I tessuti osseo e cartilagineo fanno parte dei tessuti connettivi altamente specializzati; le cellule che li costituiscono originano dai processi differenziativi a cui vanno incontro le cellule staminali mesenchimali. Dal momento che la rigenerazione ossea è un processo lungo e complesso e che la cartilagine manca sostanzialmente della capacità di rigenerare, la ricerca volta a stabilire trattamenti che possano migliorare o indurre fenomeni di natura rigenerativa, è di fondamentale importanza. Tra le molte molecole che possono essere di interesse nel detto contesto c’è lo stanozololo, uno steroide la cui capacità di migliorare la rigenerazione ossea e cartilaginea è già stata stabilita ma il cui pathway d’azione non è stato ancora univocamente descritto o conosciuto con certezza. Questo testo è la descrizione di cinque esperimenti che hanno la volontà di mostrare, a cominciare dalle peculiarità della coltura bidimensionale di condrociti, come lo stanozololo possa migliorare il differenziamento osteocondrale specialmente quando accompagnato da un co-trattamento che sia in grado di stimolare l’azione di BMP2. Alla fine il lavoro raggiunge il suo scopo nel tentativo di chiarire quali siano i recettori con cui interagisce lo stanozololo e cercando di ipotizzare attraverso quale pathway questo svolga la sua funzione. Nel primo capitolo sono affrontate le difficoltà correlate alla coltura bidimensionale di condrociti e le particolarità legate alla loro coltura tridimensionale; dopo questo, l’appendice al primo capitolo evidenzia come lo stanozololo, in una coltura di micromasse, possa aumentare l’espressione di geni codificanti per elementi della matrice cartilaginea. Nel secondo capitolo l’argomento diventa l’osteogenesi ed è mostrato non solo come lo stanozololo migliori l’espressione di marker osteoidi, ma anche come l’efficacia del trattamento venga aumentata dalla stimolazione di CD44. Nel terzo capitolo è rivelato quale recettore steroideo sia coinvolto nell’interazione con lo stanozololo ed è presente un primo tentativo di descrivere la funzione del detto steroide; nell’appendice al terzo capitolo l’ipotesi fatta circa il meccanismo d’azione dello stanozololo è ulteriormente investigata e, infine, è esposta l’ipotesi definitiva riguardo il modo in cui questo steroide induce il differenziamento osteocondrale, basandosi sia sulla letteratura che sui risultati sperimentali.
Ruolo dello stanozololo nella stimolazione dei meccanismi cellulari per la rigenerazione osteocondrale / Mori, D.. - (2021).
Ruolo dello stanozololo nella stimolazione dei meccanismi cellulari per la rigenerazione osteocondrale
MORI, DANIELE
2021-01-01
Abstract
I tessuti osseo e cartilagineo fanno parte dei tessuti connettivi altamente specializzati; le cellule che li costituiscono originano dai processi differenziativi a cui vanno incontro le cellule staminali mesenchimali. Dal momento che la rigenerazione ossea è un processo lungo e complesso e che la cartilagine manca sostanzialmente della capacità di rigenerare, la ricerca volta a stabilire trattamenti che possano migliorare o indurre fenomeni di natura rigenerativa, è di fondamentale importanza. Tra le molte molecole che possono essere di interesse nel detto contesto c’è lo stanozololo, uno steroide la cui capacità di migliorare la rigenerazione ossea e cartilaginea è già stata stabilita ma il cui pathway d’azione non è stato ancora univocamente descritto o conosciuto con certezza. Questo testo è la descrizione di cinque esperimenti che hanno la volontà di mostrare, a cominciare dalle peculiarità della coltura bidimensionale di condrociti, come lo stanozololo possa migliorare il differenziamento osteocondrale specialmente quando accompagnato da un co-trattamento che sia in grado di stimolare l’azione di BMP2. Alla fine il lavoro raggiunge il suo scopo nel tentativo di chiarire quali siano i recettori con cui interagisce lo stanozololo e cercando di ipotizzare attraverso quale pathway questo svolga la sua funzione. Nel primo capitolo sono affrontate le difficoltà correlate alla coltura bidimensionale di condrociti e le particolarità legate alla loro coltura tridimensionale; dopo questo, l’appendice al primo capitolo evidenzia come lo stanozololo, in una coltura di micromasse, possa aumentare l’espressione di geni codificanti per elementi della matrice cartilaginea. Nel secondo capitolo l’argomento diventa l’osteogenesi ed è mostrato non solo come lo stanozololo migliori l’espressione di marker osteoidi, ma anche come l’efficacia del trattamento venga aumentata dalla stimolazione di CD44. Nel terzo capitolo è rivelato quale recettore steroideo sia coinvolto nell’interazione con lo stanozololo ed è presente un primo tentativo di descrivere la funzione del detto steroide; nell’appendice al terzo capitolo l’ipotesi fatta circa il meccanismo d’azione dello stanozololo è ulteriormente investigata e, infine, è esposta l’ipotesi definitiva riguardo il modo in cui questo steroide induce il differenziamento osteocondrale, basandosi sia sulla letteratura che sui risultati sperimentali.| File | Dimensione | Formato | |
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