Tra i proteoglicani di membrana ad eparan-solfato (HSPGs) una delle famiglie più rappresentative è quella dei glipicani, ancorati alla membrana plasmatica mediante un ponte di glicosilfosfatidilinositolo (GPI). Ad oggi sono stati identificati sei glipicani nei mammiferi. In virtù della loro natura poliedrica e grazie alla loro abilità di interagire con ligandi e recettori, queste molecole svolgono un importante ruolo in fenomeni fisiologici, come l’embriogenesi, e patologici, come la tumorigenesi e la progressione tumorale. Lo scopo della mia tesi è di analizzare il ruolo del Glipicano-5 nei meccanismi di formazione e di progressione dei tumori. In letteratura è noto che in base al contesto biologico il GPC5 può avere sia un ruolo di soppressore tumorale, come accade ad esempio nel carcinoma ai polmoni, sia può fungere da oncogene stimolando la formazione del tumore, come accade nel Rabdomiosarcoma. Per studiare il suo possibile ruolo ho analizzato come l’espressione ectopica del glipicano 5 (GPC5) possa influenzare il comportamento biologico di cellule tumorali in vitro e in vivo. Ho utilizzato due modelli tumorali: una linea di osteosarcoma umano, le 143B, e una linea di melanoma umano, le A375. I due modelli, in seguito alla trasfezione del plasmide contenente il GPC5 e successiva selezione antibiotica, sono stati analizzati per verificare l’espressione stabile della proteina d’interesse. Sono stati quindi eseguiti saggi di biologia cellulare atti a caratterizzare le capacità proliferative, di migrazione e di crescita in modo ancoraggio indipendente delle cellule esprimenti il glipicano 5 in differenti condizioni di crescita, rispetto alle cellule della stessa linea tumorale ingegnerizzate con il plasmide vuoto, definito come controllo. In generale, i risultati ottenuti dai saggi in vitro dimostrano che il GPC5 ha un ruolo di soppressore nelle cellule di osteosarcoma 143B, dato confermato anche dagli esperimenti in vivo, mentre promuove la crescita tumorale e la migrazione delle cellule di melanoma umano A375. Interessanti sono i dati ottenuti dagli esperimenti con i topi KO per il GPC5. È stato visto in generale che l’assenza del GPC5 nell’ambiente murino ha un effetto protettivo nei confronti dello sviluppo del tumore: se così fosse questi dati sarebbero in maggior accordo con i dati in vitro ottenuti sul modello del melanoma. È noto in letteratura che il GPC5 può avere un diverso comportamento nella tumorigenesi a seconda del contesto e dei fattori di crescita coi quali interagisce. Possiamo dunque ipotizzare che le differenze di comportamento dei due modelli cellulari oggetto della mia tesi siano dovuti a diverse interazioni del GPC5 con il microambiente. Resta da chiarire quali siano i meccanismi implicati.
Ruolo del Glipicano-5 nella tumorigenesi e progressione tumorale / Garusi, E.. - (2018 Mar 15).
Ruolo del Glipicano-5 nella tumorigenesi e progressione tumorale
GARUSI, Elena
2018-03-15
Abstract
Tra i proteoglicani di membrana ad eparan-solfato (HSPGs) una delle famiglie più rappresentative è quella dei glipicani, ancorati alla membrana plasmatica mediante un ponte di glicosilfosfatidilinositolo (GPI). Ad oggi sono stati identificati sei glipicani nei mammiferi. In virtù della loro natura poliedrica e grazie alla loro abilità di interagire con ligandi e recettori, queste molecole svolgono un importante ruolo in fenomeni fisiologici, come l’embriogenesi, e patologici, come la tumorigenesi e la progressione tumorale. Lo scopo della mia tesi è di analizzare il ruolo del Glipicano-5 nei meccanismi di formazione e di progressione dei tumori. In letteratura è noto che in base al contesto biologico il GPC5 può avere sia un ruolo di soppressore tumorale, come accade ad esempio nel carcinoma ai polmoni, sia può fungere da oncogene stimolando la formazione del tumore, come accade nel Rabdomiosarcoma. Per studiare il suo possibile ruolo ho analizzato come l’espressione ectopica del glipicano 5 (GPC5) possa influenzare il comportamento biologico di cellule tumorali in vitro e in vivo. Ho utilizzato due modelli tumorali: una linea di osteosarcoma umano, le 143B, e una linea di melanoma umano, le A375. I due modelli, in seguito alla trasfezione del plasmide contenente il GPC5 e successiva selezione antibiotica, sono stati analizzati per verificare l’espressione stabile della proteina d’interesse. Sono stati quindi eseguiti saggi di biologia cellulare atti a caratterizzare le capacità proliferative, di migrazione e di crescita in modo ancoraggio indipendente delle cellule esprimenti il glipicano 5 in differenti condizioni di crescita, rispetto alle cellule della stessa linea tumorale ingegnerizzate con il plasmide vuoto, definito come controllo. In generale, i risultati ottenuti dai saggi in vitro dimostrano che il GPC5 ha un ruolo di soppressore nelle cellule di osteosarcoma 143B, dato confermato anche dagli esperimenti in vivo, mentre promuove la crescita tumorale e la migrazione delle cellule di melanoma umano A375. Interessanti sono i dati ottenuti dagli esperimenti con i topi KO per il GPC5. È stato visto in generale che l’assenza del GPC5 nell’ambiente murino ha un effetto protettivo nei confronti dello sviluppo del tumore: se così fosse questi dati sarebbero in maggior accordo con i dati in vitro ottenuti sul modello del melanoma. È noto in letteratura che il GPC5 può avere un diverso comportamento nella tumorigenesi a seconda del contesto e dei fattori di crescita coi quali interagisce. Possiamo dunque ipotizzare che le differenze di comportamento dei due modelli cellulari oggetto della mia tesi siano dovuti a diverse interazioni del GPC5 con il microambiente. Resta da chiarire quali siano i meccanismi implicati.| File | Dimensione | Formato | |
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