A partire dall’idea, ormai condivisa sia in ambito evolutivo che in ambito clinico, che la famiglia rappresenti un contesto relazionale significativo di crescita individuale, la presente tesi di dottorato si è proposta di indagare le eventuali relazioni tra le interazioni familiari e lo sviluppo delle competenze socio-emotive dei bambini in altri contesti e in particolare nelle relazioni con il gruppo di pari. Da una analisi della letteratura emerge che numerosi studi hanno indagato l’influenza genitoriale, in termini di espressività (Cumberland et al., 2003; Eisensberg, Valiente, Morris et al., 2003; Mc Dowel et al., 2002; Boyum, Parke, 1995) di stile interattivo (Cumberland et sl., 2003; MacDonald, Parke, 1984), di clima emotivo familiare (Denham, Mitchell-Copeland, Standberg, Auerbach, Blair, 1997), sullo sviluppo delle competenze socio-emotive dei bambini. Questi studi sono stati condotti principalmente su diadi: madre e figlio, padre e figlio, madre e padre. Nei pochi studi (Lukenheimer et al., 2007; Mc Dowel et al., 2002) in cui sono stati coinvolti il bambino ed entrambi i genitori sono state adottate categorie di analisi diadiche, vale a dire, nell’esplorazione delle relazioni e dei processi che si sviluppano tra padre, madre e figlio sono, stati adottati modelli di analisi che tendono ad inferire le proprietà del contesto triadico entro cui la genitorialità si esprime, attraverso l’osservazione e lo studio delle varie diadi che lo compongono (Fruggeri, 2002). Per quanto riguarda invece gli studi sulla genitorialità, sempre più, nel corso degli ultimi anni, a partire dal’idea che il bambino sia inserito in una dinamica relazionale complessa, alcuni studi sulla famiglia, hanno adottato una prospettiva triadica nell’analisi del contesto familiare (Byng-Hall, 1995; Fivaz-Depeursinge,Corboz-Warney, 1999; Fruggeri, 2005). Nello specifico, gli studi che hanno coinvolto famiglie con bambini piccoli (Fivaz-Depeursinge et al., 1999; Nadel, Tremblay-Leveau, 1999; Lindahl, Malik, 2006), hanno privilegiato lo studio delle modalità della famiglia di “stare” in una determinata situazione, vale a dire in una determinata configurazione, trascurando l’analisi dei processi messi in atto nel passaggio da una configurazione all’altra, microtransizione. L’analisi delle configurazioni mette in luce come i componenti di una famiglia si coordinano tra loro mentre sono coinvolti in una specifica situazione interattiva (ad esempio: come interagiscono mentre giocano insieme, oppure quando il padre e la bambina sono impegnati in qualche attività e la madre è presente ma non direttamente partecipe) (Fivaz-Depeursinge e Corboz-Warnery, 2000). La focalizzazione del concetto di microtransizioni, adattato da Breulin (1988), invece mette in evidenza come i componenti di una famiglia si coordinano per muoversi da un tipo di configurazione ad un’altra; mette cioè in luce il processo attraverso il quale decostruire una configurazione (madre e figlio discutono di un compito, mentre il padre assiste leggermente in disparte) e costruirne una nuova (il padre aiuta il figlio a fare il compito in questione mentre la madre assume una posizione periferica). Nello specifico, questo tipo di microtransizione si caratterizza come una serie di ristrutturazioni interattive repentine che si ripetono più volte nell’arco di una giornata, che hanno il carattere della reversibilità e che hanno a che vedere con il ruolo svolto da ciascun membro della famiglia all’interno dello spazio relazionale e interattivo del qui ed ora. Pertanto le microtransizioni, come le configurazioni, si rivelano essere occasioni preziose, quotidiane e ripetute di sviluppo di modalità interattive e relazionali che ciascun membro della famiglia, ed in particolare un bambino, possono utilizzare in altri ambiti relazionali, come il gruppo dei pari. A fronte di queste considerazioni, il progetto di ricerca si è articolato in tre studi nei quali è stata privilegiata la metodologia osservativa. Il primo si è focalizzato sullo studio delle interazioni familiare in triadi composte da padre, madre e bambino in età prescolare; in particolare, la ricerca ha previsto la messa a punto di un sistema di codifica per lo studio delle interazioni triadiche sia nei momenti di microtransizione sia durante le configurazioni in 34 triadi familiari. Il secondo ha previsto lo studio della competenza socio-emotiva dei bambini, appartenenti alle triadi familiari del precedente studio, nelle interazioni tra pari nella scuola dell’infanzia (24 bambini); in particolare, sono state integrate e confrontare diverse metodologie d’analisi (Test, osservazioni ecologiche) e differenti punti di vista (ricercatori, insegnanti). Nel terzo studio, infine, sono state indagate le relazioni tra il funzionamento familiare e le competenze socio emotive dei bambini, aspetti emergenti dagli studi precedenti. Dall’analisi dei risultati si delineano differenti profili di interazione e relazione familiare che si prestano ad interessanti riflessioni sia nell’ottica degli studi familiari che in relazione al comportamento dei bambini con i pari.
Famiglia e gruppo di pari: relazioni e connessioni. Studio delle interazioni triadiche tra padre-madre-bambino in età prescolare e delle competenze socio-emotive del bambino nella scuola dell’infanzia / Venturelli, E.. - (2011 Mar).
