Background I noduli tiroidei a citologia indeterminata rappresentano a tutt’oggi un’importante sfida diagnostica. Diverse strategie sono state messe in atto allo scopo di migliorare sensibilità ed accuratezza diagnostica con particolare attenzione nei confronti di tecniche ecografiche e marcatori biomolecolari. I dati qui riportati rappresentano una valutazione ad interim di un disegno sperimentale il cui obiettivo è quello di verificare la valutazione combinata dei risultati derivanti da: a) caratteristiche ecografiche e b) biologia molecolare su citoaspirazione nella diagnosi di tali noduli tiroidei. Materiali e metodi Sono stati arruolati consecutivamente 80 pazienti con nodulo/i tiroideo/i già sottoposti ad agoaspirazione con ago sottile con riscontro di diagnosi citologica di Classe 3, Classe 4 e Classe 5 secondo Bethesda. Ogni nodulo è stato rivalutato con ecografia, inclusa elastografia, e sottoposto nuovamente ad agoaspirato per studio biomolecolare su citoaspirato. Per ogni nodulo sono state stimate le classi ecografiche di rischio basate sulle classificazioni AME/AACE 2016 ed ATA 2015. Il rischio elastografico è stato suddiviso in 3 classi (score 1, 2, 3) come indicato dalla Letteratura. Al momento della raccolta dati, le indagini biomolecolari erano disponibili solo per analisi mutazionale di BRAFV600E. Analisi statistica: per valutare la relazione tra variabili qualitative/quantitative ed una singola variabile dicotomica (es. benignità vs malignità) sono stati usati modelli di regressione logistica univariata. La relazione tra variabili qualitative/quantitative ed una singola variabile politomica è stata valutata mediante: chi quadrato o test esatto di Fisher-Freeman-Halton, ANOVA o test di Kruskal-Wallis come più appropriato. Per valutare la combinazione di due variabili nella stima del rischio di malignità, è stata considerata come combinazione negativa l’assenza di due fattori di rischio e come combinazione positiva la presenza di almeno un fattore di rischio. E’ stata successivamente calcolata sensibilità, specificità, potere predittivo positivo (PPV) e potere predittivo negativo (NPV) con relativi intervalli di confidenza al 95%. Risultati In totale, 82 noduli sono stati esaminati: 21 (26%) appartenenti alla classe citologica 3, 53 (65%) alla classe citologica 4, e 8 (9%) alla classe citologica 5. Per 69 (84%) noduli era disponibile l’esame istologico; di questi casi il 38% aveva un’istologia maligna. Nessuna differenza tra le classi citologiche è stata riscontrata per: età, sesso, caratteristiche ecografiche inclusa elastografia. La mutazione BRAV600E è stata riscontrata in 1 nodulo della classe citologica 4 e in 2 noduli della classe citologica 5, ma in nessun nodulo della classe citologica 3. La prevalenza di malignità è risultata sovrapponibile ai dati della letteratura per le classi 4 e 5 mentre per la classe 3 essa è risultata maggiore. Suddividendo i noduli secondo le classi di rischio ecografico, una maggiore sensibilità (73% vs 50%) ed una minore specificità (33% vs 58%) sono state riscontrate applicando la classificazione ATA 2015, rispetto a quella AME/AACE mentre sovrapponibili tra le due classificazioni apparivano PPV ed NPV. Nessuna delle singole caratteristiche ecografiche era predittiva di malignità. Tuttavia, la combinazione tra l’assenza di disomogeneità all’ecografia ed un pattern elastografico a basso rischio (score 1 versus score 2+3) rappresentava una condizione caratterizzata da un NPV dell’80% con una sensibilità del 84,6%. Non è stato possibile valutare alcuna combinazione tra caratteristiche ecografiche e test mutazionale la cui prevalenza era troppo bassa. Conclusioni I dati di questo studio, pur rappresentando una valutazione preliminare, suggeriscono che nei noduli a citologia indeterminata gli aspetti ecografici non sembrano utili nel predire il rischio di malignità. All’opposto, la combinazione tra assenza di disomogeneità ecografica e pattern elastografico a basso rischio appare altamente correlata ad istologia benigna. Di scarso significato, in questa tipologia di noduli, sembra essere la valutazione mutazionale di BRAF.

Valutazione di noduli tiroidei citologicamente indeterminati diagnosticati consecutivamente in un periodo di tre anni in un’area a moderata carenza iodica: risultati di ecografia, analisi biomolecolare agoaspirativa ed istologia / Marina, M.. - (2017 Oct 11).

