RIASSUNTO La cardiotossicità e la mielosoppressione sono due tra gli effetti collaterali di alcuni agenti chemioterapici che più ne limitano l’utilizzo. Sia in Medicina Umana, sia in Medicina Veterinaria questi effetti secondari, hanno un forte impatto sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza stessa del paziente, indipendentemente dal problema oncologico di base. La necessità di identificare precocemente i pazienti a più alto rischio di cardiotossicità ed una eventuale mielosoppressione conseguente al protocollo chemioterapico seguito, diventa un’esigenza molto importante che può portare all’aggiustamento o alla sospensione della terapia oncologica con successivo trattamento cardiologico e/o immuno - modulatore adiuvante. Il primo obbiettivo di questo studio è quello di identificare i farmaci implicati nella cardiotossicità chemioterapica - indotta, al fine di evidenziare precocemente un eventuale danno cardiaco, tramite esami di laboratorio poco invasivi, sensibili, specifici e facilmente ripetibili. Viene quindi proposto, in questo studio, l’utilizzo del dosaggio della Troponina I Cardiaca, quale indicatore di danno cardiaco. La metodica utilizzata è la stessa applicata in medicina umana ossia si basa sull’Immunodosaggio in Chemiluminescenza con particelle paramagnetiche, metodo ACCESS ACCU TnITM sul sistema UNICELL DXL 800. Il secondo obbiettivo è quello di evidenziare gli effetti che alcuni agenti chemioterapici possono avere sul sistema immunitario, ricercando eventuali variazioni nelle sottopopolazioni linfocitarie con l’utilizzo della citometria a flusso, utilizzando il seguente panel anticorpale: CD3, CD4, CD8 e CD21. E’ stato prelevato il sangue da 34 cani suddivisi in due gruppi: n. 10 cani clinicamente sani (gruppo di controllo) e n. 24 cani con tumore. Dei 24 casi di cani con tumore (1 osteosarcoma, 13 linfomi, 1 emangiosarcoma, 1 adenocarcinoma dei sacchi anali, 2 leucemie linfocitiche, 1 carcinoma vescicale ed 1 tumore cerebrale), solo in 14 casi si è potuto seguire l’andamento della cTnI e delle sottopopolazioni linfocitarie prima e durante la chemioterapia; con prelievi a distanza di 24 h dalla somministrazione del chemioterapico, durante l’intero ciclo di terapia. Negli altri 10 casi, non è stata effettuata nessun tipo di terapia oncologica per le già critiche condizioni di salute del paziente o per mancato consenso da parte del proprietario. In un caso è stato possibile seguire solo l’andamento della Troponina I Cardiaca (cTnI) a causa di insufficiente campione per la marcatura citufluorimentrica (caso n. 24). I 14 cani sottoposti a chemioterapia, sono stati divisi in 3 gruppi in base al protocollo chemioterapico utilizzato: Doxorubicina da sola o in associazione (gruppo 1, n.5 casi), Sali del Platino (gruppo 2, n. 5 casi) e Clorambucile (gruppo 3, n. 3 casi). E’ stato valutato anche un singolo caso trattato con Temozolomide, per il solo dosaggio della cTnI. I dati ottenuti dal dosaggio della cTnI e dalla marcatura delle sottopopolazioni linfocitarie nei controllo sani, ricalcano i dati presenti in bibliografia. Dal confronto dei due tempi (T0 – T1), per le sottopopolazioni linfocitarie, si è potuto osservare un calo significativo (P < 0,05), dei globuli bianchi totali e dei linfociti totali, sia nel gruppo 1 (Doxorubicina) sia nel gruppo 2 (Sali del Platino), ma non nel gruppo 3 (Clorambucile). Nel gruppo 1 (Doxorubicina), il calo era statisticamente significativo per le sole sottopopolazioni CD21+ (linfociti B), mentre nel gruppo 2 riguardava le sottopopolazioni CD3+ (linfociti T), con calo significativo dei soli linfociti CD4+ (T – Helper). La troponina I Cardiaca, ha mostrato aumenti in 3 casi su 5 del gruppo 1 (Doxorubicina) e del gruppo 2 (Sali del Platino), ma non nel gruppo 3 (Clorambucile). Gli aumenti sono stati più rapidi nel gruppo 2 (Sali del Platino).

Chemioterapia: Cardiotossicità ed Immunosoppressione / Muzzoni, E.. - (2012 Apr).

