Riassunto: Tra le numerose sfide che l'industria equina è stata chiamata ad affrontare negli ultimi decenni, due importanti questioni sono tuttora oggetto di dibattito: I) come affrontare la perdita di diversità genetica nelle razze autoctone a limitata diffusione e II) come introdurre l’innovazione portata dalle nuove tecnologie molecolari nel settore dell'allevamento equino. La maggior parte delle razze equine sono oggigiorno utilizzate per attività sportive e amatoriali e diverse razze autoctone, tradizionalmente impiegate in agricoltura, sono a rischio di riduzione della loro numerosità, con conseguente perdita di diversità genetica. La perdita di diversità genetica provoca una diminuzione del fitness a livello individuale, ma presenta anche un effetto estremamente negativo sulla capacità di sopravvivenza di una popolazione nel lungo termine. Questa ricerca di dottorato ha avuto perciò lo scopo di monitorare la perdita di diversità genetica nelle razze locali equine, proponendo uno studio sulla diversità genetica e prendendo come caso studio una razza equina autoctona italiana (Sfida # 1, Caso studio: Cavallo Bardigiano). Il cavallo Bardigiano è una razza autoctona italiana allevata principalmente in contesti rurali, e tradizionalmente utilizzata in agricoltura. Le dimensioni relativamente ridotte di questa popolazione e la presenza di un libro genealogico chiuso evidenziano l’importanza del monitoraggio della diversità genetica. In questo dottorato è stata pertanto studiata la diversità genetica nel cavallo Bardigiano sulla base di dati sia genealogici che molecolari. I dati genealogici analizzati contenevano 9469 cavalli, di cui 3416 vivi. In questa ricerca di dottorato sono stati stimati parametri demografici e genetici su diverse sottopopolazioni all’interno della razza per valutare potenziali differenze genetiche tra, ad esempio, animali da riproduzione e non da riproduzione, cavalli con meriti genetici differenti (EBVs) oppure allevati in aree geografiche diverse. Sulla base dei dati genealogici, la consanguineità è aumentata costantemente dalla prima generazione analizzata in questo studio (1975-1983), raggiungendo nella più recente generazione un valore medio pari a 0,10. Il tasso di consanguineità per generazione, ipotizzando un intervallo medio di generazione di 8,74 anni, è risultato uguale all'1,64%. Inoltre, sono state evidenziate differenze significative sia sulla parentela media che sulla consanguineità tra i cavalli con EBVs alti e bassi. Nel corso di questo dottorato, sono stati inoltre genotipizzati 89 cavalli Bardigiani con un pannello a media densità (70k SNPs), che hanno permesso di comprendere ulteriormente la perdita di variabilità genetica nella razza e individuare potenziali segni di selezione. La numerosità effettiva della popolazione basata sul Linkage Disequilibrium (Ne) è risultata pari a 39 cavalli e ha mostrato una diminuzione costante nel tempo. La consanguineità media basata sulle cosiddette “Runs of Homozygosity” (ROH), è stata pari a 0,17 (SD = 0,03). La maggior parte delle ROH presenta una lunghezza relativamente breve (il 91% aveva lunghezza pari o inferiore a 2 Mbp), evidenziando la presenza di “colli di bottiglia” avvenuti nella popolazione nelle scorse generazioni. Sono state trovate in totale otto “ROH islands”, ovvero ROH condivise in oltre il 70% dei cavalli Bardigiani testati. Quattro di queste “ROH islands” sono localizzate in prossimità di QTL (quantitative trait loci), conosciuti per la loro importanza riguardo caratteri morfologici (ad es. altezza al garrese e colore del mantello) e suscettibilità ad alcune patologie. Il lavoro svolto durante questo dottorato ha approfondito la diversità genetica nel cavallo Bardigiano sia attraverso informazioni di pedigree che genomiche, evidenziando la necessità di implementazione di nuove strategie per il monitoraggio della diversità genetica finalizzate a garantire la sopravvivenza a lungo termine di questa razza. Questa ricerca di dottorato ha inoltre contribuito a comprendere il background genetico dei caratteri legati alle performance nei cavalli sportivi mediante l’analisi di dati genomici (Sfida # 2, caso studio: Cavallo a Sangue Caldo Svedese). Grazie alla collaborazione con la Prof.ssa Sofia Mikko e la Prof.ssa Susanne Eriksson dell'Università Svedese di Scienze Agrarie (Uppsala, Svezia), sono stati analizzati dati genomici di cavalli Svedesi a Sangue Caldo (SWB) al fine di identificare regioni genomiche coinvolte in caratteri legati alle prestazioni sportive. In questo studio sono state rilevate regioni genomiche con bassa variabilità, e quindi potenzialmente sotto selezione, in 380 cavalli SWB analizzando dati genomici ad alta densità (670k). Per verificare se tali regioni genomiche fossero il risultato della selezione per prestazioni sportive, i risultati ottenuti nei cavalli SWB sono stati confrontati con quelli ottenuti in una razza non selezionata per performance sportive (Exmoor