Studi precedenti svolti nel nostro laboratorio hanno mostrato che l’interazione tra lecitina e chitosano nella proporzione 20:1 portava alla formazione di nanoparticelle (NCL). Questi nanosistemi lecitina/chitosano possiedono caratteristiche di dimensione e carica superficiale che potrebbero essere particolarmente adatte alla veicolazione transmucosale dei farmaci. Lo scopo di questo progetto è stato quello di studiare nanoparticelle (NCL) caricate con tamoxifene (TAM), con l’obiettivo di produrre una formulazione adatta alla somministrazione orale. L’idea è stata quella di veicolare le nanoparticelle in microparticelle costituenti una polvere che al contatto con fluidi biologici restituissero il sistema colloidale di partenza. La presenza di nanoparticelle potrebbe consentire al farmaco di migliorare la propria biodisponibilità e ridurre la variabilità interpaziente, aumentandone cosi l’efficacia terapeutica e diminuendone gli effetti tossici. Innanzitutto è stato studiato il comportamento di rilascio del farmaco dal sistema NCL-TAM in differenti condizioni: fluido gastrico simulato, fluido intestinale simulato con e senza enzimi. Come enzimi sono stati scelti lipasi e lisozima, capaci di degradare in modo selettivo i componenti delle nanoparticelle. Il sistema colloidale prodotto caricato con l’antitumorale è stato anche studiato dal punto di vista della citotossicità su cellule di carcinoma mammario sensibili al tamoxifene (MCF7). L’uptake cellulare da parte di cellule di carcinoma del colon usate come modello dell’epitelio intestinale (CaCo-2) è stato altresì detrminato. Inoltre è stato condotto uno studio ex vivo su intestino di ratto per studiare la capacità del farmaco di passare attraverso la membrana intestinale quando somministrato sotto forma di nanoparticelle. In questi esperimenti è stata anche valutata l’incidenza della bioadesione del sistema nanoparticellare alla mucosa intestinale, sul passaggio del farmaco. Infine, è stata realizzata una polvere atta alla somministrazione orale costituita da microparticelle cariche di nanoparticelle. Dapprima è stato studiato il comportamento del sistema NCL-TAM con alcuni eccipienti idrofili, come α–ciclodestrina, β–ciclodestrina, maltodestrina e trealosio; in seguito si è passati alla produzione di polveri, mediante una tecnica di essicamento spray. Queste polveri sono costituite da microparticelle idrofile caricate con nanoparticelle veicolanti tamoxifene. Infine le microparticelle ottenute sono state caratterizzate per quanto riguarda le dimensioni, morfologia e comportamento in fluidi biologici simulati.
Veicolazione di farmaci antitumorali in sistemi a rilascio controllato per terapie innovative dei tumori(2011 Apr 14).
Veicolazione di farmaci antitumorali in sistemi a rilascio controllato per terapie innovative dei tumori
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2011-04-14
Abstract
Studi precedenti svolti nel nostro laboratorio hanno mostrato che l’interazione tra lecitina e chitosano nella proporzione 20:1 portava alla formazione di nanoparticelle (NCL). Questi nanosistemi lecitina/chitosano possiedono caratteristiche di dimensione e carica superficiale che potrebbero essere particolarmente adatte alla veicolazione transmucosale dei farmaci. Lo scopo di questo progetto è stato quello di studiare nanoparticelle (NCL) caricate con tamoxifene (TAM), con l’obiettivo di produrre una formulazione adatta alla somministrazione orale. L’idea è stata quella di veicolare le nanoparticelle in microparticelle costituenti una polvere che al contatto con fluidi biologici restituissero il sistema colloidale di partenza. La presenza di nanoparticelle potrebbe consentire al farmaco di migliorare la propria biodisponibilità e ridurre la variabilità interpaziente, aumentandone cosi l’efficacia terapeutica e diminuendone gli effetti tossici. Innanzitutto è stato studiato il comportamento di rilascio del farmaco dal sistema NCL-TAM in differenti condizioni: fluido gastrico simulato, fluido intestinale simulato con e senza enzimi. Come enzimi sono stati scelti lipasi e lisozima, capaci di degradare in modo selettivo i componenti delle nanoparticelle. Il sistema colloidale prodotto caricato con l’antitumorale è stato anche studiato dal punto di vista della citotossicità su cellule di carcinoma mammario sensibili al tamoxifene (MCF7). L’uptake cellulare da parte di cellule di carcinoma del colon usate come modello dell’epitelio intestinale (CaCo-2) è stato altresì detrminato. Inoltre è stato condotto uno studio ex vivo su intestino di ratto per studiare la capacità del farmaco di passare attraverso la membrana intestinale quando somministrato sotto forma di nanoparticelle. In questi esperimenti è stata anche valutata l’incidenza della bioadesione del sistema nanoparticellare alla mucosa intestinale, sul passaggio del farmaco. Infine, è stata realizzata una polvere atta alla somministrazione orale costituita da microparticelle cariche di nanoparticelle. Dapprima è stato studiato il comportamento del sistema NCL-TAM con alcuni eccipienti idrofili, come α–ciclodestrina, β–ciclodestrina, maltodestrina e trealosio; in seguito si è passati alla produzione di polveri, mediante una tecnica di essicamento spray. Queste polveri sono costituite da microparticelle idrofile caricate con nanoparticelle veicolanti tamoxifene. Infine le microparticelle ottenute sono state caratterizzate per quanto riguarda le dimensioni, morfologia e comportamento in fluidi biologici simulati.| File | Dimensione | Formato | |
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