Il lavoro si concentra sulla legislazione di Valentiniano I (364 – 375) trasmessa dal Codice Teodosiano e sugli aspetti legati alla tradizione e al recupero dei testi nel V secolo. La documentazione giuridica di Valentiniano si caratterizza per marcate peculiarità in relazione alla sua distribuzione nel tempo e nello spazio. La metà delle leggi risulta emanata nel primo biennio di regno e sopravvivono corposi dossier di testi diretti a singoli funzionari e a ben circoscritte aree. Riscontrata l’impossibilità di individuare in questi squilibri un riflesso di specifiche politiche o di un’incrementata attività della cancelleria imperiale, l’indagine si concentra sul problema della tradizione e conservazione delle costituzioni e sulle modalità con cui avvenne il loro recupero al momento della creazione del Codice Teodosiano. Sono analizzati i dati che il corpus di leggi di Valentiniano restituisce sui destinatari dei testi, sulle date di emanazione e sui luoghi di ricezione. Un confronto tra la testimonianza delle subscriptiones e quella delle inscriptiones induce a considerare rilevante, nella maggior parte dei casi, anche questo secondo indicatore per la definizione dei luoghi di provenienza dei testi. La doppia testimonianza offre infatti un andamento e un’immagine speculari per quanto concerne le costituzioni inviate a funzionari “extra-comitatensi” e suggerisce di considerare maggioritari, nel complesso, i contributi provenienti dagli archivi locali. Pare così profilarsi una duplice tradizione per la legislazione di Valentiniano: un archivio “comitatense”, che restituì una parte delle costituzioni inviate ai funzionari palatini e ai magistrati che operavano a più stretto contatto con l’imperatore (in questi anni, il prefetto al pretorio delle Gallie); più ampi contributi, che abbiamo definito “extra-comitatensi”, legati a Roma, alle province suburbicarie e all’Africa; insieme a questi, una tradizione legata al prefetto al pretorio di Italia, Africa e Illirico. Da queste fonti di derivazione locale fu recuperata la maggior parte delle costituzioni di Valentiniano I. Ed è proprio in esse che si ritrova quel marcato squilibrio in relazione alla cronologia dei testi che caratterizza la legislazione dell’imperatore pannonico. La documentazione non pare suggerire il ricorso, da parte dei compilatori, ad archivi e raccolte private dei materiali, conservate dai discendenti dei funzionari allora in servizio. Al contrario, sembra possibile ipotizzare la creazione di una più generica raccolta del materiale emesso dalla cancelleria di Valentiniano e indirizzato a specifiche aree. Una raccolta che potrebbe essere stata promossa sul finire del 365, in contemporanea con il trasferimento del comitatus imperiale nelle Gallie e l’allontanamento dalla Penisola dell’autorità normativa. La parallela testimonianza dei rescritti di Valentiniano inclusi nella Consultatio veteris cuiusdam iurisconsulti, che presentano le medesime peculiarità sotto il profilo della cronologia e dello spettro dei destinatari, sembrerebbe confermare questo scenario.

Valentiniano I. legislatore. Ricostruzione storica e problemi della documentazione giuridica / Bernier, A.. - (2017 Apr 05).

Valentiniano I. legislatore. Ricostruzione storica e problemi della documentazione giuridica

BERNIER, Andrea
2017-04-05

Abstract

Il lavoro si concentra sulla legislazione di Valentiniano I (364 – 375) trasmessa dal Codice Teodosiano e sugli aspetti legati alla tradizione e al recupero dei testi nel V secolo. La documentazione giuridica di Valentiniano si caratterizza per marcate peculiarità in relazione alla sua distribuzione nel tempo e nello spazio. La metà delle leggi risulta emanata nel primo biennio di regno e sopravvivono corposi dossier di testi diretti a singoli funzionari e a ben circoscritte aree. Riscontrata l’impossibilità di individuare in questi squilibri un riflesso di specifiche politiche o di un’incrementata attività della cancelleria imperiale, l’indagine si concentra sul problema della tradizione e conservazione delle costituzioni e sulle modalità con cui avvenne il loro recupero al momento della creazione del Codice Teodosiano. Sono analizzati i dati che il corpus di leggi di Valentiniano restituisce sui destinatari dei testi, sulle date di emanazione e sui luoghi di ricezione. Un confronto tra la testimonianza delle subscriptiones e quella delle inscriptiones induce a considerare rilevante, nella maggior parte dei casi, anche questo secondo indicatore per la definizione dei luoghi di provenienza dei testi. La doppia testimonianza offre infatti un andamento e un’immagine speculari per quanto concerne le costituzioni inviate a funzionari “extra-comitatensi” e suggerisce di considerare maggioritari, nel complesso, i contributi provenienti dagli archivi locali. Pare così profilarsi una duplice tradizione per la legislazione di Valentiniano: un archivio “comitatense”, che restituì una parte delle costituzioni inviate ai funzionari palatini e ai magistrati che operavano a più stretto contatto con l’imperatore (in questi anni, il prefetto al pretorio delle Gallie); più ampi contributi, che abbiamo definito “extra-comitatensi”, legati a Roma, alle province suburbicarie e all’Africa; insieme a questi, una tradizione legata al prefetto al pretorio di Italia, Africa e Illirico. Da queste fonti di derivazione locale fu recuperata la maggior parte delle costituzioni di Valentiniano I. Ed è proprio in esse che si ritrova quel marcato squilibrio in relazione alla cronologia dei testi che caratterizza la legislazione dell’imperatore pannonico. La documentazione non pare suggerire il ricorso, da parte dei compilatori, ad archivi e raccolte private dei materiali, conservate dai discendenti dei funzionari allora in servizio. Al contrario, sembra possibile ipotizzare la creazione di una più generica raccolta del materiale emesso dalla cancelleria di Valentiniano e indirizzato a specifiche aree. Una raccolta che potrebbe essere stata promossa sul finire del 365, in contemporanea con il trasferimento del comitatus imperiale nelle Gallie e l’allontanamento dalla Penisola dell’autorità normativa. La parallela testimonianza dei rescritti di Valentiniano inclusi nella Consultatio veteris cuiusdam iurisconsulti, che presentano le medesime peculiarità sotto il profilo della cronologia e dello spettro dei destinatari, sembrerebbe confermare questo scenario.
5-apr-2017
Scienze Filologico-Letterarie, Storico-Filosofiche e Artistiche
Valentinian I, Emperor of Rome, 321-375
Codex Theodosianus
Roman law
Valentinian I, Emperor of Rome, 321-375 - Legislation
Roman law - Sources
VERA, Domenico
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