Oggetto del presente lavoro è la relazione tra l’autonomia emotiva dai genitori e l’esperienza solitaria degli adolescenti. La tesi si articola in due sezioni, una di natura teorica e una di ricerca. Nella sezione teorica si presenta lo stato dell’arte degli studi sull’autonomia emotiva e sull’esperienza solitaria in adolescenza inquadrandoli all’interno della cornice concettuale del secondo processo di separazione/individuazione e nella tematica generale del processo di autonomizzazione dei giovani. L’analisi della letteratura mostra alcune controversie sorte dal modello originario di autonomia emotiva proposto da Steinberg e Silverberg (1986) relative sia alle proprietà psicometriche dello strumento di valutazione proposto dagli Autori (EAS – Emotional Autonomy Scale) sia alle associazioni tra autonomia emotiva e adattamento psicologico. La proposta di un nuovo modello di autonomia emotiva fatta da Beyers, Goossens, Van Calster, e Duriez (2005) ha attirato l’attenzione dei ricercatori interessati al dibattito internazionale sul tema noto come “detachment debate” (Silverberg & Gondoli, 1996). Tale modello rifocalizza l’attenzione sul processo di separazione degli adolescenti distinguendo tra una più adattiva Separazione e un più controverso Distacco dai genitori. Lo stato dell’arte degli studi sulla solitudine degli adolescenti, dall’altra parte, mostra come accanto a un filone di ricerche che considera la solitudine come una condizione “a rischio” stia prendendo piede anche una prospettiva più recente che considera la solitudine anche come possibile risorsa anche nel processo di separazione dalle figure genitoriali. In particolare questi ultimi studi hanno utilizzato metodologie multidimensionali che permettono di distinguere tra aspetti positivi e negativi dello stare soli. La seconda sezione della tesi è di pianificazione e di esecuzione metodologica. In questa parte si presentano i tre studi empirici condotti. Il primo studio è un contributo alla validazione italiana dell’Emotional Autonomy Scale (Steinberg & Silverberg, 1986) secondo il modello fattoriale di Beyers et al. (2005). Lo strumento è stato somministrato a un gruppo di 1223 partecipanti di età tra i 13 e i 20 anni del Nord e del Sud Italia. In primo luogo sono state confrontate tramite analisi fattoriale confermativa la struttura originaria a quattro fattori (Deidealizzazione genitoriale, Percezione dei genitori come persone, Non dipendenza dai genitori, Individuazione) di Steinberg e Silverberg (1986) e la struttura fattoriale con sette fattori di primo ordine (Deidealizzazione, Non dipendenza, Non imitazione, Privacy, Indifferenza percepita, Diffidenza e Alienazione percepita) e due fattori di secondo ordine (Separazione e Distacco) proposta da Beyers et al. (2005). I risultati mostrano che il modello fattoriale più recente mostra indici di Fit moderatamente migliori rispetto al modello originario. In secondo luogo sono state valutate le distribuzioni dei punteggi delle dimensioni del modello di autonomia emotiva rispetto al fattore genere e al fattore età. In questo caso i risultati hanno mostrato punteggi più alti di Separazione al crescere dell’età e punteggi più alti di Distacco per le fasce di età più basse. Non sono state riscontrate invece differenze significative tra maschi e femmine. Il secondo studio si è focalizzato in modo più diretto sul rapporto tra l’autonomia emotiva e l’esperienza solitaria dei giovani. Al gruppo di soggetti che ha partecipato alla standardizzazione dell’Emotional Autonomy Scale (Steinberg & Silverberg, 1986) nel contesto italiano sono stati somministrati due ulteriori strumenti per ottenere una valutazione multidimensionale dell’esperienza solitaria: il Louvain Loneliness Scale for Children and Adolescents (LLCA – Marcoen, Goossens, & Caes, 1987; versione italiana di Melotti, Corsano, Majorano, & Scarpuzzi, 2006) e il Frequency of and Autonomy for Solitary and Interpersonal Behavior (FASIB – Beiswenger, 2008). Quest’ultimo strumento, non essendo mai stato utilizzato nel contesto italiano, ha richiesto un’analisi preliminare che ha confermato le proprietà psicometriche originali. A questo punto si è passati a prendere in esame l’obiettivo principale del lavoro. In primo luogo sono state condotte delle analisi correlazionali che hanno mostrato una relazione tra entrambe le dimensioni dell’autonomia emotiva, la