Il mesotelioma pleurico maligno (MPM) è un tumore aggressivo della pleura, caratterizzato da una prognosi sfavorevole. Le opzioni terapeutiche a disposizione per il trattamento di questa neoplasia sono limitate a causa dello stadio avanzato al momento della diagnosi e della resistenza alla chemioterapia. Ad oggi, la terapia standard di prima linea prevista per il trattamento del mesotelioma pleurico maligno è l’associazione di cisplatino e pemetrexed. In seguito ai risultati ottenuti dallo studio CheckMate 743, la combinazione di nivolumab con ipilimumab è stata recentemente approvata dall’ FDA come prima linea di trattamento nei pazienti con mesothelioma pleurico maligno non resecabile. Tuttavia, la prognosi resta sfavorevole con una sopravvivenza media di circa 12-14 mesi per i pazienti trattati con chemioterapia e di circa 18 mesi per quelli trattati con immunoterapia. Pertanto, sono necessari nuovi approcci terapeutici. La carcinogenesi del mesotelioma pleurico maligno è prevalentemente associata alla perdita del gene CDKN2A/ARF, un oncosoppressore che codifica per p16INK4a and p14ARF, due inibitori del ciclo cellulare. In particolare, p16INK4a previene il rilascio di Rb dal fattore di trascrizione E2F, inibendo il complesso CDK4/6-ciclina D1. Pertanto, la perdita del gene CDKN2A/ARF causa progressione del ciclo cellulare mediante la iperattivazione della via Rb/E2F/myc. Questo studio si propone di indagare nuovi approcci terapeutici per il trattamento del mesotelioma pleurico maligno, basati sulla target therapy mediante l’utilizzo degli inibitori di CDK4/6 palbociclib e abemaciclib. In primo luogo, questo studio indaga gli effetti dell’inibitore di CDK4/6 palbociclib in associazione con gli inibitori di PI3K (NVP-BEZ235 o NVP-BYL719) sul metabolismo del glucosio in linee cellulari umane di MPM. In questo caso, il palbociclib in combinazione con gli inibitori di PI3K (NVP-BEZ235 o NVP-BYL719) riduce in modo significativo sia la glicolisi che la respirazione mitocondriale rispetto al trattamento con i farmaci usati singolarmente nelle linee cellulari di MPM. Inoltre, il trattamento combinato (palbociclib in associazione con NVP-BEZ235 o NVP-BYL719) previene l’ingresso e il consumo di glucosio sia in normossia che in ipossia Infatti, l’espressione di GLUT-1 è fortemente ridotta dal palbociclib in associazione con NVP-BEZ235 o NVP-BYL719 nelle linee cellulari di MPM in ipossia. Successivamente questo studio ha valutato l’efficacia dell’inibitore di CDK4/6 abemaciclib in associazione con la chemioterapia standard usata come trattamento di prima linea nei pazienti affetti da MPM, usando differenti schedule di trattamento (simultaneo o sequenziale). Il trattamento simultaneo di abemaciclib in combinazione con cisplatino e pemetrexed mostra un maggiore effetto antiproliferativo rispetto al cisplatino associato al pemetrexed nelle linee cellulari di MPM. Inoltre, il trattamento simultaneo ha un effetto citostatico nelle cellule MSTO-211H, con induzione di senescenza. Al contrario, si osserva una morte cellulare riferibile all’autofagia nelle cellule H28 trattate con abemaciclib in combinazione con cisplatino e pemetrexed. È interessante notare che l'effetto di tale combinazione è irreversibile e, dopo la sospensione del trattamento, non si osserva una ripresa della proliferazione nelle cellule tumorali. Nell’ultima fase della ricerca è stato valutato l’effetto antitumorale di una nuova molecola, chiamata VS2-370, un doppio inibitore di CDK4/6 e CDK9, nelle linee cellulari di MPM. VS2-370 è più potente nell'inibire la proliferazione cellulare rispetto agli inibitori CDK4/6 approvati e la sua efficacia è associata all'induzione di morte cellulare tramite la riduzione dell’espressione di MCL-1. Nel loro insieme, questi dati suggeriscono che una strategia terapeutica, basata sulla target therapy, può rappresentare una nuova opzione terapeutica per il trattamento del mesotelioma pleurico maligno.
New therapeutic approaches for the treatment of malignant pleural mesothelioma / Terenziani, R.. - (2022).
