Negli ultimi decenni del secolo scorso, in concomitanza con le principali direttive e programmi internazionali promossi in favore della sostenibilità ambientale, quali, solo per citarne alcuni, il Rapporto Brundtland del 1987, l’“Earth Summit” a Rio de Janeiro del 1992, la Carta di Aalborg del 1994, il “Protocollo di Kyoto” del 1997, fino alla “Carta delle città europee sostenibili” firmata a Lipsia nel 2007, si accostava la necessità di riattivare le aree urbane più degradate, attraverso, ad esempio, i Piani di Recupero Urbano o di Riqualificazione urbana. Con il nuovo secolo e la nascita del concetto di Rigenerazione urbana, i due filoni si incontrano e i processi di rigenerazione urbana rappresentano un'opportunità per perseguire un modello di città sostenibile. Le già citate Conferenze relative allo sviluppo sostenibile portano nella seconda metà degli anni 2000 alla definizione della Smart City, che nasce quindi con l’obiettivo di ridurre le emissioni e favorire il risparmio energetico. La relazione tra la smartness e la sostenibilità è quindi molto esplicito: la Smart City deve portare alla sostenibilità ecologico-ambientale. Proprio nell’ambito di questo dibattito, il presente lavoro di tesi si propone di riflettere in merito alla mobilità smart sostenibile, in particolare all’accessibilità allo spazio urbano, tema centrale all’interno delle recenti iniziative riguardanti l’accessibilità urbana in un’ottica di sostenibilità ambientale (ne sono un esempio la città dei 15 minuti, il concetto dei servizi di prossimità, la città post-pandemica ecc). Lo sviluppo delle Smart City, iniziato negli anni '90, negli ultimi 20 anni è diventato di particolare interesse per gli studiosi, che hanno svolto ricerche sulle città intelligenti e stilato diverse classifiche. Nel 2011, si contavano 248 città intelligenti su un totale di 468 città europee con più di 100.000 abitanti (Manville et al., 2014). Il concetto di Smart City si basa su sei assi (governance, economia, mobilità, vivibilità, persone e ambiente) per cui ben si presta all’analisi delle sue componenti in ambito urbano, toccando tutti i diversi fattori urbani. Prendendo come ambito di analisi la Regione Emilia-Romagna, così come richiesto dalla collaborazione tra lo “Smart City 4.0 Sustainable Lab”, laboratorio entro cui questa tesi si colloca, e l’amministrazione regionale, la tesi parte da una ricognizione generale per ricostruire un quadro di conoscenze ad ampio spettro riguardanti il tema della Smart City, per poi scendere di scala al livello nazionale, e infine regionale con uno studio di carattere più applicativo. La tesi si compone di quattro parti: la prima parte “La città intelligente. Questioni introduttive”, costituisce una premessa alle tematiche trattate attraverso un’analisi dello stato dell’arte e dei contributi che sono stati portati avanti in tutti questi anni relativamente al tema Smart City. L’inquadramento vuole ricostruire uno stato dell’arte che comprenda, in modo schematico, normative, iniziative e studi effettuati. Tuttavia, essa comprende anche due sezioni più originali dal punto di vista della raccolta di informazioni ad ampio spettro, il capitolo 6 e il capitolo 8, che, seppur trattando il tema in modo generale, contribuiscono alla formazione di un quadro conoscitivo calato nel contesto della ricerca a livello nazionale e poi, in particolare, della Regione Emilia-Romagna. Essi, infatti, danno conto di come è trattato il tema Smart City nei gruppi di ricerca afferenti al settore dell’urbanistica in Italia per poi fornire una panoramica completa sulle politiche di gestione della Smart City e sulle iniziative della regione Emilia-Romagna. La seconda parte della tesi “Mobilità, Rigenerazione urbana e Smart City” entra maggiormente nel dettaglio della relazione su cui si basa questa tesi e approfondisce i legami tra Smart City e rigenerazione urbana e tra Smart City e mobilità sostenibile, indagando best practices e modelli sperimentati in ambito urbano, prima a livello europeo e poi nel contesto nazionale, allo scopo di stabilire un quadro degli strumenti esistenti di integrazione tra i tre fattori e di misurazione della smartness urbana, con particolare riferimento alla mobilità sostenibile. Questa sezione comprende anche un focus a livello regionale, nel quale sono analizzate anche le azioni in favore dell’accessibilità e della mobilità sostenibile nelle città emiliano romagnole promosse attraverso la partecipazione al Bando regionale di Rigenerazione urbana del 2018. La terza parte “Valutare l’accessibilità allo spazio urbano nei processi di rigenerazione della città media” si configura come parte più originale della tesi, di carattere applicativo e progettuale, e si concentra sulla valutazione dell’accessibilità agli ambiti di rigenerazione urbana precedentemente studiati, grazie alla selezione di indicatori idonei provenienti dai ranking di Smart City e dai protocolli di rigenerazione urbana. È possibile declinare indicatori di smartness sviluppati a livello urbano per studiare porzioni di territorio ridotte a singoli ambiti