pony). Inoltre, poiché è sempre più comune avere allevamenti specializzati nei confronti di una specifica disciplina equestre specifica (p.es: salto ostacoli o dressage), questa ricerca di dottorato ha esplorato la struttura genomica dei cavalli SWB per valutare la presenza di eventuali sottopopolazioni e cercare segni di selezione in sottogruppi di cavalli SWB con meriti genetici alti e bassi (EBV) per il salto ostacoli. L’analisi delle ROH ha identificato ROH con lunghezza superiore a 500 kbp, condivise in più dell'85% degli individui SWB genotipizzati. Tali ROH sono localizzate nei seguenti cromosomi: ECA4, ECA6, ECA7, ECA10 e ECA17. Al contrario, le ROH identificate nei pony Exmoor sono distribuite uniformemente nel genoma nel 77% dei cromosomi. Due test di genetica delle popolazioni (Fst e XP-EHH) hanno rilevato potenziali segni di selezione su ECA1, ECA4 e ECA6 nei cavalli SWB. Nel complesso, da questo studio è emerso che geni relativi al comportamento, a capacità fisiche e alla fertilità, sembrano essere obiettivi di selezione nella razza SWB. Per valutare la potenziale stratificazione e la presenza di eventuali sottogruppi legati alla tendenza alla specializzazione per una sola disciplina sportiva all’interno della popolazione SWB, sono state eseguite due analisi: PcoA e DAPC. Inoltre, Fst e XP-EHH sono stati usati per verificare la presenza di potenziali segni di selezione in due sottogruppi di cavalli creati sulla base degli EBV per la disciplina salto ostacoli. In accordo con l'attuale pratica di allevamento nel cavallo svedese, questo studio ha evidenziato la presenza di due sottopopolazioni con potenziali segni di selezione differenti in undici cromosomi. Queste regioni coinvolgono geni con funzioni legate al sistema endogeno di ricompensa, sviluppo dell’apparato muscolo scheletrico e tessuto connettivo e controllo motorio. Questo studio ha fornito una prima mappa genomica dei segni di selezione nei cavalli SWB e ha presentato una potenziale divergenza nella popolazione causata dalla specializzazione in cavalli da salto ostacoli e da dressage. È possibile considerare questo studio il punto di partenza per ulteriori studi funzionali che contribuiranno a comprendere meglio i meccanismi biologici alla base della complessa natura dei caratteri di performance nei cavalli sportivi.
Pedigree and genomic information for horse breeding and genetic diversity conservation / Ablondi, M.. - (2021).
Pedigree and genomic information for horse breeding and genetic diversity conservation
ABLONDI, MICHELA
2021-01-01
Abstract
Riassunto: Tra le numerose sfide che l'industria equina è stata chiamata ad affrontare negli ultimi decenni, due importanti questioni sono tuttora oggetto di dibattito: I) come affrontare la perdita di diversità genetica nelle razze autoctone a limitata diffusione e II) come introdurre l’innovazione portata dalle nuove tecnologie molecolari nel settore dell'allevamento equino. La maggior parte delle razze equine sono oggigiorno utilizzate per attività sportive e amatoriali e diverse razze autoctone, tradizionalmente impiegate in agricoltura, sono a rischio di riduzione della loro numerosità, con conseguente perdita di diversità genetica. La perdita di diversità genetica provoca una diminuzione del fitness a livello individuale, ma presenta anche un effetto estremamente negativo sulla capacità di sopravvivenza di una popolazione nel lungo termine. Questa ricerca di dottorato ha avuto perciò lo scopo di monitorare la perdita di diversità genetica nelle razze locali equine, proponendo uno studio sulla diversità genetica e prendendo come caso studio una razza equina autoctona italiana (Sfida # 1, Caso studio: Cavallo Bardigiano). Il cavallo Bardigiano è una razza autoctona italiana allevata principalmente in contesti rurali, e tradizionalmente utilizzata in agricoltura. Le dimensioni relativamente ridotte di questa popolazione e la presenza di un libro genealogico chiuso evidenziano l’importanza del monitoraggio della diversità genetica. In questo dottorato è stata pertanto studiata la diversità genetica nel cavallo Bardigiano sulla base di dati sia genealogici che molecolari. I dati genealogici analizzati contenevano 9469 cavalli, di cui 3416 vivi. In questa ricerca di dottorato sono stati stimati parametri demografici e genetici su diverse sottopopolazioni all’interno della razza per valutare potenziali differenze genetiche tra, ad esempio, animali da riproduzione e non da riproduzione, cavalli con meriti genetici differenti (EBVs) oppure allevati in aree geografiche diverse. Sulla base dei dati genealogici, la consanguineità è aumentata costantemente dalla prima generazione analizzata in questo studio (1975-1983), raggiungendo nella più recente generazione un valore medio pari a 0,10. Il tasso di consanguineità per generazione, ipotizzando un intervallo medio di generazione di 8,74 anni, è risultato uguale all'1,64%. Inoltre, sono state evidenziate differenze significative