Numerose evidenze mostrano come l’inquinamento atmosferico aumenti l’incidenza dell’asma sia nei bambini che negli adulti. L’associazione tra inquinamento atmosferico e asma è stata investigata in molti studi i quali hanno messo in evidenza questa relazione considerando i sintomi respiratori e i ricoveri ospedalieri. Questo studio retrospettivo è stato condotto su un campione di pazienti residenti nell’area metropolitana di Parma. Sono stati selezionati 249 pazienti tra quelli che hanno svolto almeno due visite di controllo presso l’Ambulatorio dell’Asma della Clinica Pneumologica dell’Ospedale Universitario di Parma nel periodo che va da Gennaio 2008 a Marzo 2012. Per ogni giorno in cui si è svolta una visita, sono state registrate le concentrazioni degli inquinanti: PM10, NO2 e Benzene. Oltre ai dati generali per ogni paziente sono state raccolte una serie di informazioni quali la presenza o meno di familiarità per l’asma, l’atopia e l’eventuale terapia svolta nel periodo delle visite considerate. Mentre per quanto riguarda lo stato respiratorio dei pazienti nelle diverse visite sono stati considerati: l’Asma Control Test (un test svolto dal paziente per valutare lo stato della patologia durante il mese precedente il test), la misurazione dell’ossido nitrico esalato (FeNO) quale indice di infiammazione delle vie aeree, e alcuni valori osservati nell’esame spirometrico; in particolare la capacità vitale forzata (FVC), il volume espiratorio forzato nel primo secondo (FEV), l’indice di Tiffeneau (FEV1/FVC), il flusso espiratorio forzato al 50% dell’FVC (FEF25-75) e il rapporto FEF25-75/FVC. Il campione è stato studiato sia considerando i cambiamenti dei parametri respiratori di ogni singolo paziente nelle diverse visite, sia considerando i parametri respiratori nella totalità delle visite come campione messo in relazione con le variazioni degli inquinanti. Sebbene la presenza di numerosi fattori di confondimento renda difficile stimare il peso dell’inquinamento atmosferico sulle variazioni della funzionalità respiratoria misurata attraverso test oggettivi, i risultati mostrano che sono statisticamente significative le diminuzioni di FVC e FEV1 in relazione a valori più elevati di PM10 in soggetti non in terapia, simili alle variazioni osservate in presenza di valori elevati di NO2 e di Benzene. Considerando ogni soggetto come controllo di se stesso, i test spirometrici peggiorano in relazione alle concentrazioni più elevate di inquinante, in particolare raggiungono la significatività statistica in relazione all’NO2 e al Benzene. Infine se si considera esclusivamente la terapia steroidea, risultano, nell’analisi sui quartili, più evidenti le variazioni di FVC e FEV1 sia per il PM10 che per l’NO2 che per il Benzene mentre nell’analisi su ogni singolo paziente i parametri delle piccole vie sembrano risentire maggiormente dei valori più elevati di NO2 e di Benzene. In conclusione i nostri risultati hanno dimostrato che l’esposizione ambientale può essere un fattore di rischio aggiuntivo che dovrebbe essere considerato nella valutazione della popolazione asmatica.

Air pollution and clinical and functional indices in asthma / Mariani, E.. - (2013 Apr).

Air pollution and clinical and functional indices in asthma

MARIANI, Elisa
2013-04-01

Abstract

Numerose evidenze mostrano come l’inquinamento atmosferico aumenti l’incidenza dell’asma sia nei bambini che negli adulti. L’associazione tra inquinamento atmosferico e asma è stata investigata in molti studi i quali hanno messo in evidenza questa relazione considerando i sintomi respiratori e i ricoveri ospedalieri. Questo studio retrospettivo è stato condotto su un campione di pazienti residenti nell’area metropolitana di Parma. Sono stati selezionati 249 pazienti tra quelli che hanno svolto almeno due visite di controllo presso l’Ambulatorio dell’Asma della Clinica Pneumologica dell’Ospedale Universitario di Parma nel periodo che va da Gennaio 2008 a Marzo 2012. Per ogni giorno in cui si è svolta una visita, sono state registrate le concentrazioni degli inquinanti: PM10, NO2 e Benzene. Oltre ai dati generali per ogni paziente sono state raccolte una serie di informazioni quali la presenza o meno di familiarità per l’asma, l’atopia e l’eventuale terapia svolta nel periodo delle visite considerate. Mentre per quanto riguarda lo stato respiratorio dei pazienti nelle diverse visite sono stati considerati: l’Asma Control Test (un test svolto dal paziente per valutare lo stato della patologia durante il mese precedente il test), la misurazione dell’ossido nitrico esalato (FeNO) quale indice di infiammazione delle vie aeree, e alcuni valori osservati nell’esame spirometrico; in particolare la capacità vitale forzata (FVC), il volume espiratorio forzato nel primo secondo (FEV), l’indice di Tiffeneau (FEV1/FVC), il flusso espiratorio forzato al 50% dell’FVC (FEF25-75) e il rapporto FEF25-75/FVC. Il campione è stato studiato sia considerando i cambiamenti dei parametri respiratori di ogni singolo paziente nelle diverse visite, sia considerando i parametri respiratori nella totalità delle visite come campione messo in relazione con le variazioni degli inquinanti. Sebbene la presenza di numerosi fattori di confondimento renda difficile stimare il peso dell’inquinamento atmosferico sulle variazioni della funzionalità respiratoria misurata attraverso test oggettivi, i risultati mostrano che sono statisticamente significative le diminuzioni di FVC e FEV1 in relazione a valori più elevati di PM10 in soggetti non in terapia, simili alle variazioni osservate in presenza di valori elevati di NO2 e di Benzene. Considerando ogni soggetto come controllo di se stesso, i test spirometrici peggiorano in relazione alle concentrazioni più elevate di inquinante, in particolare raggiungono la significatività statistica in relazione all’NO2 e al Benzene. Infine se si considera esclusivamente la terapia steroidea, risultano, nell’analisi sui quartili, più evidenti le variazioni di FVC e FEV1 sia per il PM10 che per l’NO2 che per il Benzene mentre nell’analisi su ogni singolo paziente i parametri delle piccole vie sembrano risentire maggiormente dei valori più elevati di NO2 e di Benzene. In conclusione i nostri risultati hanno dimostrato che l’esposizione ambientale può essere un fattore di rischio aggiuntivo che dovrebbe essere considerato nella valutazione della popolazione asmatica.
apr-2013
Fisiopatologia Respiratoria Sperimentale
air pollution
asthma
Chetta, Alfredo
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