La città contemporanea è chiamata ad affrontare diverse sfide di natura economica, ambientale e sociale. Tra queste un ruolo sempre più rilevante negli ultimi anni è stato assunto dal fenomeno del cambiamento climatico, che produce impatti e conseguenze sul tessuto urbano e agisce come fattore di aggravamento delle criticità già presenti sul territorio (IPCC, 2022a). A causa della densità di popolazione e della concentrazione di funzioni e attività economiche la città è, da una parte, responsabile della maggior parte del consumo di energia e di conseguenza della produzione di gas climalteranti, mentre dall’altra risulta essere maggiormente esposta ai rischi climatici (Corfee-Morlot et al., 2009). Integrare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici nelle politiche e nelle strategie di sviluppo della città risulta quindi essenziale per abbattere la produzione globale di emissioni climalteranti e rendere le città più resilienti (UN Habitat, 2011). Questa necessità è stata ricompresa in una serie di direttive e politiche internazionali sullo sviluppo sostenibile, come l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (United Nations, 2015) mentre l’Unione Europea assumeva già da tempo una posizione di leadership nella lotta al cambiamento climatico in ambito urbano (European Commission, 2007). Nel solco di questo dibattito la presente tesi si propone di indagare il livello di integrazione presente tra le azioni di contrasto al cambiamento climatico e la pianificazione urbanistica, scegliendo come campo di studio la città media emiliano-romagnola. L’analisi si sviluppa a partire da una ricognizione generale sulle politiche e gli strumenti urbani per il contrasto al cambiamento climatico, a livello internazionale e nazionale, indagando reti di coordinamento, tipologie di piani di azione e buone pratiche di città significative. Successivamente si pone l’attenzione sugli aspetti legati al ruolo del clima nella pianificazione in una regione, l’Emilia-Romagna, che ha elaborato sul tema politiche, strategie e strumenti normativi con caratteri di innovazione. Il campo di studio si concentra sulla città media, per la sua rappresentatività della realtà urbana europea e soprattutto italiana, e per le sfide peculiari che essa pone nel costruire misure di contrasto ai cambiamenti climatici. L’approfondimento applicativo ha visto il confronto tra due strumenti della pianificazione: il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), volontario, con cui i Comuni si impegnano a realizzare azioni di mitigazione e di adattamento, ed il Piano Urbanistico Generale (PUG), cogente, introdotto in Emilia-Romagna con la Legge Regionale 24/2017, con lo scopo di indagarne l’interazione e l’integrazione. La valutazione è stata compiuta per tre città casi studio, Modena, Bologna e Ravenna, e i relativi PAESC e PUG sono stati esaminati sul piano della costruzione del quadro di conoscenze e sulle strategie e azioni. L’analisi comparata ha permesso di elaborare considerazioni sulla potenzialità del PUG, grazia alla sua impostazione strategica e all’approccio flessibile al governo delle trasformazioni, di assumere dinamicamente strategie e misure per la mitigazione e la resilienza urbana. In secondo luogo, il confronto con i casi studio ha portato all’elaborazione di criteri per una migliore integrazione di PAESC e PUG, per una definizione ottimale delle rispettive competenze, la condivisione organica ed efficiente del quadro conoscitivo, i miglioramenti auspicabili delle procedure amministrative nelle redazione dei piani e un uso coordinato del processo di partecipazione.
Piani urbanistici e piani per il clima nella città media emiliana: criteri per l’integrazione / Tedeschi, G.. - (2023).
Piani urbanistici e piani per il clima nella città media emiliana: criteri per l’integrazione
TEDESCHI, Giovanni
2023-01-01
Abstract
La città contemporanea è chiamata ad affrontare diverse sfide di natura economica, ambientale e sociale. Tra queste un ruolo sempre più rilevante negli ultimi anni è stato assunto dal fenomeno del cambiamento climatico, che produce impatti e conseguenze sul tessuto urbano e agisce come fattore di aggravamento delle criticità già presenti sul territorio (IPCC, 2022a). A causa della densità di popolazione e della concentrazione di funzioni e attività economiche la città è, da una parte, responsabile della maggior parte del consumo di energia e di conseguenza della produzione di gas climalteranti, mentre dall’altra risulta essere maggiormente esposta ai rischi climatici (Corfee-Morlot et al., 2009). Integrare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici nelle politiche e nelle strategie di sviluppo della città risulta quindi essenziale per abbattere la produzione globale di emissioni climalteranti e rendere le città più resilienti (UN Habitat, 2011). Questa necessità è stata ricompresa in una serie di direttive e politiche internazionali sullo sviluppo sostenibile, come l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (United Nations, 2015) mentre l’Unione Europea assumeva già da tempo una posizione di leadership nella lotta al cambiamento climatico in ambito urbano (European Commission, 2007). Nel solco di questo dibattito la presente tesi si propone di indagare il livello di integrazione presente tra le azioni di contrasto al cambiamento climatico e la pianificazione urbanistica, scegliendo come campo di studio la città media emiliano-romagnola. L’analisi si sviluppa a partire da una ricognizione generale sulle politiche e gli strumenti urbani per il contrasto al cambiamento climatico, a livello internazionale e nazionale, indagando reti di coordinamento, tipologie di piani di azione e buone pratiche di città significative. Successivamente si pone l’attenzione sugli aspetti legati al ruolo del clima nella pianificazione in una regione, l’Emilia-Romagna, che ha elaborato sul tema politiche, strategie e strumenti normativi con caratteri di innovazione. Il campo di studio si concentra sulla città media, per la sua rappresentatività della realtà urbana europea e soprattutto italiana, e per le sfide peculiari che essa pone nel costruire misure di contrasto ai cambiamenti climatici. L’approfondimento applicativo ha visto il confronto tra due strumenti della pianificazione: il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), volontario, con cui i Comuni si impegnano a realizzare azioni di mitigazione e di adattamento, ed il Piano Urbanistico Generale (PUG), cogente, introdotto in Emilia-Romagna con la Legge Regionale 24/2017, con lo scopo di indagarne l’interazione e l’integrazione. La valutazione è stata compiuta per tre città casi studio, Modena, Bologna e Ravenna, e i relativi PAESC e PUG sono stati esaminati sul piano della costruzione del quadro di conoscenze e sulle strategie e azioni. L’analisi comparata ha permesso di elaborare considerazioni sulla potenzialità del PUG, grazia alla sua impostazione strategica e all’approccio flessibile al governo delle trasformazioni, di assumere dinamicamente strategie e misure per la mitigazione e la resilienza urbana. In secondo luogo, il confronto con i casi studio ha portato all’elaborazione di criteri per una migliore integrazione di PAESC e PUG, per una definizione ottimale delle rispettive competenze, la condivisione organica ed efficiente del quadro conoscitivo, i miglioramenti auspicabili delle procedure amministrative nelle redazione dei piani e un uso coordinato del processo di partecipazione.| File | Dimensione | Formato | |
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