Famiglia e gruppo di pari: relazioni e connessioni. Studio delle interazioni triadiche tra padre-madre-bambino in età prescolare e delle competenze socio-emotive del bambino nella scuola dell’infanzia.
VENTURELLI, Elena
2011-03-01
Abstract
A partire dall’idea, ormai condivisa sia in ambito evolutivo che in ambito clinico, che la famiglia rappresenti un contesto relazionale significativo di crescita individuale, la presente tesi di dottorato si è proposta di indagare le eventuali relazioni tra le interazioni familiari e lo sviluppo delle competenze socio-emotive dei bambini in altri contesti e in particolare nelle relazioni con il gruppo di pari. Da una analisi della letteratura emerge che numerosi studi hanno indagato l’influenza genitoriale, in termini di espressività (Cumberland et al., 2003; Eisensberg, Valiente, Morris et al., 2003; Mc Dowel et al., 2002; Boyum, Parke, 1995) di stile interattivo (Cumberland et sl., 2003; MacDonald, Parke, 1984), di clima emotivo familiare (Denham, Mitchell-Copeland, Standberg, Auerbach, Blair, 1997), sullo sviluppo delle competenze socio-emotive dei bambini. Questi studi sono stati condotti principalmente su diadi: madre e figlio, padre e figlio, madre e padre. Nei pochi studi (Lukenheimer et al., 2007; Mc Dowel et al., 2002) in cui sono stati coinvolti il bambino ed entrambi i genitori sono state adottate categorie di analisi diadiche, vale a dire, nell’esplorazione delle relazioni e dei processi che si sviluppano tra padre, madre e figlio sono, stati adottati modelli di analisi che tendono ad inferire le proprietà del contesto triadico entro cui la genitorialità si esprime, attraverso l’osservazione e lo studio delle varie diadi che lo compongono (Fruggeri, 2002). Per quanto riguarda invece gli studi sulla genitorialità, sempre più, nel corso degli ultimi anni, a partire dal’idea che il bambino sia inserito in una dinamica relazionale complessa, alcuni studi sulla famiglia, hanno adottato una prospettiva triadica nell’analisi del contesto familiare (Byng-Hall, 1995; Fivaz-Depeursinge,Corboz-Warney, 1999; Fruggeri, 2005). Nello specifico, gli studi che hanno coinvolto famiglie con bambini piccoli (Fivaz-Depeursinge et al., 1999; Nadel, Tremblay-Leveau, 1999; Lindahl, Malik, 2006), hanno privilegiato lo studio delle modalità della famiglia di “stare” in una determinata situazione, vale a dire in una determinata configurazione, trascurando l’analisi dei processi messi in atto nel passaggio da una configurazione all’altra, microtransizione. L’analisi delle configurazioni mette in luce come i componenti di una famiglia si coordinano tra loro mentre sono coinvolti in una specifica situazione interattiva (ad esempio: come interagiscono mentre giocano insieme, oppure quando il padre e la bambina sono impegnati in qualche attività e la madre è presente ma non direttamente partecipe) (Fivaz-Depeursinge e Corboz-Warnery, 2000). La focalizzazione del concetto di microtransizioni, adattato da Breulin (1988), invece mette in evidenza come i componenti di una famiglia si coordinano per muoversi da un tipo di configurazione ad un’altra; mette cioè in luce il processo attraverso il quale decostruire una configurazione (madre e figlio discutono di un compito, mentre il padre assiste leggermente in disparte) e costruirne una nuova (il padre aiuta il figlio a fare il compito in questione mentre la madre assume una posizione periferica). Nello specifico, questo tipo di microtransizione si caratterizza come una serie di ristrutturazioni interattive repentine che si ripetono più volte nell’arco di una giornata, che hanno il carattere della reversibilità e che hanno a che vedere con il ruolo svolto da ciascun membro della famiglia all’interno dello spazio relazionale e interattivo del qui ed ora. Pertanto le microtransizioni, come le configurazioni, si rivelano essere occasioni preziose, quotidiane e ripetute di sviluppo di modalità interattive e relazionali che ciascun membro della famiglia, ed in particolare un bambino, possono utilizzare in altri ambiti relazionali, come il gruppo dei pari. A fronte di queste considerazioni, il progetto di ricerca si è articolato in tre studi nei quali è stata privilegiata la metodologia osservativa. Il primo si è focalizzato sullo studio delle interazioni familiare in triadi composte da padre, madre e bambino in età prescolare; in particolare, la ricerca ha previsto la messa a punto di un sistema di codifica per lo studio delle interazioni triadiche sia nei momenti di microtransizione sia durante le configurazioni in 34 triadi familiari. Il secondo ha previsto lo studio della competenza socio-emotiva dei bambini, appartenenti alle triadi familiari del precedente studio, nelle interazioni tra pari nella scuola dell’infanzia (24 bambini); in particolare, sono state integrate e confrontare diverse metodologie d’analisi (Test, osservazioni ecologiche) e differenti punti di vista (ricercatori, insegnanti). Nel terzo studio, infine, sono state indagate le relazioni tra il funzionamento familiare e le competenze socio emotive dei bambini, aspetti emergenti dagli studi precedenti. Dall’analisi dei risultati si delineano differenti profili di interazione e relazione familiare che si prestano ad interessanti riflessioni sia nell’ottica degli studi familiari che in relazione al comportamento dei bambini con i pari.| File | Dimensione | Formato | |
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