Il cromo esavalente (Cr VI) è un noto cancerogeno in grado di provocare tumore del polmone, delle cavità nasali e dei seni paranasali. Benché il Cr VI non sia in grado di reagire con il DNA, esso può attraversare le membrane plasmatiche; all’interno delle cellule, viene ridotto a Cr III, responsabile della formazione di addotti con gli acidi nucleici e di legami DNA-proteine. La riduzione del Cr VI a Cr III si associa inoltre a stress ossidativo. Le lavorazioni in cui si realizza una potenziale esposizione, principalmente per via inalatoria, a Cr VI sono diverse; quelle prese in considerazione in questo studio sono la saldatura di acciaio inox, la cromatura galvanica e l’utilizzo di vernici a base di cromato di stronzio. Lo scopo principale di questo studio è stato quello di utilizzare il condensato dell’aria esalata (CAE) per misurare biomarcatori di esposizione [(Cr e nel caso dei saldatori anche nichel e materiale particolato (PM)] e correlarli con biomarcatori di stress ossidativo, quali perossido di idrogeno (H2O2), malondialdeide (MDA), 4-idrossinonenale (HNE) e 8-isoprostano, integrando il monitoraggio biologico ed ambientale tradizionale. Per quantificare il danno ossidativo agli acidi nucleici sono stati valutati i rapporti tra le diverse forme ossidate e native della guanina urinaria. I risultati del monitoraggio ambientale hanno rilevato concentrazioni di Cr totale inferiori ai valori limite soglia (TLV) dell’ACGIH in tutte le categorie di lavoratori. Nei saldatori, nonostante la bassa esposizione, il Cr-CAE ha mostrato differenze tra il venerdì ad inizio e fine turno rispetto al lunedì dopo la pausa del fine settimana e le variazioni sono state osservate tra gli stessi tempi per il Cr urinario (Cr-U). Il Cr in aria ambiente correlava sia con Cr-CAE che con Cr-U. Il PM-CAE non ha mostrato differenze tra i tempi di campionamento, ma sono stati rilevati valori superiori rispetto a quelli misurati nei controlli. Tra i biomarcatori di effetto il H2O2 sembra essere influenzato dall’esposizione del singolo turno di lavoro, mentre la MDA e l’HNE dall’esposizione della settimana lavorativa. Le variazioni di MDA e HNE tra i tempi di campionamento sono state riscontrate anche nei montatori dell’industria aeronautica. Le due aldeidi correlavano tra loro in tutte le categorie di lavoratori ad indicare una via comune di induzione dello stress ossidativo. Sono state riscontrate differenze dei rapporti delle diverse forme ossidate e native della guanina tra i tempi di campionamento e correlazioni tra la forma ossidata della guanina legata all’RNA e il Cr-U. Inoltre, nei saldatori il rapporto 8-oxodGuo/dGuo ha risentito dell’esposizione del singolo turno, ha mostrato valori superiori rispetto a quelli determinati nei controlli e correlava con Cr-U il venerdì a fine turno. Le variazioni dell’escrezione urinaria delle forme ossidate della guanina, in relazione all’esposizione a Cr e ad altri agenti tossici, potrebbe riflettere un aumento del danno ossidativo che si traduce in una maggiore attività dei sistemi di riparazione degli acidi nucleici e/o in un aumento del turnover cellulare. La possibilità di utilizzare il CAE per la determinazione di biomarcatori rappresenta un progresso notevole per la Medicina del Lavoro. L’assenza di correlazioni tra i biomarcatori di esposizione e di effetto determinati nel CAE lascia ipotizzare che le variazioni di questi ultimi potrebbero essere attribuite ad altri agenti presenti in ambiente di lavoro tra cui l’ozono ed il particolato ultrafine. I risultati dimostrano ancora che il Cr-CAE è un biomarcatore di esposizione sensibile in quanto nei saldatori anche in condizioni di bassa esposizione sono state riscontrate differenze tra i tempi di campionamento. L’elevata sensibilità della metodica per la rilevazione della frazione esavalente permette, inoltre, non solo di stimare l’esposizione a Cr VI a livello dell’organo bersaglio, ma anche di escluderla.

Effetti respiratori di attività lavorative con potenziale esposizione a cromo esavalente / Riccelli, M.G.. - (2018 Oct).