Valutazione di noduli tiroidei citologicamente indeterminati diagnosticati consecutivamente in un periodo di tre anni in un’area a moderata carenza iodica: risultati di ecografia, analisi biomolecolare agoaspirativa ed istologia

MARINA, MICHELA
2017-10-11

Abstract

Background I noduli tiroidei a citologia indeterminata rappresentano a tutt’oggi un’importante sfida diagnostica. Diverse strategie sono state messe in atto allo scopo di migliorare sensibilità ed accuratezza diagnostica con particolare attenzione nei confronti di tecniche ecografiche e marcatori biomolecolari. I dati qui riportati rappresentano una valutazione ad interim di un disegno sperimentale il cui obiettivo è quello di verificare la valutazione combinata dei risultati derivanti da: a) caratteristiche ecografiche e b) biologia molecolare su citoaspirazione nella diagnosi di tali noduli tiroidei. Materiali e metodi Sono stati arruolati consecutivamente 80 pazienti con nodulo/i tiroideo/i già sottoposti ad agoaspirazione con ago sottile con riscontro di diagnosi citologica di Classe 3, Classe 4 e Classe 5 secondo Bethesda. Ogni nodulo è stato rivalutato con ecografia, inclusa elastografia, e sottoposto nuovamente ad agoaspirato per studio biomolecolare su citoaspirato. Per ogni nodulo sono state stimate le classi ecografiche di rischio basate sulle classificazioni AME/AACE 2016 ed ATA 2015. Il rischio elastografico è stato suddiviso in 3 classi (score 1, 2, 3) come indicato dalla Letteratura. Al momento della raccolta dati, le indagini biomolecolari erano disponibili solo per analisi mutazionale di BRAFV600E. Analisi statistica: per valutare la relazione tra variabili qualitative/quantitative ed una singola variabile dicotomica (es. benignità vs malignità) sono stati usati modelli di regressione logistica univariata. La relazione tra variabili qualitative/quantitative ed una singola variabile politomica è stata valutata mediante: chi quadrato o test esatto di Fisher-Freeman-Halton, ANOVA o test di Kruskal-Wallis come più appropriato. Per valutare la combinazione di due variabili nella stima del rischio di malignità, è stata considerata come combinazione negativa l’assenza di due fattori di rischio e come combinazione positiva la presenza di almeno un fattore di rischio. E’ stata successivamente calcolata sensibilità, specificità, potere predittivo positivo (PPV) e potere predittivo negativo (NPV) con relativi intervalli di confidenza al 95%. Risultati In totale, 82 noduli sono stati esaminati: 21 (26%) appartenenti alla classe citologica 3, 53 (65%) alla classe citologica 4, e 8 (9%) alla classe citologica 5. Per 69 (84%) noduli era disponibile l’esame istologico; di questi casi il 38% aveva un’istologia maligna. Nessuna differenza tra le classi citologiche è stata riscontrata per: età, sesso, caratteristiche ecografiche inclusa elastografia. La mutazione BRAV600E è stata riscontrata in 1 nodulo della classe citologica 4 e in 2 noduli della classe citologica 5, ma in nessun nodulo della classe citologica 3. La prevalenza di malignità è risultata sovrapponibile ai dati della letteratura per le classi 4 e 5 mentre per la classe 3 essa è risultata maggiore. Suddividendo i noduli secondo le classi di rischio ecografico, una maggiore sensibilità (73% vs 50%) ed una minore specificità (33% vs 58%) sono state riscontrate applicando la classificazione ATA 2015, rispetto a quella AME/AACE mentre sovrapponibili tra le due classificazioni apparivano PPV ed NPV. Nessuna delle singole caratteristiche ecografiche era predittiva di malignità. Tuttavia, la combinazione tra l’assenza di disomogeneità all’ecografia ed un pattern elastografico a basso rischio (score 1 versus score 2+3) rappresentava una condizione caratterizzata da un NPV dell’80% con una sensibilità del 84,6%. Non è stato possibile valutare alcuna combinazione tra caratteristiche ecografiche e test mutazionale la cui prevalenza era troppo bassa. Conclusioni I dati di questo studio, pur rappresentando una valutazione preliminare, suggeriscono che nei noduli a citologia indeterminata gli aspetti ecografici non sembrano utili nel predire il rischio di malignità. All’opposto, la combinazione tra assenza di disomogeneità ecografica e pattern elastografico a basso rischio appare altamente correlata ad istologia benigna. Di scarso significato, in questa tipologia di noduli, sembra essere la valutazione mutazionale di BRAF.
11-ott-2017
Scienze Mediche
Ultrasound elastography
Molecular testing
Thyroid nodule
Indeterminate
Ceresini, Graziano
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