La tesi si propone di ricostruire la storia dell'Accademia di Belle Arti di Parma nei decenni compresi tra l'inizio della dominazione asburgica sulla città (1814) e la morte di Paolo Toschi (1854), in quegli anni direttore e principale responsabile della politica artistica del ducato di Maria Luigia. Il lavoro si basa su di una capillare ricognizione ed analisi delle fonti archivistiche e documentarie, materiale per la gran parte inedito (conservato in particolar modo all’Archivio dell’Accademia e all’Archivio di Stato). Dopo un primo capitolo che ripercorre il dibattito critico sulle Accademie sette e ottocentesche, l'analisi si concentra su diverse problematiche: il rapporto tra Accademia e Maria Luigia, la didattica, i concorsi, la complessa esperienza del pensionato artistico a Roma e le commissioni provenienti dal governo o dalla corte. Questa disamina conferma quanto l'arte parmense dell'Ottocento si segnali soprattutto per la sua convenzionalità e per una stanca pratica accademica, in cui non emergono personalità significative a parte Scaramuzza, Pescatori e Riccardi; l'Accademia, nonostante l'indubbio tentativo di “modernizzarsi” e aprire i propri orizzonti con nuovi statuti, continua ad offrire una formazione del tutto tradizionale, troppo legata al modello settecentesco; la corte di Maria Luigia sostiene la vita artistica del ducato, ma con una funzione propagandistica e assistenziale e con delle forme che non permettono un vero progresso ma solo la sopravvivenza di una compagine di artisti, la maggior parte dei quali si colloca appena al di fuori della mediocrità. Il lavoro si conclude con tre ampie appendici: la prima documentaria, in cui vengono trascritti i documenti d'archivio più significativi, provenienti principalmente dall'Archivio dell'Accademia Nazionale di Belle Arti, dai fondi Presidenza dell'Interno e Dipartimento di Grazia, Giustizia e Buongoverno dell'Archivio di Stato di Parma e dall'Archivio Toschi del Museo Glauco Lombardi; la seconda illustrativa, in cui sono raccolte le immagini della gran parte delle opere realizzate in occasione dei concorsi accademici (disegni di nudo, dipinti, disegni di architettura e bassorilievi) e delle commissioni (dipinti, affreschi e sculture); la terza bibliografica.

L'Accademia di Belle Arti di Parma durante il governo di Maria Luigia d'Austria e la direzione di Paolo Toschi (1814-1854)(2013 Apr).

L'Accademia di Belle Arti di Parma durante il governo di Maria Luigia d'Austria e la direzione di Paolo Toschi (1814-1854)

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2013-04-01

Abstract

La tesi si propone di ricostruire la storia dell'Accademia di Belle Arti di Parma nei decenni compresi tra l'inizio della dominazione asburgica sulla città (1814) e la morte di Paolo Toschi (1854), in quegli anni direttore e principale responsabile della politica artistica del ducato di Maria Luigia. Il lavoro si basa su di una capillare ricognizione ed analisi delle fonti archivistiche e documentarie, materiale per la gran parte inedito (conservato in particolar modo all’Archivio dell’Accademia e all’Archivio di Stato). Dopo un primo capitolo che ripercorre il dibattito critico sulle Accademie sette e ottocentesche, l'analisi si concentra su diverse problematiche: il rapporto tra Accademia e Maria Luigia, la didattica, i concorsi, la complessa esperienza del pensionato artistico a Roma e le commissioni provenienti dal governo o dalla corte. Questa disamina conferma quanto l'arte parmense dell'Ottocento si segnali soprattutto per la sua convenzionalità e per una stanca pratica accademica, in cui non emergono personalità significative a parte Scaramuzza, Pescatori e Riccardi; l'Accademia, nonostante l'indubbio tentativo di “modernizzarsi” e aprire i propri orizzonti con nuovi statuti, continua ad offrire una formazione del tutto tradizionale, troppo legata al modello settecentesco; la corte di Maria Luigia sostiene la vita artistica del ducato, ma con una funzione propagandistica e assistenziale e con delle forme che non permettono un vero progresso ma solo la sopravvivenza di una compagine di artisti, la maggior parte dei quali si colloca appena al di fuori della mediocrità. Il lavoro si conclude con tre ampie appendici: la prima documentaria, in cui vengono trascritti i documenti d'archivio più significativi, provenienti principalmente dall'Archivio dell'Accademia Nazionale di Belle Arti, dai fondi Presidenza dell'Interno e Dipartimento di Grazia, Giustizia e Buongoverno dell'Archivio di Stato di Parma e dall'Archivio Toschi del Museo Glauco Lombardi; la seconda illustrativa, in cui sono raccolte le immagini della gran parte delle opere realizzate in occasione dei concorsi accademici (disegni di nudo, dipinti, disegni di architettura e bassorilievi) e delle commissioni (dipinti, affreschi e sculture); la terza bibliografica.
apr-2013
Storia dell'Arte e dello Spettacolo
Marie Louise, Empress, consort of Napoleon I
Fine Arts Academy
Toschi, Paolo
Parma
STRUKELJ, Vanja
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