Lo scopo della tesi è di rafforzare il paradigma contemporaneo del riconoscimento, principalmente basato sulla teoria delineata da Axel Honneth, attraverso l’antropologia naturalistica di John Dewey. La necessità di tale integrazione è dovuta a due principali critiche che sono state rivolte alla teoria honnethiana, e che hanno messo in discussione la possibilità di utilizzare la nozione di riconoscimento ai fini della critica e della trasformazione dei contesti sociali di dominazione e potere. Secondo la teoria di Honneth, il riconoscimento fra soggetti è una relazione di affermazione positiva e normativa, sia simbolica che pratica, del valore sociale dei rispettivi contenuti identitari. Tale relazione ha una funzione costitutiva per l’autorealizzazione dell’individuo, in quanto gli permette di sviluppare un rapporto normativo con se stesso, che rappresenta la condizione personale necessaria per una “vita riuscita”, ovvero per il libero perseguimento e la realizzazione dei suoi contenuti identitari nel contesto sociale. L’argomento cardine delle due principali critiche al paradigma del riconoscimento è che tale concettualizzazione non prende in esame la dimensione descrittiva del riconoscimento e dunque le sue forme inadeguate o debolmente etiche: il riconoscimento ideologico (Markell, 2003; Petherbridge, 2013) e il riconoscimento reificante o standardizzante (Sartre, 2003; Butler, 1997). Ovvero, tale paradigma non è in grado di criticare quelle relazioni di riconoscimento finalizzate a indurre i soggetti a riprodurre contesti sociali di oppressione e di potere, quali affermazioni pratiche e simboliche del valore dei contenuti identitari degli individui, che tuttavia ne impediscono la realizzazione oggettiva o li normalizzano agli standard sociali. Alla luce di tali critiche, la struttura concettuale della teoria contemporanea del riconoscimento si rivela necessaria ma non sufficiente nel delineare una grammatica normativa del riconoscimento con cui approcciare in maniera critica i contesti sociali. Al fine di mantenere la rilevanza critica di tale categoria, la tesi si è riproposta di arricchire la grammatica normativa del riconoscimento attraverso l’Umanesimo naturalistico di John Dewey. Dewey inserisce la relazione di riconoscimento fra soggetti all’interno di una più ampia antropologia naturalistica, supportata da una metafisica dell’esistenza, che riconsidera l’essere umano nella sua continuità e specificità rispetto alla natura, quale individuo corporeo con dei bisogni, inserito in un rapporto costitutivo con il mondo oggettivo, sia naturale che sociale, per la propria sopravvivenza e per il proprio benessere. Dewey elabora una teoria sistematica dell’agire umano, che ne coglie la qualità specifica e distintiva, ovvero, la capacità di “rafforzare la vita”. Difatti, l’individuo è in grado di soddisfare in maniera significativa e stabile i propri bisogni attraverso trasformazioni intelligenti e specifiche delle condizioni oggettive che regolano l’occorrenza delle qualità di cui è deficitario, in una continua dinamica di ridefinizione e trasformazione. In questa analisi, Dewey concepisce il riconoscimento fra soggetti come la relazione costitutiva che permette la piena realizzazione da parte dell’individuo della sua capacità di agire. Il riconoscimento non è considerato nei termini di una categoria critica autonoma, in quanto il suo significato etico è teoricamente e ontologicamente dipendente dalle condizioni descrittive e normative dell’interazione dell’individuo con il mondo esterno. L'argomento della presente tesi è che l’Umanesimo naturalistico di Dewey è in grado di arricchire il paradigma del riconoscimento nella sua grammatica normativa, in quanto riconsidera il riconoscimento non solo in relazione all’“integrità personale” dei soggetti, ma anche nella sua responsabilità e funzionalità per l’attività vitale che l’individuo intrattiene con l’ambiente esterno, sia naturale che sociale. In virtù di tale integrazione, le relazioni inadeguate di riconoscimento possono essere smascherate in quanto incapaci, da un punto di vista oggettivo, di rafforzare la vita umana.

Recognition and life. A study on Axel Honneth's theory of recognition and John Dewey's naturalistic humanism / Alexandratos, F.S.. - (2021).

