Lo studio consiste in un'analisi sedimentologica e paleontologica di dettaglio dei depositi biocalcarenitici plio-pleistocenici che si sviluppano localmente lungo tutta la catena appenninico-maghrebide (in particolare nei bacini di Castell'Arquato e Castrocaro Terme Appennino settentrionale; nei bacini di Volterra e della Val d'Elsa - Toscana). Questi depositi detritici mostrano una organizzazione ritmica all'interno di successioni pelitiche di offshore e sono frequentemente caratterizzati da geometrie progradazionali a scala metrica o decametrica. Una caratteristica che li connota è l’elevato contenuto macrofossilifero, rappresentato principalmente da resti conchigliari di molluschi. Sebbene la formazione di questi corpi progradanti sia stata generalmente legata a fasi trasgressive, la loro genesi non è stata del tutto chiarita, così come il significato della evidente ciclicità litologica, della marcata differenza paleoecologica con i sedimenti pelitici circostanti e della posizione in intervalli temporali ben definiti e ristretti, presumibilmente legati ad eventi paleoclimatici e paleoceanografici. La loro comparsa segue il Mid-Pliocene Warm Period (MPWP; 3.3-3.0 Ma) e appare coeva alla formazione dei principali di depositi anossici laminati (sapropel), presenti in contesti bacinali più profondi e dal significato paleoclimatico meglio conosciuto. Tramite un approccio multidisciplinare, principalmente paleoecologico quantitativo, e utilizzando analisi di facies e analisi statistica multivariata, viene proposto un modello che lega la formazione di questi depositi a forzanti climatici e oceanografici e alle loro oscillazioni in funzione di variazioni periodiche dei parametri astronomici milankoviciani. Inoltre si fornisce un legame tra la formazione di questi depositi con quelli bacinali anossici al fine di proporre uno strumento di correlazione utile per le ricostruzioni geologiche a scala regionale, elemento fondamentale per molteplici scopi applicativi, in particolare nell’esplorazione del sottosuolo.

Apetti ecologici, bio-sedimentologici e tafonomici dei corpi biocalcarenitici del plio-pleistocene italiano / Cau, S.. - (2015).

Apetti ecologici, bio-sedimentologici e tafonomici dei corpi biocalcarenitici del plio-pleistocene italiano

CAU, Simone
2015-01-01

Abstract

Lo studio consiste in un'analisi sedimentologica e paleontologica di dettaglio dei depositi biocalcarenitici plio-pleistocenici che si sviluppano localmente lungo tutta la catena appenninico-maghrebide (in particolare nei bacini di Castell'Arquato e Castrocaro Terme Appennino settentrionale; nei bacini di Volterra e della Val d'Elsa - Toscana). Questi depositi detritici mostrano una organizzazione ritmica all'interno di successioni pelitiche di offshore e sono frequentemente caratterizzati da geometrie progradazionali a scala metrica o decametrica. Una caratteristica che li connota è l’elevato contenuto macrofossilifero, rappresentato principalmente da resti conchigliari di molluschi. Sebbene la formazione di questi corpi progradanti sia stata generalmente legata a fasi trasgressive, la loro genesi non è stata del tutto chiarita, così come il significato della evidente ciclicità litologica, della marcata differenza paleoecologica con i sedimenti pelitici circostanti e della posizione in intervalli temporali ben definiti e ristretti, presumibilmente legati ad eventi paleoclimatici e paleoceanografici. La loro comparsa segue il Mid-Pliocene Warm Period (MPWP; 3.3-3.0 Ma) e appare coeva alla formazione dei principali di depositi anossici laminati (sapropel), presenti in contesti bacinali più profondi e dal significato paleoclimatico meglio conosciuto. Tramite un approccio multidisciplinare, principalmente paleoecologico quantitativo, e utilizzando analisi di facies e analisi statistica multivariata, viene proposto un modello che lega la formazione di questi depositi a forzanti climatici e oceanografici e alle loro oscillazioni in funzione di variazioni periodiche dei parametri astronomici milankoviciani. Inoltre si fornisce un legame tra la formazione di questi depositi con quelli bacinali anossici al fine di proporre uno strumento di correlazione utile per le ricostruzioni geologiche a scala regionale, elemento fondamentale per molteplici scopi applicativi, in particolare nell’esplorazione del sottosuolo.
2015
Scienze della Terra
Macrobenthos
Stratigraphy
Pliocene
Paleoecology
Mediterranean Basin
TAVIANI, MARCO
Roveri, Marco
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