Separazione e il Distacco, e un maggiore sentimento di solitudine nei confronti dei genitori. In secondo luogo, sulla base di queste due dimensioni, sono stati costruiti cinque profili di autonomia emotiva (“non ancora separati”, “distaccati”, “tipici”, “separati” e “ambivalenti”) che hanno mostrato un’associazione tra la dimensione del Distacco e un alto sentimento di solitudine nei confronti dei pari. In ultima analisi è stato condotto un terzo studio di confronto tra un gruppo a sviluppo atipico (definito dalla presenza di condotte di abuso di sostanze stupefacenti) e il gruppo di adolescenti a sviluppo tipico, prendendo ancora una volta in esame le dimensioni dell’autonomia emotiva e dell’esperienza solitaria. I risultati hanno mostrato punteggi significativamente più alti di Separazione negli adolescenti a sviluppo tipico e punteggi significativamente più alti di Distacco negli adolescenti abusanti. Questi ultimi partecipanti hanno mostrato anche un sentimento di solitudine nei confronti dei pari più elevato. Le analisi condotte su questi dati mediante la curva ROC hanno evidenziato che le dimensioni della Separazione e del sentimento di solitudine sperimentato nei confronti dei pari permettono di discriminare tra i due gruppi. Nel complesso i dati presentati in questo lavoro permettono di confermare e al contempo di sviluppare ulteriormente il modello di autonomia emotiva adolescenziale proposto da Beyers at al. (2005). Se da un lato vengono confermate le dimensioni del costrutto preso in esame, dall’altro lato, i dati nel loro insieme chiariscono meglio le due tendenze del processo di separazione adolescenziale: una tendenza più tipica orientata alla separazione è connessa ad elevati sentimenti di solitudine nei confronti dei genitori che sono sperimentati come “prezzo per individuarsi” Csikszentmihalyi & Larson (1984, p. 187), e una tendenza più controversa orientata al distacco è associata a maggiore disagio ed è collegata ad elevati sentimenti di solitudine nei confronti dei pari.
L'autonomia emotiva in adolescenza. Separazione, individuazione e solitudine(2012 Mar 29).
L'autonomia emotiva in adolescenza. Separazione, individuazione e solitudine
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2012-03-29
Abstract
Oggetto del presente lavoro è la relazione tra l’autonomia emotiva dai genitori e l’esperienza solitaria degli adolescenti. La tesi si articola in due sezioni, una di natura teorica e una di ricerca. Nella sezione teorica si presenta lo stato dell’arte degli studi sull’autonomia emotiva e sull’esperienza solitaria in adolescenza inquadrandoli all’interno della cornice concettuale del secondo processo di separazione/individuazione e nella tematica generale del processo di autonomizzazione dei giovani. L’analisi della letteratura mostra alcune controversie sorte dal modello originario di autonomia emotiva proposto da Steinberg e Silverberg (1986) relative sia alle proprietà psicometriche dello strumento di valutazione proposto dagli Autori (EAS – Emotional Autonomy Scale) sia alle associazioni tra autonomia emotiva e adattamento psicologico. La proposta di un nuovo modello di autonomia emotiva fatta da Beyers, Goossens, Van Calster, e Duriez (2005) ha attirato l’attenzione dei ricercatori interessati al dibattito internazionale sul tema noto come “detachment debate” (Silverberg & Gondoli, 1996). Tale modello rifocalizza l’attenzione sul processo di separazione degli adolescenti distinguendo tra una più adattiva Separazione e un più controverso Distacco dai genitori. Lo stato dell’arte degli studi sulla solitudine degli adolescenti, dall’altra parte, mostra come accanto a un filone di ricerche che considera la solitudine come una condizione “a rischio” stia prendendo piede anche una prospettiva più recente che considera la solitudine anche come possibile risorsa anche nel processo di separazione dalle figure genitoriali. In particolare questi ultimi studi hanno utilizzato metodologie multidimensionali che permettono di distinguere tra aspetti positivi e negativi dello stare soli. La seconda sezione della tesi è di pianificazione e di esecuzione metodologica. In questa parte si presentano i tre studi empirici condotti. Il primo studio è un contributo alla validazione italiana dell’Emotional Autonomy Scale (Steinberg & Silverberg, 1986) secondo il modello fattoriale di Beyers et