La ricerca presentata in questa Tesi studia l’ottimizzazione dell’intervento di messa in sicurezza sul patrimonio culturale, concentrando l’attenzione sulla tipologia architettonica delle chiese e dei campanili. Analizza le possibili tecniche oggi a disposizione, l’instabile equilibrio tra aspetti operativi, strutturali, economici e conservativi e le possibili implicazioni definitive delle opere provvisionali. La ricerca ha analizzato gli strumenti esistenti per la gestione post-sisma, approfondendo poi il loro impiego nella gestione dell’emergenza e della ricostruzione attuata in Emilia Romagna dopo il terremoto del 2012, focalizzando l’attenzione su chiese e campanili, una delle tipologie architettoniche maggiormente colpite. Il rapporto tra costi previsti e costi effettivi sia per gli interventi di messa in sicurezza che per quelli di consolidamento definitivo, realizzati in seguito all’evento sismico del 2012, è stato analizzato con l’obiettivo di ottenere degli strumenti idonei per stimare in modo veloce e attendibile gli oneri degli interventi necessari a fronteggiare futuri eventi catastrofici. Ne derivano tre criteri di stima, correlati al volume della fabbrica, e alcuni fattori influenti nella determinazione degli importi cui prestare particolare attenzione. Lo studio delle tecniche oggi utilizzate per la messa in sicurezza di chiese e campanili, strettamente correlati ai loro meccanismi di dissesto, ha incontrato soluzioni particolarmente efficaci e soluzioni particolarmente inappropriate. Ciò ha permesso di individuare i requisiti necessari e le caratteristiche auspicabili per i futuri interventi di messa in sicurezza. La metodologia proposta permette di individuare l’opera provvisionale le cui caratteristiche siano tali da soddisfare i requisiti necessari per il caso specifico, derivanti dall’analisi del danno, delle condizioni del sito, del valore culturale del bene e dalle finalità dell’intervento. Emergono, infine, alcune riflessioni sul possibile carattere definitivo degli interventi provvisionali, e al riguardo, a titolo esemplificativo, vengono esaminati i pochissimi casi in cui la messa in sicurezza è diventata parte integrante del consolidamento finale o ha contribuito alla realizzazione dello stesso. Questo tema viene ulteriormente approfondito ampliando lo sguardo al consolidamento strutturale nel contesto più generale della conservazione del patrimonio architettonico, tematica da sempre al centro del dibattito teorico sul restauro, che nei suoi sviluppi più recenti sottolinea l’importanza di un “progetto integrato”. Tuttavia, nella prassi progettuale, il consolidamento viene spesso considerato dal solo punto di vista strutturale, finalizzato a restituire sicurezza all’edificio, indipendentemente dalla conservazione del suo valore storico, architettonico e culturale. Da ciò derivano due tendenze contrapposte: la prima nasconde gli interventi di consolidamento, la seconda li rende protagonisti. In entrambi i casi vengono alterate l’autenticità e la valenza storico-artistica della costruzione. Pertanto, attraverso l’analisi di alcuni casi esemplificativi, la ricerca propone alcune possibili soluzioni progettuali in cui il consolidamento non sia solo un mezzo tecnico ma anche un elemento espressivo del linguaggio architettonico contemporaneo. Tale ricerca, seppur certamente passibile di approfondimenti e ulteriormente ampliabile ad altre tipologie costruttive ed altre aree geografiche, spera di poter offrire un piccolo contributo nella complessa attività di gestione delle emergenze e di prevenzione del rischio sismico.
Messa in sicurezza di chiese e campanili. Analisi tecnico-economica degli interventi post-sisma 2012 per la definizione di linee di indirizzo / Ferrari, L.. - (2020 Mar).
Messa in sicurezza di chiese e campanili. Analisi tecnico-economica degli interventi post-sisma 2012 per la definizione di linee di indirizzo.
FERRARI, LIA
2020-03-01
Abstract
La ricerca presentata in questa Tesi studia l’ottimizzazione dell’intervento di messa in sicurezza sul patrimonio culturale, concentrando l’attenzione sulla tipologia architettonica delle chiese e dei campanili. Analizza le possibili tecniche oggi a disposizione, l’instabile equilibrio tra aspetti operativi, strutturali, economici e conservativi e le possibili implicazioni definitive delle opere provvisionali. La ricerca ha analizzato gli strumenti esistenti per la gestione post-sisma, approfondendo poi il loro impiego nella gestione dell’emergenza e della ricostruzione attuata in Emilia Romagna dopo il terremoto del 2012, focalizzando l’attenzione su chiese e campanili, una delle tipologie architettoniche maggiormente colpite. Il rapporto tra costi previsti e costi effettivi sia per gli interventi di messa in sicurezza che per quelli di consolidamento definitivo, realizzati in seguito all’evento sismico del 2012, è stato analizzato con l’obiettivo di ottenere degli strumenti idonei per stimare in modo veloce e attendibile gli oneri degli interventi necessari a fronteggiare futuri eventi catastrofici. Ne derivano tre criteri di stima, correlati al volume della fabbrica, e alcuni fattori influenti nella determinazione degli importi cui prestare particolare attenzione. Lo studio delle tecniche oggi utilizzate per la messa in sicurezza di chiese e campanili, strettamente correlati ai loro meccanismi di dissesto, ha incontrato soluzioni particolarmente efficaci e soluzioni particolarmente inappropriate. Ciò ha permesso di individuare i requisiti necessari e le caratteristiche auspicabili per i futuri interventi di messa in sicurezza. La metodologia proposta permette di individuare l’opera provvisionale le cui caratteristiche siano tali da soddisfare i requisiti necessari per il caso specifico, derivanti dall’analisi del danno, delle condizioni del sito, del valore culturale del bene e dalle finalità dell’intervento. Emergono, infine, alcune riflessioni sul possibile carattere definitivo degli interventi provvisionali, e al riguardo, a titolo esemplificativo, vengono esaminati i pochissimi casi in cui la messa in sicurezza è diventata parte integrante del consolidamento finale o ha contribuito alla realizzazione dello stesso. Questo tema viene ulteriormente approfondito ampliando lo sguardo al consolidamento strutturale nel contesto più generale della conservazione del patrimonio architettonico, tematica da sempre al centro del dibattito teorico sul restauro, che nei suoi sviluppi più recenti sottolinea l’importanza di un “progetto integrato”. Tuttavia, nella prassi progettuale, il consolidamento viene spesso considerato dal solo punto di vista strutturale, finalizzato a restituire sicurezza all’edificio, indipendentemente dalla conservazione del suo valore storico, architettonico e culturale. Da ciò derivano due tendenze contrapposte: la prima nasconde gli interventi di consolidamento, la seconda li rende protagonisti. In entrambi i casi vengono alterate l’autenticità e la valenza storico-artistica della costruzione. Pertanto, attraverso l’analisi di alcuni casi esemplificativi, la ricerca propone alcune possibili soluzioni progettuali in cui il consolidamento non sia solo un mezzo tecnico ma anche un elemento espressivo del linguaggio architettonico contemporaneo. Tale ricerca, seppur certamente passibile di approfondimenti e ulteriormente ampliabile ad altre tipologie costruttive ed altre aree geografiche, spera di poter offrire un piccolo contributo nella complessa attività di gestione delle emergenze e di prevenzione del rischio sismico.| File | Dimensione | Formato | |
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