La presente ricerca si è occupata di documentare l'influenza della Bibbia sulla categoria kierkegaardiana di ripresa (gjentagelse). Il lavoro si articola in due parti. Nella prima si è inteso accertare la ricorsività e l'importanza del senso tipico nella meditazione kierkegaardiana della Scrittura e della propria personale concezione del cristianesimo. A tale scopo sono stati ripercorsi tre fondamentali binomi della riflessione kierkegaardiana: Antico e Nuovo Testamento, giudaismo-cristianesimo, Legge-Grazia all'interno dei quali è stato possibile monitorare la presenza di un'ampia varietà di termini, pericopi, figure ispirate al senso tipico e rigorosamente ancorate al Testo Sacro. Nella seconda parte, prendendo le mosse dalla definizione della ripresa come novità [Nyhed] è stato accertato che Kierkegaard la concepisce così in ossequio al paradigma tipologico di 2 Co: 5, 17. L'analogia tra il movimento della ripresa e quello del ricordo, a partire dalla quale Constantin Constantius procede alla definizione della categoria di gjentagelse risulta a ben guardare anticipata in un frammento del diario nel quale traspare in maniera tangibile la dipendenza terminologica e concettuale della riflessione kierkegaardiana dal Testo Sacro. Si è poi registrata la propensione del Danese a definire il matrimonio, fulcro della concezione kierkegaardiana della ripresa – almeno sino al 1845, col lessico della prefigurazione biblica, in particolare attraverso il ricorso Gal: 4,4 – densa pericope tipologica che consente al Nostro di precisare la dinamica temporale della ripresa a partire dalla concezione biblica delle relazioni tra passato, presente e futuro. Si è prestata attenzione, inoltre, al movimento della ripresa e si è realizzato che tutte le determinazioni che ne precisano la dinamica (interiorizzazione, teleologia e trascendenza) siano, a ben guardare, riconducibili agli aspetti salienti del senso tipico meditato dal Danese. Questi sono individuati dal passaggio della religiosità dall'esteriorità ebraica all'interiorità cristiana (interiorizzazione); dal fatto che la Legge e la profezia intese tipologicamente quali prefigurazioni conducano sempre a un fine (teleologia) il quale, tuttavia, si pone al di là di esse in quanto rappresenta il compimento che oltrepassa la loro provvisorietà (trascendenza). Infine, allorché il magistrato Wilhelm, portavoce antonomastico della concezione etica dell'esistenza e perciò autorevole interprete della categoria di gjentagelse, definisce quest'ultima come il movimento tramite il quale la personalità realizza il valore eterno del proprio sé nel corso molteplice e impermanente della temporalità, con un continuo passaggio dall'astratto al concreto, dall'universale al particolare, dall'ombra alla realtà, appare in tutta evidenza il ricorso al lessico della tipologia – segnatamente Eb: 10, 1 – sulla quale da tempo il Nostro veniva meditando.
Senso tipico e tipologia in Søren Kierkegaard. Verso una definizione del fondamento biblico della categoria di gjentagelse / Tavilla, I.. - (2012).
Senso tipico e tipologia in Søren Kierkegaard. Verso una definizione del fondamento biblico della categoria di gjentagelse.
TAVILLA, IGOR
2012-01-01
Abstract
La presente ricerca si è occupata di documentare l'influenza della Bibbia sulla categoria kierkegaardiana di ripresa (gjentagelse). Il lavoro si articola in due parti. Nella prima si è inteso accertare la ricorsività e l'importanza del senso tipico nella meditazione kierkegaardiana della Scrittura e della propria personale concezione del cristianesimo. A tale scopo sono stati ripercorsi tre fondamentali binomi della riflessione kierkegaardiana: Antico e Nuovo Testamento, giudaismo-cristianesimo, Legge-Grazia all'interno dei quali è stato possibile monitorare la presenza di un'ampia varietà di termini, pericopi, figure ispirate al senso tipico e rigorosamente ancorate al Testo Sacro. Nella seconda parte, prendendo le mosse dalla definizione della ripresa come novità [Nyhed] è stato accertato che Kierkegaard la concepisce così in ossequio al paradigma tipologico di 2 Co: 5, 17. L'analogia tra il movimento della ripresa e quello del ricordo, a partire dalla quale Constantin Constantius procede alla definizione della categoria di gjentagelse risulta a ben guardare anticipata in un frammento del diario nel quale traspare in maniera tangibile la dipendenza terminologica e concettuale della riflessione kierkegaardiana dal Testo Sacro. Si è poi registrata la propensione del Danese a definire il matrimonio, fulcro della concezione kierkegaardiana della ripresa – almeno sino al 1845, col lessico della prefigurazione biblica, in particolare attraverso il ricorso Gal: 4,4 – densa pericope tipologica che consente al Nostro di precisare la dinamica temporale della ripresa a partire dalla concezione biblica delle relazioni tra passato, presente e futuro. Si è prestata attenzione, inoltre, al movimento della ripresa e si è realizzato che tutte le determinazioni che ne precisano la dinamica (interiorizzazione, teleologia e trascendenza) siano, a ben guardare, riconducibili agli aspetti salienti del senso tipico meditato dal Danese. Questi sono individuati dal passaggio della religiosità dall'esteriorità ebraica all'interiorità cristiana (interiorizzazione); dal fatto che la Legge e la profezia intese tipologicamente quali prefigurazioni conducano sempre a un fine (teleologia) il quale, tuttavia, si pone al di là di esse in quanto rappresenta il compimento che oltrepassa la loro provvisorietà (trascendenza). Infine, allorché il magistrato Wilhelm, portavoce antonomastico della concezione etica dell'esistenza e perciò autorevole interprete della categoria di gjentagelse, definisce quest'ultima come il movimento tramite il quale la personalità realizza il valore eterno del proprio sé nel corso molteplice e impermanente della temporalità, con un continuo passaggio dall'astratto al concreto, dall'universale al particolare, dall'ombra alla realtà, appare in tutta evidenza il ricorso al lessico della tipologia – segnatamente Eb: 10, 1 – sulla quale da tempo il Nostro veniva meditando.| File | Dimensione | Formato | |
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