Chemioterapia: Cardiotossicità ed Immunosoppressione

MUZZONI, ELENA
2012-04-01

Abstract

RIASSUNTO La cardiotossicità e la mielosoppressione sono due tra gli effetti collaterali di alcuni agenti chemioterapici che più ne limitano l’utilizzo. Sia in Medicina Umana, sia in Medicina Veterinaria questi effetti secondari, hanno un forte impatto sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza stessa del paziente, indipendentemente dal problema oncologico di base. La necessità di identificare precocemente i pazienti a più alto rischio di cardiotossicità ed una eventuale mielosoppressione conseguente al protocollo chemioterapico seguito, diventa un’esigenza molto importante che può portare all’aggiustamento o alla sospensione della terapia oncologica con successivo trattamento cardiologico e/o immuno - modulatore adiuvante. Il primo obbiettivo di questo studio è quello di identificare i farmaci implicati nella cardiotossicità chemioterapica - indotta, al fine di evidenziare precocemente un eventuale danno cardiaco, tramite esami di laboratorio poco invasivi, sensibili, specifici e facilmente ripetibili. Viene quindi proposto, in questo studio, l’utilizzo del dosaggio della Troponina I Cardiaca, quale indicatore di danno cardiaco. La metodica utilizzata è la stessa applicata in medicina umana ossia si basa sull’Immunodosaggio in Chemiluminescenza con particelle paramagnetiche, metodo ACCESS ACCU TnITM sul sistema UNICELL DXL 800. Il secondo obbiettivo è quello di evidenziare gli effetti che alcuni agenti chemioterapici possono avere sul sistema immunitario, ricercando eventuali variazioni nelle sottopopolazioni linfocitarie con l’utilizzo della citometria a flusso, utilizzando il seguente panel anticorpale: CD3, CD4, CD8 e CD21. E’ stato prelevato il sangue da 34 cani suddivisi in due gruppi: n. 10 cani clinicamente sani (gruppo di controllo) e n. 24 cani con tumore. Dei 24 casi di cani con tumore (1 osteosarcoma, 13 linfomi, 1 emangiosarcoma, 1 adenocarcinoma dei sacchi anali, 2 leucemie linfocitiche, 1 carcinoma vescicale ed 1 tumore cerebrale), solo in 14 casi si è potuto seguire l’andamento della cTnI e delle sottopopolazioni linfocitarie prima e durante la chemioterapia; con prelievi a distanza di 24 h dalla somministrazione del chemioterapico, durante l’intero ciclo di terapia. Negli altri 10 casi, non è stata effettuata nessun tipo di terapia oncologica per le già critiche condizioni di salute del paziente o per mancato consenso da parte del proprietario. In un caso è stato possibile seguire solo l’andamento della Troponina I Cardiaca (cTnI) a causa di insufficiente campione per la marcatura citufluorimentrica (caso n. 24). I 14 cani sottoposti a chemioterapia, sono stati divisi in 3 gruppi in base al protocollo chemioterapico utilizzato: Doxorubicina da sola o in associazione (gruppo 1, n.5 casi), Sali del Platino (gruppo 2, n. 5 casi) e Clorambucile (gruppo 3, n. 3 casi). E’ stato valutato anche un singolo caso trattato con Temozolomide, per il solo dosaggio della cTnI. I dati ottenuti dal dosaggio della cTnI e dalla marcatura delle sottopopolazioni linfocitarie nei controllo sani, ricalcano i dati presenti in bibliografia. Dal confronto dei due tempi (T0 – T1), per le sottopopolazioni linfocitarie, si è potuto osservare un calo significativo (P < 0,05), dei globuli bianchi totali e dei linfociti totali, sia nel gruppo 1 (Doxorubicina) sia nel gruppo 2 (Sali del Platino), ma non nel gruppo 3 (Clorambucile). Nel gruppo 1 (Doxorubicina), il calo era statisticamente significativo per le sole sottopopolazioni CD21+ (linfociti B), mentre nel gruppo 2 riguardava le sottopopolazioni CD3+ (linfociti T), con calo significativo dei soli linfociti CD4+ (T – Helper). La troponina I Cardiaca, ha mostrato aumenti in 3 casi su 5 del gruppo 1 (Doxorubicina) e del gruppo 2 (Sali del Platino), ma non nel gruppo 3 (Clorambucile). Gli aumenti sono stati più rapidi nel gruppo 2 (Sali del Platino).
apr-2012
Immunologia e Immunopatologia Sperimentale e Comparata
Myelosuppression
Cardiotoxicity
Flow Cytometry
Cardiac Troponin I,
Passeri, Benedetta
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