Il soggetto del presente lavoro di tesi è rappresentato dallo studio della signoria dei Belforti durante la metà del XIV secolo a Volterra. Tale lavoro risponde a due obiettivi: da una parte, si analizza la configurazione istituzionale cittadina durante la fase signorile; dall’altra, si inquadra il regime belfortesco all’interno delle interazioni sociali e politiche, che costituiscono il fondamento dello spazio politico volterrano. La scelta di Volterra come caso di studio è riconducibile a due motivazioni. La prima motivazione corrisponde alla scarsa attenzione, dimostrata da parte degli studi storiografici, nei confronti della signoria belfortesca. La seconda ragione è il conseguimento da parte di Filippo, uno dei figli del dominus Ottaviano Belforti, della carica vescovile nel 1348: tale acquisizione è espressione della capacità della famiglia di occupare interamente i vertici del potere politico ed ecclesiastico locale. Sulla base di ciò, il contesto volterrano rappresenta una testimonianza della complessità sociale e politica che contraddistingue i regimi signorili cittadini della penisola. La tesi è suddivisa in quattro capitoli: il primo capitolo offre un excursus dello scenario volterrano fra la fine del XII secolo e la prima parte del XIV secolo sotto il profilo economico, politico e sociale. L’impostazione degli altri tre capitoli è fondata su un criterio cronologico: il secondo capitolo riguarda il periodo fra l’8 settembre 1340, data che segna l’ascesa politica di Ottaviano, e l’ultima parte dell’anno 1342; il terzo è incentrato sul lasso temporale dal 25 dicembre 1342 al 29 luglio 1343, ossia il periodo di dominio da parte del duca di Atene Gualtieri di Brienne. Infine il quarto capitolo concerne la fase successiva alla fine della signoria ducale, in cui si registrano due avvenimenti: il ritorno al potere di Ottaviano, morto nel 1348, e la conclusione della signoria con la condanna a morte ed esecuzione di Paolo detto Bocchino, un altro figlio di Ottaviano, il 10 ottobre 1361, in seguito a una rivolta cittadina scoppiata il 5 settembre dello stesso anno. L’analisi delle fonti documentarie consente di operare una serie di valutazioni conclusive. In riferimento al primo periodo signorile, Ottaviano impersona l’autorità dello spazio politico volterrano, ossia il dominus è il fautore delle decisioni politiche fondamentali. Il quadro locale è caratterizzato, da un lato, dalla compresenza di attori politici esterni, che interagiscono con il regime belfortesco, e, dall’altro, dal conflitto fra il dominus e il vescovo Rainuccio Allegretti: tale scontro assume i caratteri tipici della faida. Sul piano degli organi cittadini, la signoria belfortesca appare mimetizzata fra le maglie dell’ordinamento istituzionale. L’affermazione di Gualtieri di Brienne è dovuta all’intervento degli istituti locali, di un parlamentum cittadino e di Ottaviano, il cui scopo è il mantenimento del predominio all’interno del contesto volterrano. Tale intento risulta realizzato, dato che il regime ducale è contraddistinto da uno sdoppiamento dell’autorità: Gualtieri, che incarna l’autorità formale, e Ottaviano, che rappresenta una specie di autorità celata. A livello istituzionale, l’ascesa del duca non apporta un sovvertimento complessivo dell’apparato locale. La conclusione del dominio ducale è legata all’azione di tre soggetti politici: il primo è Gualtieri, il secondo soggetto corrisponde al nuovo parlamentum cittadino e, infine, il terzo attore è Ottaviano. Durante la seconda fase della signoria dei Belforti l’autorità è raffigurata da Ottaviano fino alla sua scomparsa. In seguito alla morte del dominus, l’autorità non si identifica in un unico membro del lignaggio signorile, ma è raffigurata da Filippo, Roberto, un altro figlio di Ottaviano, e Bocchino. Il momento finale della signoria vede l’accresciuta importanza di Bocchino, il quale, grazie anche alla scomparsa di Filippo nel 1358, acquisisce, in maniera esclusiva, il ruolo di autorità. Lo spazio politico volterrano è caratterizzato, da un lato, dalla fine del contrasto fra gli Allegretti e i Belforti e, dall’altro, dall’ampliamento del raggio di azione del lignaggio belfortesco, che entra in contatto con un maggiore numero di attori politici esterni rispetto alla fase signorile antecedente. Sotto il profilo istituzionale, il rinnovato regime signorile, diversamente dal primo dominio belfortesco, conosce una piena sistemazione normativa. Tale sistemazione, tuttavia, non si traduce in uno stravolgimento dell’assetto volterrano, il quale resta largamente immutato.

La signoria dei Belforti a Volterra nel XIV secolo. Spazi politici, istituzioni, forme di legittimazione / Caprilli, A.. - (2021 Mar).

La signoria dei Belforti a Volterra nel XIV secolo. Spazi politici, istituzioni, forme di legittimazione.

