismo di riparazione di ricombinazione omologa (HRR), come i pazienti portatori di mutazione germinale nei geni BRCA1/2 affetti da tumore dell’ovaio (OvC) e/o della mammella (BC). Il deficit di HRR (HRD) può anche associarsi alla perdita di funzione di altri geni HRR o a cause ancora da determinare. Il test del RAD51 è un biomarcatore funzionale di HRD basato su un saggio di immunofluorescenza in grado di stimare l'attività del pathway HRR in modo dinamico. Obiettivi: Il mio progetto di dottorato è volto a: 1) validare il saggio RAD51 come biomarcatore predittivo di risposta agli inibitori di PARP (PARPi), indipendentemente dallo stato geminale di BRCA1/2, in campioni preclinici; 2) testare il test RAD51 su pazienti con BC triplo negativo (TNBC) trattati con chemioterapia neoadiuvante priva di platino; 3) confrontare il saggio RAD51 con i test HRD genomici su campioni di OvC. Risultati: Utilizzando Patient Derived Xenograft (PDX), abbiamo confermato il valore predittivo superiore del test del RAD51 nei modelli preclinici trattati con PARPi rispetto alle mutazioni dei geni dell’HRR, ai test HRD genomici e alla sensibilità al platino. Nei modelli sperimentali, olaparib ha suscitato una risposta immunitaria antitumorale nei tumori sensibili ai PARPi. L'espressione di PD-L1 nei tumori con scarsa risposta ai PARPi e nei linfociti intratumorali (TIL) suggerisce l'uso combinato con la terapia anti-PD-L1. Nei TNBC operabili trattati con chemioterapia (neo)adiuvante priva di platino, il saggio RAD51 è stato in grado di identificare i tumori con alterazioni nell’HRR, oltre a quelli con mutazioni germinali in BRCA1/2, e di selezionare una coorte di pazienti con HRD e pochi TIL con buona prognosi. La nostra analisi, condotta su campioni di pazienti arruolati nello studio MITO16A, ha dimostrato la fattibilità del saggio RAD51 su pazienti con OvC e la capacità del test di ampliare la coorte di pazienti con HRD che possono beneficiare dei PARPi. Conclusioni: Alla luce dei nostri risultati su modelli preclinici e clinici, abbiamo proposto di continuare la validazione analitica e la qualificazione clinica del saggio RAD51 in coorti più ampie di pazienti con BC e OvC trattati con PARPi o sali di platino.
Pre-clinical and clinical validation of RAD51 as a functional and dynamic biomaker of DNA repair deficiency by Y homologous recombination / Pellegrino, B.. - (2023 Jan 22).
Pre-clinical and clinical validation of RAD51 as a functional and dynamic biomaker of DNA repair deficiency by Y homologous recombination
PELLEGRINO, BENEDETTA
2023-01-22
Abstract
Introduzione: I PARPi e i sali di platino inducono danni alla doppia elica del DNA e sono particolarmente efficaci nei pazienti con tumori con deficit nel meccanismo di riparazione di ricombinazione omologa (HRR), come i pazienti portatori di mutazione germinale nei geni BRCA1/2 affetti da tumore dell’ovaio (OvC) e/o della mammella (BC). Il deficit di HRR (HRD) può anche associarsi alla perdita di funzione di altri geni HRR o a cause ancora da determinare. Il test del RAD51 è un biomarcatore funzionale di HRD basato su un saggio di immunofluorescenza in grado di stimare l'attività del pathway HRR in modo dinamico. Obiettivi: Il mio progetto di dottorato è volto a: 1) validare il saggio RAD51 come biomarcatore predittivo di risposta agli inibitori di PARP (PARPi), indipendentemente dallo stato geminale di BRCA1/2, in campioni preclinici; 2) testare il test RAD51 su pazienti con BC triplo negativo (TNBC) trattati con chemioterapia neoadiuvante priva di platino; 3) confrontare il saggio RAD51 con i test HRD genomici su campioni di OvC. Risultati: Utilizzando Patient Derived Xenograft (PDX), abbiamo confermato il valore predittivo superiore del test del RAD51 nei modelli preclinici trattati con PARPi rispetto alle mutazioni dei geni dell’HRR, ai test HRD genomici e alla sensibilità al platino. Nei modelli sperimentali, olaparib ha suscitato una risposta immunitaria antitumorale nei tumori sensibili ai PARPi. L'espressione di PD-L1 nei tumori con scarsa risposta ai PARPi e nei linfociti intratumorali (TIL) suggerisce l'uso combinato con la terapia anti-PD-L1. Nei TNBC operabili trattati con chemioterapia (neo)adiuvante priva di platino, il saggio RAD51 è stato in grado di identificare i tumori con alterazioni nell’HRR, oltre a quelli con mutazioni germinali in BRCA1/2, e di selezionare una coorte di pazienti con HRD e pochi TIL con buona prognosi. La nostra analisi, condotta su campioni di pazienti arruolati nello studio MITO16A, ha dimostrato la fattibilità del saggio RAD51 su pazienti con OvC e la capacità del test di ampliare la coorte di pazienti con HRD che possono beneficiare dei PARPi. Conclusioni: Alla luce dei nostri risultati su modelli preclinici e clinici, abbiamo proposto di continuare la validazione analitica e la qualificazione clinica del saggio RAD51 in coorti più ampie di pazienti con BC e OvC trattati con PARPi o sali di platino.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


