La capacità di “afferrare” gli oggetti si basa su un circuito formato da aree parieto-frontali principalmente locate nelle porzioni dorsolaterali degli emisferi. L’inizio e la successione delle diverse azioni volontarie, invece, richiede anche il contributo delle regioni premotorie mesiali, in particolare l’area pre-supplementaria motoria F6. In questo studio abbiamo registrato neuroni dell’area F6 da due macachi con degli elettrodi lineari multicontatto impiantati cronicamente. L’attività neuronale è stata registrata mentre gli animali eseguivano compiti visuomotori di raggiungimento e afferramento. I risultati dimostrano che i neuroni dell’area F6 sono implicati nel controllo del movimento delle porzioni distali degli arti superiori e alcuni di loro (26%) mostrano specificità visiva e/o motoria per il tipo di oggetto target. I neuroni registrati appaiono formare due popolazioni nettamente distinte, mostrando da un lato attività evocata dalla presentazioni visive dell’oggetto, dall’altro dall’esecuzione motoria dell’afferramento dell’oggetto. Questo comportamento risulta in contrasto con il tipico pattern di attività sostenuto da visivo-a-motorio, o la tipica risposta puramente motoria, registrati nei neuroni di F5 degli stessi animali, durante l’esecuzione dello stesso task. Questi dati, quindi, dimostrano che anche l’area F6 contribuisce all’afferramento di oggetti e suggerisce un’estensione dell’attuale modello corticale dei movimenti di afferramento. Utilizzando anche un compito di osservazione per indagare le proprietà funzionali delle risposte visive all’oggetto, abbiamo trovato un effetto del “tipo di agente”. Nello specifico le riposte alla presentazione dell’oggetto sono state categorizzate in tre gruppi: risposte all’oggetto selettive per la condizione in cui l’animale avrebbe eseguito l’azione, risposte all’oggetto selettive per il target presentato in condizioni in cui un altro agente (sperimentatore) avrebbe eseguito l’azione, risposte evocate dall’oggetto sia quando l’animale, sia quando lo sperimentatore avrebbero eseguito l’azione Proprio questa rappresentazione dell’oggetto condivisa tra i due agenti suggerisce un nuovo meccanismo, non inferenziale, di “mirroring dell’oggetto”. Questo meccanismo, attivando la stessa rappresentazione motoria anche quando l’azione sta per essere eseguita da un altro, potrebbe essere alla base di fenomeni di predizione non-inferenziale.

Extending the lateral grasping network to the mesial wall. Visuo-motor properties of single neurons in area F6 of the macaque’s brain / Livi, A.. - (2019 Mar).

Extending the lateral grasping network to the mesial wall. Visuo-motor properties of single neurons in area F6 of the macaque’s brain

LIVI, ALESSANDRO
2019-03-01

Abstract

La capacità di “afferrare” gli oggetti si basa su un circuito formato da aree parieto-frontali principalmente locate nelle porzioni dorsolaterali degli emisferi. L’inizio e la successione delle diverse azioni volontarie, invece, richiede anche il contributo delle regioni premotorie mesiali, in particolare l’area pre-supplementaria motoria F6. In questo studio abbiamo registrato neuroni dell’area F6 da due macachi con degli elettrodi lineari multicontatto impiantati cronicamente. L’attività neuronale è stata registrata mentre gli animali eseguivano compiti visuomotori di raggiungimento e afferramento. I risultati dimostrano che i neuroni dell’area F6 sono implicati nel controllo del movimento delle porzioni distali degli arti superiori e alcuni di loro (26%) mostrano specificità visiva e/o motoria per il tipo di oggetto target. I neuroni registrati appaiono formare due popolazioni nettamente distinte, mostrando da un lato attività evocata dalla presentazioni visive dell’oggetto, dall’altro dall’esecuzione motoria dell’afferramento dell’oggetto. Questo comportamento risulta in contrasto con il tipico pattern di attività sostenuto da visivo-a-motorio, o la tipica risposta puramente motoria, registrati nei neuroni di F5 degli stessi animali, durante l’esecuzione dello stesso task. Questi dati, quindi, dimostrano che anche l’area F6 contribuisce all’afferramento di oggetti e suggerisce un’estensione dell’attuale modello corticale dei movimenti di afferramento. Utilizzando anche un compito di osservazione per indagare le proprietà funzionali delle risposte visive all’oggetto, abbiamo trovato un effetto del “tipo di agente”. Nello specifico le riposte alla presentazione dell’oggetto sono state categorizzate in tre gruppi: risposte all’oggetto selettive per la condizione in cui l’animale avrebbe eseguito l’azione, risposte all’oggetto selettive per il target presentato in condizioni in cui un altro agente (sperimentatore) avrebbe eseguito l’azione, risposte evocate dall’oggetto sia quando l’animale, sia quando lo sperimentatore avrebbero eseguito l’azione Proprio questa rappresentazione dell’oggetto condivisa tra i due agenti suggerisce un nuovo meccanismo, non inferenziale, di “mirroring dell’oggetto”. Questo meccanismo, attivando la stessa rappresentazione motoria anche quando l’azione sta per essere eseguita da un altro, potrebbe essere alla base di fenomeni di predizione non-inferenziale.
mar-2019
Neuroscienze
pre-sma
monkey
single unit recording
object-mirroring
reaching-grasping
affordance
FOGASSI, Leonardo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/1889/3754
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