CAPRILLI, ALESSANDRO
2021-03-01

Abstract

Il soggetto del presente lavoro di tesi è rappresentato dallo studio della signoria dei Belforti durante la metà del XIV secolo a Volterra. Tale lavoro risponde a due obiettivi: da una parte, si analizza la configurazione istituzionale cittadina durante la fase signorile; dall’altra, si inquadra il regime belfortesco all’interno delle interazioni sociali e politiche, che costituiscono il fondamento dello spazio politico volterrano. La scelta di Volterra come caso di studio è riconducibile a due motivazioni. La prima motivazione corrisponde alla scarsa attenzione, dimostrata da parte degli studi storiografici, nei confronti della signoria belfortesca. La seconda ragione è il conseguimento da parte di Filippo, uno dei figli del dominus Ottaviano Belforti, della carica vescovile nel 1348: tale acquisizione è espressione della capacità della famiglia di occupare interamente i vertici del potere politico ed ecclesiastico locale. Sulla base di ciò, il contesto volterrano rappresenta una testimonianza della complessità sociale e politica che contraddistingue i regimi signorili cittadini della penisola. La tesi è suddivisa in quattro capitoli: il primo capitolo offre un excursus dello scenario volterrano fra la fine del XII secolo e la prima parte del XIV secolo sotto il profilo economico, politico e sociale. L’impostazione degli altri tre capitoli è fondata su un criterio cronologico: il secondo capitolo riguarda il periodo fra l’8 settembre 1340, data che segna l’ascesa politica di Ottaviano, e l’ultima parte dell’anno 1342; il terzo è incentrato sul lasso temporale dal 25 dicembre 1342 al 29 luglio 1343, ossia il periodo di dominio da parte del duca di Atene Gualtieri di Brienne. Infine il quarto capitolo concerne la fase successiva alla fine della signoria ducale, in cui si registrano due avvenimenti: il ritorno al potere di Ottaviano, morto nel 1348, e la conclusione della signoria con la condanna a morte ed esecuzione di Paolo detto Bocchino, un altro figlio di Ottaviano, il 10 ottobre 1361, in seguito a una rivolta cittadina scoppiata il 5 settembre dello stesso anno. L’analisi delle fonti documentarie consente di operare una serie di valutazioni conclusive. In riferimento al primo periodo signorile, Ottaviano impersona l’autorità dello spazio politico volterrano, ossia il dominus è il fautore delle decisioni politiche fondamentali. Il quadro locale è caratterizzato, da un lato, dalla compresenza di attori politici esterni, che interagiscono con il regime belfortesco, e, dall’altro, dal conflitto fra il dominus e il vescovo Rainuccio Allegretti: tale scontro assume i caratteri tipici della faida. Sul piano degli organi cittadini, la signoria belfortesca appare mimetizzata fra le maglie dell’ordinamento istituzionale. L’affermazione di Gualtieri di Brienne è dovuta all’intervento degli istituti locali, di un parlamentum cittadino e di Ottaviano, il cui scopo è il mantenimento del predominio all’interno del contesto volterrano. Tale intento risulta realizzato, dato che il regime ducale è contraddistinto da uno sdoppiamento dell’autorità: Gualtieri, che incarna l’autorità formale, e Ottaviano, che rappresenta una specie di autorità celata. A livello istituzionale, l’ascesa del duca non apporta un sovvertimento complessivo dell’apparato locale. La conclusione del dominio ducale è legata all’azione di tre soggetti politici: il primo è Gualtieri, il secondo soggetto corrisponde al nuovo parlamentum cittadino e, infine, il terzo attore è Ottaviano. Durante la seconda fase della signoria dei Belforti l’autorità è raffigurata da Ottaviano fino alla sua scomparsa. In seguito alla morte del dominus, l’autorità non si identifica in un unico membro del lignaggio signorile, ma è raffigurata da Filippo, Roberto, un altro figlio di Ottaviano, e Bocchino. Il momento finale della signoria vede l’accresciuta importanza di Bocchino, il quale, grazie anche alla scomparsa di Filippo nel 1358, acquisisce, in maniera esclusiva, il ruolo di autorità. Lo spazio politico volterrano è caratterizzato, da un lato, dalla fine del contrasto fra gli Allegretti e i Belforti e, dall’altro, dall’ampliamento del raggio di azione del lignaggio belfortesco, che entra in contatto con un maggiore numero di attori politici esterni rispetto alla fase signorile antecedente. Sotto il profilo istituzionale, il rinnovato regime signorile, diversamente dal primo dominio belfortesco, conosce una piena sistemazione normativa. Tale sistemazione, tuttavia, non si traduce in uno stravolgimento dell’assetto volterrano, il quale resta largamente immutato.
mar-2021
Scienze Filologico-Letterarie, Storico-Filosofiche e Artistiche
Seigniory
political space
Volterra
Belforti
GENOVESI, Piergiovanni
Gentile, Marco
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