al. (2005). Lo strumento è stato somministrato a un gruppo di 1223 partecipanti di età tra i 13 e i 20 anni del Nord e del Sud Italia. In primo luogo sono state confrontate tramite analisi fattoriale confermativa la struttura originaria a quattro fattori (Deidealizzazione genitoriale, Percezione dei genitori come persone, Non dipendenza dai genitori, Individuazione) di Steinberg e Silverberg (1986) e la struttura fattoriale con sette fattori di primo ordine (Deidealizzazione, Non dipendenza, Non imitazione, Privacy, Indifferenza percepita, Diffidenza e Alienazione percepita) e due fattori di secondo ordine (Separazione e Distacco) proposta da Beyers et al. (2005). I risultati mostrano che il modello fattoriale più recente mostra indici di Fit moderatamente migliori rispetto al modello originario. In secondo luogo sono state valutate le distribuzioni dei punteggi delle dimensioni del modello di autonomia emotiva rispetto al fattore genere e al fattore età. In questo caso i risultati hanno mostrato punteggi più alti di Separazione al crescere dell’età e punteggi più alti di Distacco per le fasce di età più basse. Non sono state riscontrate invece differenze significative tra maschi e femmine. Il secondo studio si è focalizzato in modo più diretto sul rapporto tra l’autonomia emotiva e l’esperienza solitaria dei giovani. Al gruppo di soggetti che ha partecipato alla standardizzazione dell’Emotional Autonomy Scale (Steinberg & Silverberg, 1986) nel contesto italiano sono stati somministrati due ulteriori strumenti per ottenere una valutazione multidimensionale dell’esperienza solitaria: il Louvain Loneliness Scale for Children and Adolescents (LLCA – Marcoen, Goossens, & Caes, 1987; versione italiana di Melotti, Corsano, Majorano, & Scarpuzzi, 2006) e il Frequency of and Autonomy for Solitary and Interpersonal Behavior (FASIB – Beiswenger, 2008). Quest’ultimo strumento, non essendo mai stato utilizzato nel contesto italiano, ha richiesto un’analisi preliminare che ha confermato le proprietà psicometriche originali. A questo punto si è passati a prendere in esame l’obiettivo principale del lavoro. In primo luogo sono state condotte delle analisi correlazionali che hanno mostrato una relazione tra entrambe le dimensioni dell’autonomia emotiva, la Separazione e il Distacco, e un maggiore sentimento di solitudine nei confronti dei genitori. In secondo luogo, sulla base di queste due dimensioni, sono stati costruiti cinque profili di autonomia emotiva (“non ancora separati”, “distaccati”, “tipici”, “separati” e “ambivalenti”) che hanno mostrato un’associazione tra la dimensione del Distacco e un alto sentimento di solitudine nei confronti dei pari. In ultima analisi è stato condotto un terzo studio di confronto tra un gruppo a sviluppo atipico (definito dalla presenza di condotte di abuso di sostanze stupefacenti) e il gruppo di adolescenti a sviluppo tipico, prendendo ancora una volta in esame le dimensioni dell’autonomia emotiva e dell’esperienza solitaria. I risultati hanno mostrato punteggi significativamente più alti di Separazione negli adolescenti a sviluppo tipico e punteggi significativamente più alti di Distacco negli adolescenti abusanti. Questi ultimi partecipanti hanno mostrato anche un sentimento di solitudine nei confronti dei pari più elevato. Le analisi condotte su questi dati mediante la curva ROC hanno evidenziato che le dimensioni della Separazione e del sentimento di solitudine sperimentato nei confronti dei pari permettono di discriminare tra i due gruppi. Nel complesso i dati presentati in questo lavoro permettono di confermare e al contempo di sviluppare ulteriormente il modello di autonomia emotiva adolescenziale proposto da Beyers at al. (2005). Se da un lato vengono confermate le dimensioni del costrutto preso in esame, dall’altro lato, i dati nel loro insieme chiariscono meglio le due tendenze del processo di separazione adolescenziale: una tendenza più tipica orientata alla separazione è connessa ad elevati sentimenti di solitudine nei confronti dei genitori che sono sperimentati come “prezzo per individuarsi” Csikszentmihalyi & Larson (1984, p. 187), e una tendenza più controversa orientata al distacco è associata a maggiore disagio ed è collegata ad elevati sentimenti di solitudine nei confronti dei pari.| File | Dimensione | Formato | |
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