Le risorse genetiche del castagno europeo (Castanea sativa Mill.) evidenziano un’elevata variabilità, dovuta all’adattamento della specie alle più disparate condizioni ambientali. L’Italia, in particolare, offre una molteplicità di condizioni pedoclimatiche differenti e dispone, per questo, di un cospicuo patrimonio varietale. Tuttavia, a causa di molti fattori tra cui l’esodo delle popolazioni rurali, in molte regioni come l’Emilia Romagna, si è assistito ad una drastica diminuzione sia delle superfici coltivate sia del numero delle varietà di castagno disponibili. Il vasto patrimonio genetico esistente richiede, quindi, precisi metodi di discriminazione per la salvaguardia, identificazione e classificazione delle cultivar e dei numerosi cloni che nel corso dei millenni di coltivazione si possono essere differenziati, al fine di preservarli da un’ulteriore erosione genetica. In questo studio il germoplasma castanicolo locale è stato valutato attraverso marcatori SSR. Sono stati analizzate 30 antiche accessioni di castagno situate nelle Valli del Ceno e del Taro, utilizzando 8 coppie di primer SSR (di- e trinucleotidici) della serie CsCAT e EMCs. L’analisi dei frammenti è stata eseguita mediante utilizzo di sequenziatore semiautomatico. I dati ottenuti sono stati analizzati mediante cluster analysis e dai risultati è stata evidenziata un’importante variabilità genetica all’interno della popolazione. Variabilità genetica che rappresenta il punto di partenza sia per lo studio agronomico delle cultivar sia la reale possibilità di iniziare un programma di miglioramento genetico su questa specie. Tra i genotipi identificati sono state selezionate 10 cv. ampiante diffuse sul territorio e da queste sono state prodotte le farine monovarietali, secondo metodo tradizionale,delle quali è stato determinato il contenuto in grassi totali, proteine totali, polifenoli, steroli, amino acidi ed acidi grassi essenziali su farina Inoltre in questo studio è stato valutato come l’altitudine possa influenzare la composizione chimica e la morfologia di diverse cultivar di castagno. In particolare, sono state considerate due varietà (Luetta e Leccardina) coltivate a due altitudini diverse (700 m s.l.m. e 1000 m s.l.m.). Dal punto di vista compositivo, è stato determinato il contenuto in grassi totali, proteine totali, polifenoli, steroli, amino acidi ed acidi grassi essenziali su farina. I genotipi sono stati studiati anche dal punto di vista morfologico, descrivendo l’albero, le foglie, i fiori e i frutti delle due cultivar alle diverse altitudini attraverso valutazione biometrica e descrittiva. I dati compositivi e morfologici sono stati analizzati mediante opportune tecniche statistiche di analisi multivariata. In questo modo è stato possibile stabilire l’influenza dell’altitudine sulla morfologia e sulla composizione chimica delle castagne. Da questo studio sono emerse significative differenze sia tra le due varietà, sia all’interno della stessa cultivar ad altitudine differente.

La biodiversità del castagno nelle valli del Ceno e del Taro - Analisi molecolari, morfologiche e composizione chimica delle farine / Silvanini, A.. - (2012).

La biodiversità del castagno nelle valli del Ceno e del Taro - Analisi molecolari, morfologiche e composizione chimica delle farine

SILVANINI, Annalisa
2012-01-01

Abstract

Le risorse genetiche del castagno europeo (Castanea sativa Mill.) evidenziano un’elevata variabilità, dovuta all’adattamento della specie alle più disparate condizioni ambientali. L’Italia, in particolare, offre una molteplicità di condizioni pedoclimatiche differenti e dispone, per questo, di un cospicuo patrimonio varietale. Tuttavia, a causa di molti fattori tra cui l’esodo delle popolazioni rurali, in molte regioni come l’Emilia Romagna, si è assistito ad una drastica diminuzione sia delle superfici coltivate sia del numero delle varietà di castagno disponibili. Il vasto patrimonio genetico esistente richiede, quindi, precisi metodi di discriminazione per la salvaguardia, identificazione e classificazione delle cultivar e dei numerosi cloni che nel corso dei millenni di coltivazione si possono essere differenziati, al fine di preservarli da un’ulteriore erosione genetica. In questo studio il germoplasma castanicolo locale è stato valutato attraverso marcatori SSR. Sono stati analizzate 30 antiche accessioni di castagno situate nelle Valli del Ceno e del Taro, utilizzando 8 coppie di primer SSR (di- e trinucleotidici) della serie CsCAT e EMCs. L’analisi dei frammenti è stata eseguita mediante utilizzo di sequenziatore semiautomatico. I dati ottenuti sono stati analizzati mediante cluster analysis e dai risultati è stata evidenziata un’importante variabilità genetica all’interno della popolazione. Variabilità genetica che rappresenta il punto di partenza sia per lo studio agronomico delle cultivar sia la reale possibilità di iniziare un programma di miglioramento genetico su questa specie. Tra i genotipi identificati sono state selezionate 10 cv. ampiante diffuse sul territorio e da queste sono state prodotte le farine monovarietali, secondo metodo tradizionale,delle quali è stato determinato il contenuto in grassi totali, proteine totali, polifenoli, steroli, amino acidi ed acidi grassi essenziali su farina Inoltre in questo studio è stato valutato come l’altitudine possa influenzare la composizione chimica e la morfologia di diverse cultivar di castagno. In particolare, sono state considerate due varietà (Luetta e Leccardina) coltivate a due altitudini diverse (700 m s.l.m. e 1000 m s.l.m.). Dal punto di vista compositivo, è stato determinato il contenuto in grassi totali, proteine totali, polifenoli, steroli, amino acidi ed acidi grassi essenziali su farina. I genotipi sono stati studiati anche dal punto di vista morfologico, descrivendo l’albero, le foglie, i fiori e i frutti delle due cultivar alle diverse altitudini attraverso valutazione biometrica e descrittiva. I dati compositivi e morfologici sono stati analizzati mediante opportune tecniche statistiche di analisi multivariata. In questo modo è stato possibile stabilire l’influenza dell’altitudine sulla morfologia e sulla composizione chimica delle castagne. Da questo studio sono emerse significative differenze sia tra le due varietà, sia all’interno della stessa cultivar ad altitudine differente.
2012
Biologia Vegetale
Castanea sativa, lipidi,acidi grassi, amminoacidi, proteine, carboidrati, scheda verietale
chestnut biodiversity
flour chemical composition
Taro valley
Ceno valley
Fabbri, Andrea
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