La Pianura Padana (Nord Italia) è uno degli acquiferi più grandi d’Europa. In quest’area sono presenti svariate pressioni antropiche in grado di alterare la qualità e la quantità della falda. In due siti sperimentali di questo acquifero alluvionale, sono stati investigati gli effetti della ricarica degli acquiferi e dell’interazione fiume-falda sulla migrazione dei contaminanti. Nel primo sito, l’acquifero di Goito, la ricarica data dall’irrigazione a scorrimento e dalle abbondanti precipitazioni promuove la percolazione di acque ricche di nitrato (NO3-). Di conseguenza, la falda risulta contaminata da questo ione, con concentrazioni che possono anche superare la soglia dei 50 mg NO3- L-1. In questa area, il Fiume Mincio si configura come un sistema flow-through. In altre parole, esso drena la falda in destra idrografica e la alimenta in sinistra idrografica per tutto l’anno idrologico. Di conseguenza, nei periodi di picco della contaminazione in falda, le acque superficiali mostrano un generico aumento delle concentrazioni e carichi di NO3-. La migrazione del NO3- dal suolo agricolo al Fiume Mincio è stata poi indagata utilizzando la silice (SiO2) come tracciante del NO3-. Essi, infatti, si originano a partire dai liquami zootecnici applicati nei campi agricoli, ma la SiO2 è molto meno reattiva dell’NO3-. Dal 2020 sono stati reintrodotti i limiti sulla fertilizzazione imposti dalla Direttiva Nitrati e, durante il triennio di dottorato, è stato possibile valutarne gli effetti, comparando dati di acque superficiali e sotterranee durante un periodo di fertilizzazione nel 2019 (prima) e nel 2020 (dopo l’applicazione della direttiva). I risultati evidenziano come, nel 2021, l’acquifero freatico presenti ancora elevate concentrazioni di NO3-, maggiori anche del limite di 50 mg NO3- L-1; ciononostante, i valori medi sono minori rispetto al 2019. I carichi di NO3- nel Fiume Mincio hanno raggiunto i 6670 kg NO3- d-1; essi sono espressione della sovrabbondante fertilizzazione nell’area circostante ed il rapido trasferimento di azoto dal terreno alle acque superficiali. Rispetto al 2019, i carichi nel Fiume Mincio si sono comunque ridotti del 59%, dimostrando come la reintroduzione di limiti sulla fertilizzazione porti, negli acquiferi alluvionali, a risultati quantificabili anche nel breve termine. Nell’altro sito sperimentale, l’acquifero di Parma, la ricerca è stata incentrata sugli effetti della ricarica degli acquiferi e dell’interazione fiume-falda sulla migrazione di microplastiche. Lo studio è stato portato avanti con due obiettivi principali. In primis, la formulazione di un protocollo di analisi e campionamento basato sulle caratteristiche idrogeologiche dell’area di studio e con un alto rapporto risultati : costi. Le microplastiche sono state estratte dai campioni tramite filtrazioni e rigalleggiamento; successivamente sono state conteggiate e caratterizzate morfologicamente (area, circolarità e diametro di Feret) attraverso un metodo di colorazione e analisi automatica al microscopio. Il secondo obbiettivo è stato quello di applicare questo metodo e verificare la presenza di microplastiche in alcune porzioni dell’acquifero alluvionale con corsi d’acqua alimentanti la falda, sia prima che dopo un evento di ricarica dell’acquifero. Le microplastiche in falda mostravano una maggiore circolarità di quelle nelle acque superficiali, mentre l’area ed il diametro di Feret erano simili, suggerendo che in acquiferi porosi (ghiaie e sabbie) il trasporto di microplastiche sia più influenzato dalla forma che dalle dimensioni delle stesse. Infine, è stato visto come la ricarica dell’acquifero promuova la migrazione di microplastiche di minori dimensioni e con una forma più circolare. La ricerca perpetrata durante il dottorato ed i conseguenti risultati hanno dimostrato come un approccio multidisciplinare e l’utilizzo di varie metodologie debba essere una componente chiave nella concettualizzazione e perpetuazione della ricerca.
The effects of aquifer recharge and river-groundwater interaction on contaminants migration in alluvial aquifers: the test sites of Goito and Parma aquifer (northern Italy) / Severini, E.. - (2022 May).