di rigenerazione urbana? È possibile stabilire quali progetti di rigenerazione impattino maggiormente sulla smartness e sulla sostenibilità della mobilità in ambito urbano? Gli indicatori individuati per la valutazione sono stati applicati a cinque casi studio regionali, ovvero cinque ambiti soggetti a progetti di trasformazione in corso di realizzazione grazie ai finanziamenti derivanti dal Bando Rigenerazione Urbana del 2018 della Regione Emilia-Romagna (approvato con DGR n. 550/2018), promosso dalla Regione per dare sostegno finanziario a strategie di rigenerazione urbana e territoriale volte alla qualificazione dei tessuti urbani, in conformità con i principi della nuova legge regionale (LR 24/2017), in particolare nei comuni di Parma, Reggio Emilia, Modena, Cesena, Rimini. Essi sono stati poi comparati per calibrare e testare la metodologia. Nelle analisi a scala urbana effettuate, svolte grazie all’uso di un Sistema Informativo Territoriale (SIT/GIS), è presente anche un confronto dei progetti di rigenerazioni stessi con i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) redatti dai Comuni interessati. Per ogni progetto di rigenerazione urbana, la valutazione tramite gli indicatori è stata effettuata in due momenti differenti: un momento T0, che corrisponde allo stato di fatto, e un momento T1, a cui corrisponde il progetto di trasformazione. L’analisi e la comparazione dei casi hanno portato alla definizione di un ranking dei progetti di rigenerazione urbana analizzati che integrano e incrementano la mobilità smart attiva nel contesto considerato. Ciò che emerge dall’applicazione della metodologia è che tutti i progetti analizzati, seppur con gradi diversi in funzione delle condizioni e delle infrastrutture di mobilità presenti allo stato di fatto, assumono come necessario l’implementazione della mobilità dolce per limitare il traffico veicolare e la congestione urbana. La parte conclusiva traccia alcune possibili linee guida per l’integrazione della mobilità smart attiva nei processi di rigenerazione urbana, e presenta una riflessione sulla possibile utilizzazione della metodologia presentata non solo in fase di valutazione dei progetti di rigenerazione presentati come in questo caso in sede di un bando regionale, ma anche collocandola negli strumenti di pianificazione comunale ordinari.
Smart City e mobilità sostenibile. Valutare l’accessibilità allo spazio urbano nei processi di rigenerazione della città media / Pellicelli, G.. - (2023).
Smart City e mobilità sostenibile. Valutare l’accessibilità allo spazio urbano nei processi di rigenerazione della città media
PELLICELLI, GLORIA
2023-01-01
Abstract
Negli ultimi decenni del secolo scorso, in concomitanza con le principali direttive e programmi internazionali promossi in favore della sostenibilità ambientale, quali, solo per citarne alcuni, il Rapporto Brundtland del 1987, l’“Earth Summit” a Rio de Janeiro del 1992, la Carta di Aalborg del 1994, il “Protocollo di Kyoto” del 1997, fino alla “Carta delle città europee sostenibili” firmata a Lipsia nel 2007, si accostava la necessità di riattivare le aree urbane più degradate, attraverso, ad esempio, i Piani di Recupero Urbano o di Riqualificazione urbana. Con il nuovo secolo e la nascita del concetto di Rigenerazione urbana, i due filoni si incontrano e i processi di rigenerazione urbana rappresentano un'opportunità per perseguire un modello di città sostenibile. Le già citate Conferenze relative allo sviluppo sostenibile portano nella seconda metà degli anni 2000 alla definizione della Smart City, che nasce quindi con l’obiettivo di ridurre le emissioni e favorire il risparmio energetico. La relazione tra la smartness e la sostenibilità è quindi molto esplicito: la Smart City deve portare alla sostenibilità ecologico-ambientale. Proprio nell’ambito di questo dibattito, il presente lavoro di tesi si propone di riflettere in merito alla mobilità smart sostenibile, in particolare all’accessibilità allo spazio urbano, tema centrale all’interno delle recenti iniziative riguardanti l’accessibilità urbana in un’ottica di sostenibilità ambientale (ne sono un esempio la città dei 15 minuti, il concetto dei servizi di prossimità, la città post-pandemica ecc). Lo sviluppo delle Smart City, iniziato negli anni '90, negli ultimi 20 anni è diventato di particolare interesse per gli studiosi, che hanno svolto ricerche sulle città intelligenti e stilato diverse classifiche. Nel 2011, si contavano 248 città intelligenti su un totale di 468 città europee con più di 100.000 abitanti (Manville et al., 2014). Il concetto di Smart City si basa su sei assi (governance, economia, mobilità, vivibilità, persone e ambiente) per cui ben si presta all’analisi delle sue componenti in ambito urbano, toccando tutti i diversi fattori urbani. Prendendo come ambito di analisi la Regione Emilia-Romagna, così come richiesto dalla collaborazione tra lo “Smart City 4.0 Sustainable Lab”, laboratorio entro cui questa tesi si colloca, e l’amministrazione regionale, la tesi parte da una ricognizione generale per ricostruire un