La mirmecofauna (Hymenoptera, Formicidae) riveste un ruolo critico all’interno del proprio ecosistema, in quanto è presente a vari livelli trofici. Ciò significa che il taxon dei formicidi comprende numerose specie keystone: esse si relazionano con tutte le componenti di un ecosistema ed intervengono nel regolare gli equilibri alla base di una comunità. Le formiche agiscono, inoltre, come ingegneri ecologici nel modellare la struttura e la composizione del suolo. Di conseguenza, è possibile affermare che le formiche rappresentano, sotto alcuni aspetti, il proprio ecosistema e che lo studio della struttura di comunità si rivela un valido strumento, insieme ad altri, per descrivere lo stato dell’ecosistema stesso. In ambienti caratterizzati da un livello moderato di stress e di disturbo, il fattore cruciale che regola la struttura di comunità è la competizione interspecifica, che si risolve con la formazione di gerarchie di dominanza alimentare. In particolare, la dominanza si distingue in numerica e comportamentale; stimata con valori di abbondanza e frequenza, la prima è ampiamente descritta in letteratura, poiché richiede metodologie di più rapido e semplice impiego, mentre la seconda è più difficilmente misurabile, visto che necessita la stima di diversi parametri e l’uso di una metodologia attiva, che prevede l’osservazione diretta delle interazioni comportamentali. Poiché, attualmente, la documentazione sull’etoecologia delle formiche italiane è assai scarsa, questo progetto di ricerca si propone di analizzare la struttura di comunità della mirmecofauna in Italia. In particolare, lo scopo principale è quello di misurare in modo standardizzato le due componenti della dominanza in tre varietà distinte di ecosistema: montano, urbano e mediterraneo. L’applicazione di un protocollo sperimentale ad hoc si propone di evidenziare il ruolo della dominanza comportamentale nel descrivere la struttura di comunità. Inoltre, è stato valutato l’effetto del gradiente altitudinale associato allo stress ambientale (I anno), del disturbo associato allo sfruttamento antropico (II anno) e della competizione da parte di una specie invasiva (III anno) sulla struttura di comunità. I risultati hanno mostrato che l’analisi della sola dominanza numerica non esaurisce la spiegazione dei meccanismi alla base della struttura di comunità. Al contrario la stima della dominanza comportamentale mette in luce aspetti diversi delle abilità competitive delle varie specie. Inoltre, i modelli ambientali scelti si sono rivelati adeguati per rispondere alle domande sperimentali. Sono, infine, emersi spunti interessanti per la progettazione di ulteriori studi sull’etoecologia di comunità dei formicidi.

Ruolo della dominanza comportamentale interspecifica nell'analisi della struttura di comunità di formiche / Spotti, F.A.. - (2015).

Ruolo della dominanza comportamentale interspecifica nell'analisi della struttura di comunità di formiche

SPOTTI, Fiorenza Augusta
2015-01-01

Abstract

La mirmecofauna (Hymenoptera, Formicidae) riveste un ruolo critico all’interno del proprio ecosistema, in quanto è presente a vari livelli trofici. Ciò significa che il taxon dei formicidi comprende numerose specie keystone: esse si relazionano con tutte le componenti di un ecosistema ed intervengono nel regolare gli equilibri alla base di una comunità. Le formiche agiscono, inoltre, come ingegneri ecologici nel modellare la struttura e la composizione del suolo. Di conseguenza, è possibile affermare che le formiche rappresentano, sotto alcuni aspetti, il proprio ecosistema e che lo studio della struttura di comunità si rivela un valido strumento, insieme ad altri, per descrivere lo stato dell’ecosistema stesso. In ambienti caratterizzati da un livello moderato di stress e di disturbo, il fattore cruciale che regola la struttura di comunità è la competizione interspecifica, che si risolve con la formazione di gerarchie di dominanza alimentare. In particolare, la dominanza si distingue in numerica e comportamentale; stimata con valori di abbondanza e frequenza, la prima è ampiamente descritta in letteratura, poiché richiede metodologie di più rapido e semplice impiego, mentre la seconda è più difficilmente misurabile, visto che necessita la stima di diversi parametri e l’uso di una metodologia attiva, che prevede l’osservazione diretta delle interazioni comportamentali. Poiché, attualmente, la documentazione sull’etoecologia delle formiche italiane è assai scarsa, questo progetto di ricerca si propone di analizzare la struttura di comunità della mirmecofauna in Italia. In particolare, lo scopo principale è quello di misurare in modo standardizzato le due componenti della dominanza in tre varietà distinte di ecosistema: montano, urbano e mediterraneo. L’applicazione di un protocollo sperimentale ad hoc si propone di evidenziare il ruolo della dominanza comportamentale nel descrivere la struttura di comunità. Inoltre, è stato valutato l’effetto del gradiente altitudinale associato allo stress ambientale (I anno), del disturbo associato allo sfruttamento antropico (II anno) e della competizione da parte di una specie invasiva (III anno) sulla struttura di comunità. I risultati hanno mostrato che l’analisi della sola dominanza numerica non esaurisce la spiegazione dei meccanismi alla base della struttura di comunità. Al contrario la stima della dominanza comportamentale mette in luce aspetti diversi delle abilità competitive delle varie specie. Inoltre, i modelli ambientali scelti si sono rivelati adeguati per rispondere alle domande sperimentali. Sono, infine, emersi spunti interessanti per la progettazione di ulteriori studi sull’etoecologia di comunità dei formicidi.
2015
Biologia del Comportamento Animale
ants
community ecology
dominance
MORI, Alessandra
GRASSO, Donato Antonio
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