L’avvento di Carlo di Borbone sul trono dei Regni di Napoli e Sicilia negli anni ’30 del Settecento segnò una svolta importante nella storia del Mezzogiorno. Sia i contemporanei che la storiografia hanno insistito sulle inedite opportunità aperte dall’arrivo del nuovo re rispetto a una situazione solitamente descritta come fitta di ostacoli allo sviluppo economico. Una delle prime questioni che Carlo di Borbone si trovò ad affrontare riguardava appunto il rilancio dell’economia, obiettivo perseguito attraverso l’emanazione di una serie di norme e istituzioni che avrebbero dovuto mettere ordine nella foresta normativa meridionale in ambito commerciale. Accanto a queste, l’amministrazione borbonica si impegnò, sin dai primi anni del suo insediamento, a intavolare discussioni per la conclusione di una serie di trattati commerciali con i principali Stati europei. Sei accordi furono conclusi tra il 1742 e il 1753; tra questi, rientrano quelli che Napoli firmò con Svezia (1742), Danimarca (1748) e Repubblica delle Province Unite (1753). La presente tesi ha due scopi principali: comprendere il significato di queste convenzioni commerciali e, in particolare, di quella olandese nel contesto della politica dei trattati messa in atto dal Borbone nella prima parte del secolo e capire se e in che modo soprattutto l’accordo olandese ebbe un’effettiva incidenza sullo sviluppo delle relazioni politiche ed economiche tra i Regni di Napoli e Sicilia e le Province Unite. Si sono quindi ricostruiti i percorsi negoziali che portarono alla conclusione di questi accordi, indagati alla luce delle principali questioni e obiettivi posti dalla politica interna dei singoli Stati, così come delle principali dinamiche internazionali, grazie agli strumenti teorici e metodologici offerti dalle nuove riflessioni della storia diplomatica. Nella seconda parte della tesi l’attenzione si sposta dalle dinamiche politico-diplomatiche alla realtà degli scambi, indagando le dimensioni quantitative dei traffici olandesi nel Mezzogiorno e le principali questioni al centro delle interazioni commerciali tra olandesi e istituzioni napoletane nelle singole realtà portuali. Grazie all’incrocio di fonti diplomatiche e consolari conservate presso l’Archivio di Stato di Napoli con quelle ritrovate presso il Riksarkivet (Stoccolma), il Rigsarkivet (Copenaghen) e il Nationaal Archief (L’Aia), si è riusciti non solo a ricostruire il percorso che portò alla formazione e all’applicazione dell’accordo olandese ma anche a individuare i punti chiave delle relazioni non solo politiche ma anche economiche tra questi Stati e le Sicilie lungo tutto il Settecento, ponendo le basi per una conoscenza più ampia dei rapporti internazionali tra il Mezzogiorno e l’Europa Settentrionale nel XVIII secolo.
La politica dei trattati del Regno di Napoli con i paesi del Nord e il caso olandese (1739-1789) / Desideri, G.. - (2020 Mar).
La politica dei trattati del Regno di Napoli con i paesi del Nord e il caso olandese (1739-1789)
DESIDERI, GABRIELLA
2020-03-01
Abstract
L’avvento di Carlo di Borbone sul trono dei Regni di Napoli e Sicilia negli anni ’30 del Settecento segnò una svolta importante nella storia del Mezzogiorno. Sia i contemporanei che la storiografia hanno insistito sulle inedite opportunità aperte dall’arrivo del nuovo re rispetto a una situazione solitamente descritta come fitta di ostacoli allo sviluppo economico. Una delle prime questioni che Carlo di Borbone si trovò ad affrontare riguardava appunto il rilancio dell’economia, obiettivo perseguito attraverso l’emanazione di una serie di norme e istituzioni che avrebbero dovuto mettere ordine nella foresta normativa meridionale in ambito commerciale. Accanto a queste, l’amministrazione borbonica si impegnò, sin dai primi anni del suo insediamento, a intavolare discussioni per la conclusione di una serie di trattati commerciali con i principali Stati europei. Sei accordi furono conclusi tra il 1742 e il 1753; tra questi, rientrano quelli che Napoli firmò con Svezia (1742), Danimarca (1748) e Repubblica delle Province Unite (1753). La presente tesi ha due scopi principali: comprendere il significato di queste convenzioni commerciali e, in particolare, di quella olandese nel contesto della politica dei trattati messa in atto dal Borbone nella prima parte del secolo e capire se e in che modo soprattutto l’accordo olandese ebbe un’effettiva incidenza sullo sviluppo delle relazioni politiche ed economiche tra i Regni di Napoli e Sicilia e le Province Unite. Si sono quindi ricostruiti i percorsi negoziali che portarono alla conclusione di questi accordi, indagati alla luce delle principali questioni e obiettivi posti dalla politica interna dei singoli Stati, così come delle principali dinamiche internazionali, grazie agli strumenti teorici e metodologici offerti dalle nuove riflessioni della storia diplomatica. Nella seconda parte della tesi l’attenzione si sposta dalle dinamiche politico-diplomatiche alla realtà degli scambi, indagando le dimensioni quantitative dei traffici olandesi nel Mezzogiorno e le principali questioni al centro delle interazioni commerciali tra olandesi e istituzioni napoletane nelle singole realtà portuali. Grazie all’incrocio di fonti diplomatiche e consolari conservate presso l’Archivio di Stato di Napoli con quelle ritrovate presso il Riksarkivet (Stoccolma), il Rigsarkivet (Copenaghen) e il Nationaal Archief (L’Aia), si è riusciti non solo a ricostruire il percorso che portò alla formazione e all’applicazione dell’accordo olandese ma anche a individuare i punti chiave delle relazioni non solo politiche ma anche economiche tra questi Stati e le Sicilie lungo tutto il Settecento, ponendo le basi per una conoscenza più ampia dei rapporti internazionali tra il Mezzogiorno e l’Europa Settentrionale nel XVIII secolo.| File | Dimensione | Formato | |
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