Recognition and life. A study on Axel Honneth's theory of recognition and John Dewey's naturalistic humanism

ALEXANDRATOS, FRANCESCA SOFIA
2021-01-01

Abstract

Lo scopo della tesi è di rafforzare il paradigma contemporaneo del riconoscimento, principalmente basato sulla teoria delineata da Axel Honneth, attraverso l’antropologia naturalistica di John Dewey. La necessità di tale integrazione è dovuta a due principali critiche che sono state rivolte alla teoria honnethiana, e che hanno messo in discussione la possibilità di utilizzare la nozione di riconoscimento ai fini della critica e della trasformazione dei contesti sociali di dominazione e potere. Secondo la teoria di Honneth, il riconoscimento fra soggetti è una relazione di affermazione positiva e normativa, sia simbolica che pratica, del valore sociale dei rispettivi contenuti identitari. Tale relazione ha una funzione costitutiva per l’autorealizzazione dell’individuo, in quanto gli permette di sviluppare un rapporto normativo con se stesso, che rappresenta la condizione personale necessaria per una “vita riuscita”, ovvero per il libero perseguimento e la realizzazione dei suoi contenuti identitari nel contesto sociale. L’argomento cardine delle due principali critiche al paradigma del riconoscimento è che tale concettualizzazione non prende in esame la dimensione descrittiva del riconoscimento e dunque le sue forme inadeguate o debolmente etiche: il riconoscimento ideologico (Markell, 2003; Petherbridge, 2013) e il riconoscimento reificante o standardizzante (Sartre, 2003; Butler, 1997). Ovvero, tale paradigma non è in grado di criticare quelle relazioni di riconoscimento finalizzate a indurre i soggetti a riprodurre contesti sociali di oppressione e di potere, quali affermazioni pratiche e simboliche del valore dei contenuti identitari degli individui, che tuttavia ne impediscono la realizzazione oggettiva o li normalizzano agli standard sociali. Alla luce di tali critiche, la struttura concettuale della teoria contemporanea del riconoscimento si rivela necessaria ma non sufficiente nel delineare una grammatica normativa del riconoscimento con cui approcciare in maniera critica i contesti sociali. Al fine di mantenere la rilevanza critica di tale categoria, la tesi si è riproposta di arricchire la grammatica normativa del riconoscimento attraverso l’Umanesimo naturalistico di John Dewey. Dewey inserisce la relazione di riconoscimento fra soggetti all’interno di una più ampia antropologia naturalistica, supportata da una metafisica dell’esistenza, che riconsidera l’essere umano nella sua continuità e specificità rispetto alla natura, quale individuo corporeo con dei bisogni, inserito in un rapporto costitutivo con il mondo oggettivo, sia naturale che sociale, per la propria sopravvivenza e per il proprio benessere. Dewey elabora una teoria sistematica dell’agire umano, che ne coglie la qualità specifica e distintiva, ovvero, la capacità di “rafforzare la vita”. Difatti, l’individuo è in grado di soddisfare in maniera significativa e stabile i propri bisogni attraverso trasformazioni intelligenti e specifiche delle condizioni oggettive che regolano l’occorrenza delle qualità di cui è deficitario, in una continua dinamica di ridefinizione e trasformazione. In questa analisi, Dewey concepisce il riconoscimento fra soggetti come la relazione costitutiva che permette la piena realizzazione da parte dell’individuo della sua capacità di agire. Il riconoscimento non è considerato nei termini di una categoria critica autonoma, in quanto il suo significato etico è teoricamente e ontologicamente dipendente dalle condizioni descrittive e normative dell’interazione dell’individuo con il mondo esterno. L'argomento della presente tesi è che l’Umanesimo naturalistico di Dewey è in grado di arricchire il paradigma del riconoscimento nella sua grammatica normativa, in quanto riconsidera il riconoscimento non solo in relazione all’“integrità personale” dei soggetti, ma anche nella sua responsabilità e funzionalità per l’attività vitale che l’individuo intrattiene con l’ambiente esterno, sia naturale che sociale. In virtù di tale integrazione, le relazioni inadeguate di riconoscimento possono essere smascherate in quanto incapaci, da un punto di vista oggettivo, di rafforzare la vita umana.
2021
Scienze Filologico-Letterarie, Storico-Filosofiche e Artistiche
Recognition
Social philosophy
Axel Honneth
John Dewey
Ideological recognition
Lifeless recognition
Life
TESTA, Italo
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Alexandratos_relazione.pdf

non disponibili

Licenza: Creative commons
Dimensione 239.49 kB
Formato Adobe PDF
239.49 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia
AlexandratosFS_tesi_dottorato.pdf

Open Access dal 02/08/2022

Licenza: Creative commons
Dimensione 3.5 MB
Formato Adobe PDF
3.5 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/1889/4431
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact