Lo scopo di questa tesi è stato quello di valutare l’effetto della somministrazione del progesterone e delle prostaglandine, sulla sincronizzazione degli estri nella scrofetta. Nel primo studio (Esperimento 1), è stato valutato se la doppia somministrazione a livello perivulvare nella scrofetta, di una dose elevata di cloprostenolo (analogo di sintesi delle PGF2alfa) fosse in grado di indurre una luteolisi al 7°, 9° o 10° gg del ciclo estrale. Per questo scopo 87 scrofette puberi sono state trattate con una doppia (ore 08:00 e 14:00) somministrazione di 75 µg D-cloprostenol al 7° (gruppo D7, n°=30), 9° (groppo D9; n°=29) e 10° (gruppo D10; n°=28) giorno del ciclo estrale. La durata del ciclo estrale durante il quale è stato effettuato il trattamento è stata confrontata con la durata del ciclo estrale precedente al trattamento. Il profilo ematico del progesterone è stato determinato in dieci scrofette del gruppo D9. In tutti e tre i gruppi la durata del ciclo estrale con il trattamento non è stata diversa dal ciclo estrale precedente al trattamento (tra i 18 ed i 19 gg). I livelli plasmatici di progesterone dopo il trattamento si sono ridotti in 7/10 strofette ma solo in 3 scrofette si sono mantenuti bassi 72 ore dopo il trattamento (intorno ai 1.3±0.9 ng/ml). I risultati di questo studio indicano che la doppia somministrazione di D-Cloprostenolo a livello perivulvare al 7°, 9° o 10° gg del ciclo estrale non induce una luteolisi completa ma solo parziale e la durata del ciclo estrale non viene modificata. Nel secondo esperimento è stata messa a punto una tecnica di cateterizzazione permanente per effettuare dei prelievi ematici frequenti nella specie suina per diversi giorni, senza richiedere un intervento chirurgico e anestetico, ma solo il contenimento dell’animale. Come sede sono state scelte le vene auricolari. I cateteri utilizzati sono stati il Dog Catheter (PVC IV 1.3x 300 mm-4FG) (n°=10 scrofe) ed il Polyetilene Tubing (I.D 0.76 mm (0.030” pollici ) O.D. 1.22 (0.048”) (n°=10 scrofe). Il catetere, è stato inserito nella vena auricolare mediale o laterale fino alla vena cava in prossimità del cuore mediante tecnica “through the needle”. I prelievi sono stati eseguiti ogni 15 min. dalle ore 9.00 alle ore 15.00 o fino a quando il catetere è rimasto funzionale o fino ad un massimo di 10 giorni consecutivi. Il tempo medio richiesto per la cateterizzazione con il Polyetilene Tubing è stato di 16-17 min. ed è stato possibile eseguire i prelievi per 8-9 giorni consecutivi, mentre la cateterizzazione con il Dog Catheter ha richiesto 21-23 minuti ed è rimasta funzionale per 4-5 giorni. I risultati indicano che il catetere inserito nella vena auricolare rimane in situ per diversi giorni (8-9) permettendo di eseguire dei prelievi frequenti con uno stress minimo per l’animale essenzialmente dovuto al contenimento dello stesso al momento dell’inserimento del catetere. Nel terzo esperimento è stato sincronizzato l'estro nelle scrofette, mediante la somministrazione di 20 mg/giorno di Alliltrembolone per via orale per 18, 14, 12 e 10 giorni dove, in questi ultimi due gruppi, il progestinico è stato seguito dalla somministrazione di una doppia dose di 75 µg D-cloprostenolo. Non sono stati riscontrati effetti della durata del trattamento sulla sincronizzazione dei parti, sul numero di scrofette in estro, sul numero dei parti o sulle dimensioni della nidiata. In fine l’obiettivo dell’ultimo esperimento, è stato quello di determinare se l’incidenza dei ritorni in estro regolari o irregolari mostrasse variazioni nel corso dei vari mesi dell’anno nel Nord Italia. In tale studio 5.103 scrofe, tornate in estro dopo l’inseminazione effettuata dopo lo svezzamento, sono state suddivise in differenti gruppi in base alla durata del loro intervallo inter-estrale: - Ritorno in estro regolare di tipo 1 (RR-1): scrofe che sono tornate in estro 18-23 giorni dopo l’inseminazione. - Ritorno in estro regolare di tipo 2 (RR-2): scrofe che sono tornate in estro 36-48 giorni dopo l’inseminazione. - Ritorno in calore irregolare (gruppo RI): scrofe che sono ternate in estro a 24-35 giorni dopo l’inseminazione. Sulla base delle temperature stagionali si è osservata una prevalenza (P<0.05) dei ritorni di tipo RR durante il periodo di Giugno-Agosto mentre durante i mesi di Settembre e Ottobre si è osservata una prevalenza dei ritorni di tipo RI. I risultati di questo studio indicano che, nel Nord Italia, durante i mesi più caldi dell’anno, ci sia un incremento di ritorni in estro regolari, indicando un problema nell’efficacia dell’inseminazione, viceversa, durante il periodo di Settembre e Ottobre, aumentano ritorni in estro irregolari, indicando una maggior prevalenza di perdite embrionali.
Il controllo dell'attività ovarica nella scrofetta e l'effetto della somministrazione del progesterone e delle prostaglandine sulla sincronizzazione dell'estro / Mazzoni, C.. - (2015).
Il controllo dell'attività ovarica nella scrofetta e l'effetto della somministrazione del progesterone e delle prostaglandine sulla sincronizzazione dell'estro
MAZZONI, Claudio
2015-01-01
Abstract
Lo scopo di questa tesi è stato quello di valutare l’effetto della somministrazione del progesterone e delle prostaglandine, sulla sincronizzazione degli estri nella scrofetta. Nel primo studio (Esperimento 1), è stato valutato se la doppia somministrazione a livello perivulvare nella scrofetta, di una dose elevata di cloprostenolo (analogo di sintesi delle PGF2alfa) fosse in grado di indurre una luteolisi al 7°, 9° o 10° gg del ciclo estrale. Per questo scopo 87 scrofette puberi sono state trattate con una doppia (ore 08:00 e 14:00) somministrazione di 75 µg D-cloprostenol al 7° (gruppo D7, n°=30), 9° (groppo D9; n°=29) e 10° (gruppo D10; n°=28) giorno del ciclo estrale. La durata del ciclo estrale durante il quale è stato effettuato il trattamento è stata confrontata con la durata del ciclo estrale precedente al trattamento. Il profilo ematico del progesterone è stato determinato in dieci scrofette del gruppo D9. In tutti e tre i gruppi la durata del ciclo estrale con il trattamento non è stata diversa dal ciclo estrale precedente al trattamento (tra i 18 ed i 19 gg). I livelli plasmatici di progesterone dopo il trattamento si sono ridotti in 7/10 strofette ma solo in 3 scrofette si sono mantenuti bassi 72 ore dopo il trattamento (intorno ai 1.3±0.9 ng/ml). I risultati di questo studio indicano che la doppia somministrazione di D-Cloprostenolo a livello perivulvare al 7°, 9° o 10° gg del ciclo estrale non induce una luteolisi completa ma solo parziale e la durata del ciclo estrale non viene modificata. Nel secondo esperimento è stata messa a punto una tecnica di cateterizzazione permanente per effettuare dei prelievi ematici frequenti nella specie suina per diversi giorni, senza richiedere un intervento chirurgico e anestetico, ma solo il contenimento dell’animale. Come sede sono state scelte le vene auricolari. I cateteri utilizzati sono stati il Dog Catheter (PVC IV 1.3x 300 mm-4FG) (n°=10 scrofe) ed il Polyetilene Tubing (I.D 0.76 mm (0.030” pollici ) O.D. 1.22 (0.048”) (n°=10 scrofe). Il catetere, è stato inserito nella vena auricolare mediale o laterale fino alla vena cava in prossimità del cuore mediante tecnica “through the needle”. I prelievi sono stati eseguiti ogni 15 min. dalle ore 9.00 alle ore 15.00 o fino a quando il catetere è rimasto funzionale o fino ad un massimo di 10 giorni consecutivi. Il tempo medio richiesto per la cateterizzazione con il Polyetilene Tubing è stato di 16-17 min. ed è stato possibile eseguire i prelievi per 8-9 giorni consecutivi, mentre la cateterizzazione con il Dog Catheter ha richiesto 21-23 minuti ed è rimasta funzionale per 4-5 giorni. I risultati indicano che il catetere inserito nella vena auricolare rimane in situ per diversi giorni (8-9) permettendo di eseguire dei prelievi frequenti con uno stress minimo per l’animale essenzialmente dovuto al contenimento dello stesso al momento dell’inserimento del catetere. Nel terzo esperimento è stato sincronizzato l'estro nelle scrofette, mediante la somministrazione di 20 mg/giorno di Alliltrembolone per via orale per 18, 14, 12 e 10 giorni dove, in questi ultimi due gruppi, il progestinico è stato seguito dalla somministrazione di una doppia dose di 75 µg D-cloprostenolo. Non sono stati riscontrati effetti della durata del trattamento sulla sincronizzazione dei parti, sul numero di scrofette in estro, sul numero dei parti o sulle dimensioni della nidiata. In fine l’obiettivo dell’ultimo esperimento, è stato quello di determinare se l’incidenza dei ritorni in estro regolari o irregolari mostrasse variazioni nel corso dei vari mesi dell’anno nel Nord Italia. In tale studio 5.103 scrofe, tornate in estro dopo l’inseminazione effettuata dopo lo svezzamento, sono state suddivise in differenti gruppi in base alla durata del loro intervallo inter-estrale: - Ritorno in estro regolare di tipo 1 (RR-1): scrofe che sono tornate in estro 18-23 giorni dopo l’inseminazione. - Ritorno in estro regolare di tipo 2 (RR-2): scrofe che sono tornate in estro 36-48 giorni dopo l’inseminazione. - Ritorno in calore irregolare (gruppo RI): scrofe che sono ternate in estro a 24-35 giorni dopo l’inseminazione. Sulla base delle temperature stagionali si è osservata una prevalenza (P<0.05) dei ritorni di tipo RR durante il periodo di Giugno-Agosto mentre durante i mesi di Settembre e Ottobre si è osservata una prevalenza dei ritorni di tipo RI. I risultati di questo studio indicano che, nel Nord Italia, durante i mesi più caldi dell’anno, ci sia un incremento di ritorni in estro regolari, indicando un problema nell’efficacia dell’inseminazione, viceversa, durante il periodo di Settembre e Ottobre, aumentano ritorni in estro irregolari, indicando una maggior prevalenza di perdite embrionali.| File | Dimensione | Formato | |
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