Effetti respiratori di attività lavorative con potenziale esposizione a cromo esavalente

RICCELLI, Maria Grazia
2018-10-01

Abstract

Il cromo esavalente (Cr VI) è un noto cancerogeno in grado di provocare tumore del polmone, delle cavità nasali e dei seni paranasali. Benché il Cr VI non sia in grado di reagire con il DNA, esso può attraversare le membrane plasmatiche; all’interno delle cellule, viene ridotto a Cr III, responsabile della formazione di addotti con gli acidi nucleici e di legami DNA-proteine. La riduzione del Cr VI a Cr III si associa inoltre a stress ossidativo. Le lavorazioni in cui si realizza una potenziale esposizione, principalmente per via inalatoria, a Cr VI sono diverse; quelle prese in considerazione in questo studio sono la saldatura di acciaio inox, la cromatura galvanica e l’utilizzo di vernici a base di cromato di stronzio. Lo scopo principale di questo studio è stato quello di utilizzare il condensato dell’aria esalata (CAE) per misurare biomarcatori di esposizione [(Cr e nel caso dei saldatori anche nichel e materiale particolato (PM)] e correlarli con biomarcatori di stress ossidativo, quali perossido di idrogeno (H2O2), malondialdeide (MDA), 4-idrossinonenale (HNE) e 8-isoprostano, integrando il monitoraggio biologico ed ambientale tradizionale. Per quantificare il danno ossidativo agli acidi nucleici sono stati valutati i rapporti tra le diverse forme ossidate e native della guanina urinaria. I risultati del monitoraggio ambientale hanno rilevato concentrazioni di Cr totale inferiori ai valori limite soglia (TLV) dell’ACGIH in tutte le categorie di lavoratori. Nei saldatori, nonostante la bassa esposizione, il Cr-CAE ha mostrato differenze tra il venerdì ad inizio e fine turno rispetto al lunedì dopo la pausa del fine settimana e le variazioni sono state osservate tra gli stessi tempi per il Cr urinario (Cr-U). Il Cr in aria ambiente correlava sia con Cr-CAE che con Cr-U. Il PM-CAE non ha mostrato differenze tra i tempi di campionamento, ma sono stati rilevati valori superiori rispetto a quelli misurati nei controlli. Tra i biomarcatori di effetto il H2O2 sembra essere influenzato dall’esposizione del singolo turno di lavoro, mentre la MDA e l’HNE dall’esposizione della settimana lavorativa. Le variazioni di MDA e HNE tra i tempi di campionamento sono state riscontrate anche nei montatori dell’industria aeronautica. Le due aldeidi correlavano tra loro in tutte le categorie di lavoratori ad indicare una via comune di induzione dello stress ossidativo. Sono state riscontrate differenze dei rapporti delle diverse forme ossidate e native della guanina tra i tempi di campionamento e correlazioni tra la forma ossidata della guanina legata all’RNA e il Cr-U. Inoltre, nei saldatori il rapporto 8-oxodGuo/dGuo ha risentito dell’esposizione del singolo turno, ha mostrato valori superiori rispetto a quelli determinati nei controlli e correlava con Cr-U il venerdì a fine turno. Le variazioni dell’escrezione urinaria delle forme ossidate della guanina, in relazione all’esposizione a Cr e ad altri agenti tossici, potrebbe riflettere un aumento del danno ossidativo che si traduce in una maggiore attività dei sistemi di riparazione degli acidi nucleici e/o in un aumento del turnover cellulare. La possibilità di utilizzare il CAE per la determinazione di biomarcatori rappresenta un progresso notevole per la Medicina del Lavoro. L’assenza di correlazioni tra i biomarcatori di esposizione e di effetto determinati nel CAE lascia ipotizzare che le variazioni di questi ultimi potrebbero essere attribuite ad altri agenti presenti in ambiente di lavoro tra cui l’ozono ed il particolato ultrafine. I risultati dimostrano ancora che il Cr-CAE è un biomarcatore di esposizione sensibile in quanto nei saldatori anche in condizioni di bassa esposizione sono state riscontrate differenze tra i tempi di campionamento. L’elevata sensibilità della metodica per la rilevazione della frazione esavalente permette, inoltre, non solo di stimare l’esposizione a Cr VI a livello dell’organo bersaglio, ma anche di escluderla.
ott-2018
Scienze Mediche
hexavalent chromium
cromo esavalente
oxidative stress
malondialdehyde
4-hydroxy-nonenal
exhaled breath condensate
welding fumes
nucleic acids
malondialdeide
stress ossidativo
condensato dell’aria esalata
4-idrossinonenale
acidi nucleici
fumi di saldatura
MUTTI, Antonio
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