quadro di conoscenze ad ampio spettro riguardanti il tema della Smart City, per poi scendere di scala al livello nazionale, e infine regionale con uno studio di carattere più applicativo. La tesi si compone di quattro parti: la prima parte “La città intelligente. Questioni introduttive”, costituisce una premessa alle tematiche trattate attraverso un’analisi dello stato dell’arte e dei contributi che sono stati portati avanti in tutti questi anni relativamente al tema Smart City. L’inquadramento vuole ricostruire uno stato dell’arte che comprenda, in modo schematico, normative, iniziative e studi effettuati. Tuttavia, essa comprende anche due sezioni più originali dal punto di vista della raccolta di informazioni ad ampio spettro, il capitolo 6 e il capitolo 8, che, seppur trattando il tema in modo generale, contribuiscono alla formazione di un quadro conoscitivo calato nel contesto della ricerca a livello nazionale e poi, in particolare, della Regione Emilia-Romagna. Essi, infatti, danno conto di come è trattato il tema Smart City nei gruppi di ricerca afferenti al settore dell’urbanistica in Italia per poi fornire una panoramica completa sulle politiche di gestione della Smart City e sulle iniziative della regione Emilia-Romagna. La seconda parte della tesi “Mobilità, Rigenerazione urbana e Smart City” entra maggiormente nel dettaglio della relazione su cui si basa questa tesi e approfondisce i legami tra Smart City e rigenerazione urbana e tra Smart City e mobilità sostenibile, indagando best practices e modelli sperimentati in ambito urbano, prima a livello europeo e poi nel contesto nazionale, allo scopo di stabilire un quadro degli strumenti esistenti di integrazione tra i tre fattori e di misurazione della smartness urbana, con particolare riferimento alla mobilità sostenibile. Questa sezione comprende anche un focus a livello regionale, nel quale sono analizzate anche le azioni in favore dell’accessibilità e della mobilità sostenibile nelle città emiliano romagnole promosse attraverso la partecipazione al Bando regionale di Rigenerazione urbana del 2018. La terza parte “Valutare l’accessibilità allo spazio urbano nei processi di rigenerazione della città media” si configura come parte più originale della tesi, di carattere applicativo e progettuale, e si concentra sulla valutazione dell’accessibilità agli ambiti di rigenerazione urbana precedentemente studiati, grazie alla selezione di indicatori idonei provenienti dai ranking di Smart City e dai protocolli di rigenerazione urbana. È possibile declinare indicatori di smartness sviluppati a livello urbano per studiare porzioni di territorio ridotte a singoli ambiti di rigenerazione urbana? È possibile stabilire quali progetti di rigenerazione impattino maggiormente sulla smartness e sulla sostenibilità della mobilità in ambito urbano? Gli indicatori individuati per la valutazione sono stati applicati a cinque casi studio regionali, ovvero cinque ambiti soggetti a progetti di trasformazione in corso di realizzazione grazie ai finanziamenti derivanti dal Bando Rigenerazione Urbana del 2018 della Regione Emilia-Romagna (approvato con DGR n. 550/2018), promosso dalla Regione per dare sostegno finanziario a strategie di rigenerazione urbana e territoriale volte alla qualificazione dei tessuti urbani, in conformità con i principi della nuova legge regionale (LR 24/2017), in particolare nei comuni di Parma, Reggio Emilia, Modena, Cesena, Rimini. Essi sono stati poi comparati per calibrare e testare la metodologia. Nelle analisi a scala urbana effettuate, svolte grazie all’uso di un Sistema Informativo Territoriale (SIT/GIS), è presente anche un confronto dei progetti di rigenerazioni stessi con i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) redatti dai Comuni interessati. Per ogni progetto di rigenerazione urbana, la valutazione tramite gli indicatori è stata effettuata in due momenti differenti: un momento T0, che corrisponde allo stato di fatto, e un momento T1, a cui corrisponde il progetto di trasformazione. L’analisi e la comparazione dei casi hanno portato alla definizione di un ranking dei progetti di rigenerazione urbana analizzati che integrano e incrementano la mobilità smart attiva nel contesto considerato. Ciò che emerge dall’applicazione della metodologia è che tutti i progetti analizzati, seppur con gradi diversi in funzione delle condizioni e delle infrastrutture di mobilità presenti allo stato di fatto, assumono come necessario l’implementazione della mobilità dolce per limitare il traffico veicolare e la congestione urbana. La parte conclusiva traccia alcune possibili linee guida per l’integrazione della mobilità smart attiva nei processi di rigenerazione urbana, e presenta una riflessione sulla possibile utilizzazione della metodologia presentata non solo in fase di valutazione dei progetti di rigenerazione presentati come in questo caso in sede di un bando regionale, ma anche collocandola negli strumenti di pianificazione comunale ordinari.| File | Dimensione | Formato | |
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