The effects of aquifer recharge and river-groundwater interaction on contaminants migration in alluvial aquifers: the test sites of Goito and Parma aquifer (northern Italy)
SEVERINI, EDOARDO
2022-05-01
Abstract
La Pianura Padana (Nord Italia) è uno degli acquiferi più grandi d’Europa. In quest’area sono presenti svariate pressioni antropiche in grado di alterare la qualità e la quantità della falda. In due siti sperimentali di questo acquifero alluvionale, sono stati investigati gli effetti della ricarica degli acquiferi e dell’interazione fiume-falda sulla migrazione dei contaminanti. Nel primo sito, l’acquifero di Goito, la ricarica data dall’irrigazione a scorrimento e dalle abbondanti precipitazioni promuove la percolazione di acque ricche di nitrato (NO3-). Di conseguenza, la falda risulta contaminata da questo ione, con concentrazioni che possono anche superare la soglia dei 50 mg NO3- L-1. In questa area, il Fiume Mincio si configura come un sistema flow-through. In altre parole, esso drena la falda in destra idrografica e la alimenta in sinistra idrografica per tutto l’anno idrologico. Di conseguenza, nei periodi di picco della contaminazione in falda, le acque superficiali mostrano un generico aumento delle concentrazioni e carichi di NO3-. La migrazione del NO3- dal suolo agricolo al Fiume Mincio è stata poi indagata utilizzando la silice (SiO2) come tracciante del NO3-. Essi, infatti, si originano a partire dai liquami zootecnici applicati nei campi agricoli, ma la SiO2 è molto meno reattiva dell’NO3-. Dal 2020 sono stati reintrodotti i limiti sulla fertilizzazione imposti dalla Direttiva Nitrati e, durante il triennio di dottorato, è stato possibile valutarne gli effetti, comparando dati di acque superficiali e sotterranee durante un periodo di fertilizzazione nel 2019 (prima) e nel 2020 (dopo l’applicazione della direttiva). I risultati evidenziano come, nel 2021, l’acquifero freatico presenti ancora elevate concentrazioni di NO3-, maggiori anche del limite di 50 mg NO3- L-1; ciononostante, i valori medi sono minori rispetto al 2019. I carichi di NO3- nel Fiume Mincio hanno raggiunto i 6670 kg NO3- d-1; essi sono espressione della sovrabbondante fertilizzazione nell’area circostante ed il rapido trasferimento di azoto dal terreno alle acque superficiali. Rispetto al 2019, i carichi nel Fiume Mincio si sono comunque ridotti del 59%, dimostrando come la reintroduzione di limiti sulla fertilizzazione porti, negli acquiferi alluvionali, a risultati quantificabili anche nel breve termine. Nell’altro sito sperimentale, l’acquifero di Parma, la ricerca è stata incentrata sugli effetti della ricarica degli acquiferi e dell’interazione fiume-falda sulla migrazione di microplastiche. Lo studio è stato portato avanti con due obiettivi principali. In primis, la formulazione di un protocollo di analisi e campionamento basato sulle caratteristiche idrogeologiche dell’area di studio e con un alto rapporto risultati : costi. Le microplastiche sono state estratte dai campioni tramite filtrazioni e rigalleggiamento; successivamente sono state conteggiate e caratterizzate morfologicamente (area, circolarità e diametro di Feret) attraverso un metodo di colorazione e analisi automatica al microscopio. Il secondo obbiettivo è stato quello di applicare questo metodo e verificare la presenza di microplastiche in alcune porzioni dell’acquifero alluvionale con corsi d’acqua alimentanti la falda, sia prima che dopo un evento di ricarica dell’acquifero. Le microplastiche in falda mostravano una maggiore circolarità di quelle nelle acque superficiali, mentre l’area ed il diametro di Feret erano simili, suggerendo che in acquiferi porosi (ghiaie e sabbie) il trasporto di microplastiche sia più influenzato dalla forma che dalle dimensioni delle stesse. Infine, è stato visto come la ricarica dell’acquifero promuova la migrazione di microplastiche di minori dimensioni e con una forma più circolare. La ricerca perpetrata durante il dottorato ed i conseguenti risultati hanno dimostrato come un approccio multidisciplinare e l’utilizzo di varie metodologie debba essere una componente chiave nella concettualizzazione e perpetuazione della ricerca.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
PhD Thesis Severini.pdf
accesso aperto
Licenza:
Creative commons
Dimensione
6.84 MB
Formato
Adobe PDF
|
6.84 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
|
Relazione_attivit�_Severini.pdf
non disponibili
Licenza:
Creative commons
Dimensione
392.63 kB
Formato
Adobe PDF
|
392.63 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


