Il sarcoma istiocitico è un tumore maligno che è in forte richiesta di nuove strategie terapeutiche. A tale proposito, il virus del cimurro del cane (CDV) rappresenta un candidato promettente grazie alle sue proprietà oncolitiche riportate in una linea cellulare di sarcoma istiocitico canino (DH82). È degno di nota il fatto che il meccanismo sottostante possa includere l’alterata regolazione dell’angiogenesi. Inoltre, i tumori che vanno incontro alla transizione mesenchimale-epiteliale (MET) sono spesso associati ad un esito clinico favorevole. Questo fenomeno è carattarizzato da una incrementata espressione di markers epiteliali, comportando una diminiuita invasività e capacità metastatica. Sulla base di queste informazioni sono state formulate due ipotesi principali nel corso di due esperimenti in vitro indipendenti. Il primo esperimento ipotizza che una infezione persistente delle cellule DH82 con CDV-Ond induce uno stress ossidativo, seguito da una massiva inibizione della degradazione di HIF-1α. Questo a sua volta comporta un accumulo citoplasmatico non funzionale di HIF-1α, il quale è associato con una ridotta espressione dei target finali del pathway di HIF-1α come ad esempio VEGF-B. Il secondo esperimento ipotizza che l’infezione da CDV nelle cellule di sarcoma istiocitico canino scatena il fenomeno della MET comportando una ridotta motilità cellulare. All’interno del primo esperimento, l’analisi dei dati in microarray, immunofluorescenza per 8-idrossiguanosina, superossido dismutasi 2 e catalasi, citometri a flusso per la determinazione del burst ossidativo mostrano un aumentato stress ossidativo all’interno delle cellule persistentemente infettate con CDV-Ond (DH82Ond pi) rispetto ai controlli. L’aumentata espressione di HIF-1α nelle cellule DH82Ond pi, come dimostrato dal western blot, ha rivelato una distribuzione inaspettata e spesso sub-membranaria, come dimostrao dall’immunofluorescenza e l’immunoelettronmicroscopia. Inoltre, microarray e immunofluorescenza confermano la ridotta espressione di VEGF-B nelle cellule DH82Ond pi rispetto ai controlli non infetti. All’interno del secondo esperimento, western blot e immunofluorescenza sono stati usati per investigare l’espressione di markers epiteliali e mesenchimali seguite da uno “scratch assay” e da un “invasion assay” in modo da ottenere una conferma funzionale. Inoltre, il microarray è stato analizzato per geni associati con il fenomeno della MET e invasione ed angiogenesi. Le cellule infettate con CDV mostrarono un’aumentata espressione di markers epiteliali come E-caderina e citokeratina 8 rispetto ai controlli, suggerendo un processo di MET. Tale processo era accompagnato da una ridotta motilità cellulare ed invasività. Riassumendo, i risultati del primo studio suggeriscono una ridotta ativazione dei target del pathway angiogenetico del HIF-1 α in vitro nelle cellule DH82Ond pi, probabilmente dovuto ad una eccessiva, insolita e non funzionale espressione di HIF-1 α stimolata da un incrementato stress ossidativo CDV-indotto. Riassumendo, i risultati del secondo studio suggeriscono che l’infezione da CDV stimola il fenomeno della MET grazie ad un’ aumentata espressione di markers epiteliali comportando una diminuita motilità cellulare in vitro.

Indirect oncolysis mediated by Canine Distemper Virus (CDV) Onderstepoort strain affects HIF-1α mediated angiogenesis and triggers mesenchymal to epithelial transition in canine histiocytic sarcoma cells (DH82) / Armando, F.. - (2021).

Indirect oncolysis mediated by Canine Distemper Virus (CDV) Onderstepoort strain affects HIF-1α mediated angiogenesis and triggers mesenchymal to epithelial transition in canine histiocytic sarcoma cells (DH82)

ARMANDO, FEDERICO
2021-01-01

Abstract

Il sarcoma istiocitico è un tumore maligno che è in forte richiesta di nuove strategie terapeutiche. A tale proposito, il virus del cimurro del cane (CDV) rappresenta un candidato promettente grazie alle sue proprietà oncolitiche riportate in una linea cellulare di sarcoma istiocitico canino (DH82). È degno di nota il fatto che il meccanismo sottostante possa includere l’alterata regolazione dell’angiogenesi. Inoltre, i tumori che vanno incontro alla transizione mesenchimale-epiteliale (MET) sono spesso associati ad un esito clinico favorevole. Questo fenomeno è carattarizzato da una incrementata espressione di markers epiteliali, comportando una diminiuita invasività e capacità metastatica. Sulla base di queste informazioni sono state formulate due ipotesi principali nel corso di due esperimenti in vitro indipendenti. Il primo esperimento ipotizza che una infezione persistente delle cellule DH82 con CDV-Ond induce uno stress ossidativo, seguito da una massiva inibizione della degradazione di HIF-1α. Questo a sua volta comporta un accumulo citoplasmatico non funzionale di HIF-1α, il quale è associato con una ridotta espressione dei target finali del pathway di HIF-1α come ad esempio VEGF-B. Il secondo esperimento ipotizza che l’infezione da CDV nelle cellule di sarcoma istiocitico canino scatena il fenomeno della MET comportando una ridotta motilità cellulare. All’interno del primo esperimento, l’analisi dei dati in microarray, immunofluorescenza per 8-idrossiguanosina, superossido dismutasi 2 e catalasi, citometri a flusso per la determinazione del burst ossidativo mostrano un aumentato stress ossidativo all’interno delle cellule persistentemente infettate con CDV-Ond (DH82Ond pi) rispetto ai controlli. L’aumentata espressione di HIF-1α nelle cellule DH82Ond pi, come dimostrato dal western blot, ha rivelato una distribuzione inaspettata e spesso sub-membranaria, come dimostrao dall’immunofluorescenza e l’immunoelettronmicroscopia. Inoltre, microarray e immunofluorescenza confermano la ridotta espressione di VEGF-B nelle cellule DH82Ond pi rispetto ai controlli non infetti. All’interno del secondo esperimento, western blot e immunofluorescenza sono stati usati per investigare l’espressione di markers epiteliali e mesenchimali seguite da uno “scratch assay” e da un “invasion assay” in modo da ottenere una conferma funzionale. Inoltre, il microarray è stato analizzato per geni associati con il fenomeno della MET e invasione ed angiogenesi. Le cellule infettate con CDV mostrarono un’aumentata espressione di markers epiteliali come E-caderina e citokeratina 8 rispetto ai controlli, suggerendo un processo di MET. Tale processo era accompagnato da una ridotta motilità cellulare ed invasività. Riassumendo, i risultati del primo studio suggeriscono una ridotta ativazione dei target del pathway angiogenetico del HIF-1 α in vitro nelle cellule DH82Ond pi, probabilmente dovuto ad una eccessiva, insolita e non funzionale espressione di HIF-1 α stimolata da un incrementato stress ossidativo CDV-indotto. Riassumendo, i risultati del secondo studio suggeriscono che l’infezione da CDV stimola il fenomeno della MET grazie ad un’ aumentata espressione di markers epiteliali comportando una diminuita motilità cellulare in vitro.
2021
Scienze Medico-Veterinarie
Viral oncolysis
canine histiocytic sarcoma
angiogenesis
Mesenchymal to epithelial transition
Corradi, Attilio
Baumgärtner, Wolfgang
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/1889/4420
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