sia sulla parentela media che sulla consanguineità tra i cavalli con EBVs alti e bassi. Nel corso di questo dottorato, sono stati inoltre genotipizzati 89 cavalli Bardigiani con un pannello a media densità (70k SNPs), che hanno permesso di comprendere ulteriormente la perdita di variabilità genetica nella razza e individuare potenziali segni di selezione. La numerosità effettiva della popolazione basata sul Linkage Disequilibrium (Ne) è risultata pari a 39 cavalli e ha mostrato una diminuzione costante nel tempo. La consanguineità media basata sulle cosiddette “Runs of Homozygosity” (ROH), è stata pari a 0,17 (SD = 0,03). La maggior parte delle ROH presenta una lunghezza relativamente breve (il 91% aveva lunghezza pari o inferiore a 2 Mbp), evidenziando la presenza di “colli di bottiglia” avvenuti nella popolazione nelle scorse generazioni. Sono state trovate in totale otto “ROH islands”, ovvero ROH condivise in oltre il 70% dei cavalli Bardigiani testati. Quattro di queste “ROH islands” sono localizzate in prossimità di QTL (quantitative trait loci), conosciuti per la loro importanza riguardo caratteri morfologici (ad es. altezza al garrese e colore del mantello) e suscettibilità ad alcune patologie. Il lavoro svolto durante questo dottorato ha approfondito la diversità genetica nel cavallo Bardigiano sia attraverso informazioni di pedigree che genomiche, evidenziando la necessità di implementazione di nuove strategie per il monitoraggio della diversità genetica finalizzate a garantire la sopravvivenza a lungo termine di questa razza. Questa ricerca di dottorato ha inoltre contribuito a comprendere il background genetico dei caratteri legati alle performance nei cavalli sportivi mediante l’analisi di dati genomici (Sfida # 2, caso studio: Cavallo a Sangue Caldo Svedese). Grazie alla collaborazione con la Prof.ssa Sofia Mikko e la Prof.ssa Susanne Eriksson dell'Università Svedese di Scienze Agrarie (Uppsala, Svezia), sono stati analizzati dati genomici di cavalli Svedesi a Sangue Caldo (SWB) al fine di identificare regioni genomiche coinvolte in caratteri legati alle prestazioni sportive. In questo studio sono state rilevate regioni genomiche con bassa variabilità, e quindi potenzialmente sotto selezione, in 380 cavalli SWB analizzando dati genomici ad alta densità (670k). Per verificare se tali regioni genomiche fossero il risultato della selezione per prestazioni sportive, i risultati ottenuti nei cavalli SWB sono stati confrontati con quelli ottenuti in una razza non selezionata per performance sportive (Exmoor pony). Inoltre, poiché è sempre più comune avere allevamenti specializzati nei confronti di una specifica disciplina equestre specifica (p.es: salto ostacoli o dressage), questa ricerca di dottorato ha esplorato la struttura genomica dei cavalli SWB per valutare la presenza di eventuali sottopopolazioni e cercare segni di selezione in sottogruppi di cavalli SWB con meriti genetici alti e bassi (EBV) per il salto ostacoli. L’analisi delle ROH ha identificato ROH con lunghezza superiore a 500 kbp, condivise in più dell'85% degli individui SWB genotipizzati. Tali ROH sono localizzate nei seguenti cromosomi: ECA4, ECA6, ECA7, ECA10 e ECA17. Al contrario, le ROH identificate nei pony Exmoor sono distribuite uniformemente nel genoma nel 77% dei cromosomi. Due test di genetica delle popolazioni (Fst e XP-EHH) hanno rilevato potenziali segni di selezione su ECA1, ECA4 e ECA6 nei cavalli SWB. Nel complesso, da questo studio è emerso che geni relativi al comportamento, a capacità fisiche e alla fertilità, sembrano essere obiettivi di selezione nella razza SWB. Per valutare la potenziale stratificazione e la presenza di eventuali sottogruppi legati alla tendenza alla specializzazione per una sola disciplina sportiva all’interno della popolazione SWB, sono state eseguite due analisi: PcoA e DAPC. Inoltre, Fst e XP-EHH sono stati usati per verificare la presenza di potenziali segni di selezione in due sottogruppi di cavalli creati sulla base degli EBV per la disciplina salto ostacoli. In accordo con l'attuale pratica di allevamento nel cavallo svedese, questo studio ha evidenziato la presenza di due sottopopolazioni con potenziali segni di selezione differenti in undici cromosomi. Queste regioni coinvolgono geni con funzioni legate al sistema endogeno di ricompensa, sviluppo dell’apparato muscolo scheletrico e tessuto connettivo e controllo motorio. Questo studio ha fornito una prima mappa genomica dei segni di selezione nei cavalli SWB e ha presentato una potenziale divergenza nella popolazione causata dalla specializzazione in cavalli da salto ostacoli e da dressage. È possibile considerare questo studio il punto di partenza per ulteriori studi funzionali che contribuiranno a comprendere meglio i meccanismi biologici alla base della complessa natura dei caratteri di performance nei cavalli sportivi.| File | Dimensione | Formato | |
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