New therapeutic approaches for the treatment of malignant pleural mesothelioma
TERENZIANI, RITA
2022-01-01
Abstract
Il mesotelioma pleurico maligno (MPM) è un tumore aggressivo della pleura, caratterizzato da una prognosi sfavorevole. Le opzioni terapeutiche a disposizione per il trattamento di questa neoplasia sono limitate a causa dello stadio avanzato al momento della diagnosi e della resistenza alla chemioterapia. Ad oggi, la terapia standard di prima linea prevista per il trattamento del mesotelioma pleurico maligno è l’associazione di cisplatino e pemetrexed. In seguito ai risultati ottenuti dallo studio CheckMate 743, la combinazione di nivolumab con ipilimumab è stata recentemente approvata dall’ FDA come prima linea di trattamento nei pazienti con mesothelioma pleurico maligno non resecabile. Tuttavia, la prognosi resta sfavorevole con una sopravvivenza media di circa 12-14 mesi per i pazienti trattati con chemioterapia e di circa 18 mesi per quelli trattati con immunoterapia. Pertanto, sono necessari nuovi approcci terapeutici. La carcinogenesi del mesotelioma pleurico maligno è prevalentemente associata alla perdita del gene CDKN2A/ARF, un oncosoppressore che codifica per p16INK4a and p14ARF, due inibitori del ciclo cellulare. In particolare, p16INK4a previene il rilascio di Rb dal fattore di trascrizione E2F, inibendo il complesso CDK4/6-ciclina D1. Pertanto, la perdita del gene CDKN2A/ARF causa progressione del ciclo cellulare mediante la iperattivazione della via Rb/E2F/myc. Questo studio si propone di indagare nuovi approcci terapeutici per il trattamento del mesotelioma pleurico maligno, basati sulla target therapy mediante l’utilizzo degli inibitori di CDK4/6 palbociclib e abemaciclib. In primo luogo, questo studio indaga gli effetti dell’inibitore di CDK4/6 palbociclib in associazione con gli inibitori di PI3K (NVP-BEZ235 o NVP-BYL719) sul metabolismo del glucosio in linee cellulari umane di MPM. In questo caso, il palbociclib in combinazione con gli inibitori di PI3K (NVP-BEZ235 o NVP-BYL719) riduce in modo significativo sia la glicolisi che la respirazione mitocondriale rispetto al trattamento con i farmaci usati singolarmente nelle linee cellulari di MPM. Inoltre, il trattamento combinato (palbociclib in associazione con NVP-BEZ235 o NVP-BYL719) previene l’ingresso e il consumo di glucosio sia in normossia che in ipossia Infatti, l’espressione di GLUT-1 è fortemente ridotta dal palbociclib in associazione con NVP-BEZ235 o NVP-BYL719 nelle linee cellulari di MPM in ipossia. Successivamente questo studio ha valutato l’efficacia dell’inibitore di CDK4/6 abemaciclib in associazione con la chemioterapia standard usata come trattamento di prima linea nei pazienti affetti da MPM, usando differenti schedule di trattamento (simultaneo o sequenziale). Il trattamento simultaneo di abemaciclib in combinazione con cisplatino e pemetrexed mostra un maggiore effetto antiproliferativo rispetto al cisplatino associato al pemetrexed nelle linee cellulari di MPM. Inoltre, il trattamento simultaneo ha un effetto citostatico nelle cellule MSTO-211H, con induzione di senescenza. Al contrario, si osserva una morte cellulare riferibile all’autofagia nelle cellule H28 trattate con abemaciclib in combinazione con cisplatino e pemetrexed. È interessante notare che l'effetto di tale combinazione è irreversibile e, dopo la sospensione del trattamento, non si osserva una ripresa della proliferazione nelle cellule tumorali. Nell’ultima fase della ricerca è stato valutato l’effetto antitumorale di una nuova molecola, chiamata VS2-370, un doppio inibitore di CDK4/6 e CDK9, nelle linee cellulari di MPM. VS2-370 è più potente nell'inibire la proliferazione cellulare rispetto agli inibitori CDK4/6 approvati e la sua efficacia è associata all'induzione di morte cellulare tramite la riduzione dell’espressione di MCL-1. Nel loro insieme, questi dati suggeriscono che una strategia terapeutica, basata sulla target therapy, può rappresentare una nuova opzione terapeutica per il trattamento del mesotelioma pleurico maligno.| File | Dimensione | Formato | |
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