L’espressione “il mestiere più antico del mondo” suggerisce l’idea di una inter-temporalità del fenomeno prostituzionale caratterizzato, tuttavia, dalla costante evoluzione del suo trattamento giuridico-penale. Dal punto di vista giuridico, l’analisi comparatistica rivela una evidente difficoltà di individuare, in materia di prostituzione, una disciplina universale comune ai vari ordinamenti. Ciò è dovuto al fatto che il trattamento giuridico della prostituzione – specie sul versante penale – è il frutto di un conflitto di valori. In altre parole, i diversi regimi di regolamentazione del fenomeno prostituzionale, da cui discendono le diverse scelte di politica criminale, sono il risultato del ruolo riconosciuto da parte di ciascun legislatore nazionale alle nozioni di vulnerabilità, dignità e disponibilità del corpo umano – rilevanti in materia di prostituzione – e dal conseguente equilibrio che ne deriva. In questo contesto, a partire da uno studio comparatistico della legislazione e delle pratiche e decisioni dei tribunali dei vari paesi che hanno adottato diversi modelli di regolamentazione – Italia e Francia in particolare – si intende porre attenzione sulla ratio comune su cui si fondano tali differenti modelli. Il presente lavoro mira precisamente a prendere in considerazione la questione dell’incriminazione della prostituzione più alla radice, focalizzando l’indagine sulla legittimità del fondamento giustificativo degli approcci normativi e delle decisioni giurisprudenziali adottate in materia di prostituzione, con particolare riferimento agli ordinamenti italiano e francese. In secondo luogo, esso mira a verificare in che misura le scelte di politica criminale adottate nel tempo dalle autorità legislative e giudiziarie possano dirsi sufficientemente giustificate o supportate da solide ragioni e, allo stesso tempo, se esse garantiscono la tutela dei diritti fondamentali delle prostitute.
Il fondamento giustificativo delle scelte di prevenzione e protezione in materia di prostituzione: quale legittimità? Studio critico di diritto penale comparato tra Italia e Francia / Salerno, M.E.. - (2020 Sep 15).
Il fondamento giustificativo delle scelte di prevenzione e protezione in materia di prostituzione: quale legittimità? Studio critico di diritto penale comparato tra Italia e Francia
SALERNO, MARTINA ELVIRA
2020-09-15
Abstract
L’espressione “il mestiere più antico del mondo” suggerisce l’idea di una inter-temporalità del fenomeno prostituzionale caratterizzato, tuttavia, dalla costante evoluzione del suo trattamento giuridico-penale. Dal punto di vista giuridico, l’analisi comparatistica rivela una evidente difficoltà di individuare, in materia di prostituzione, una disciplina universale comune ai vari ordinamenti. Ciò è dovuto al fatto che il trattamento giuridico della prostituzione – specie sul versante penale – è il frutto di un conflitto di valori. In altre parole, i diversi regimi di regolamentazione del fenomeno prostituzionale, da cui discendono le diverse scelte di politica criminale, sono il risultato del ruolo riconosciuto da parte di ciascun legislatore nazionale alle nozioni di vulnerabilità, dignità e disponibilità del corpo umano – rilevanti in materia di prostituzione – e dal conseguente equilibrio che ne deriva. In questo contesto, a partire da uno studio comparatistico della legislazione e delle pratiche e decisioni dei tribunali dei vari paesi che hanno adottato diversi modelli di regolamentazione – Italia e Francia in particolare – si intende porre attenzione sulla ratio comune su cui si fondano tali differenti modelli. Il presente lavoro mira precisamente a prendere in considerazione la questione dell’incriminazione della prostituzione più alla radice, focalizzando l’indagine sulla legittimità del fondamento giustificativo degli approcci normativi e delle decisioni giurisprudenziali adottate in materia di prostituzione, con particolare riferimento agli ordinamenti italiano e francese. In secondo luogo, esso mira a verificare in che misura le scelte di politica criminale adottate nel tempo dalle autorità legislative e giudiziarie possano dirsi sufficientemente giustificate o supportate da solide ragioni e, allo stesso tempo, se esse garantiscono la tutela dei diritti fondamentali delle prostitute.| File | Dimensione | Formato | |
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