Le aree di transizione sono sistemi naturali d’interfaccia di elevato valore ecologico, strettamente connessi agli ambienti adiacenti tramite flussi di materia ed energia. Tuttavia, la conoscenza dei meccanismi e degli effetti innescati dalla connettività tra sistemi adiacenti risulta ancora alquanto limitata, specialmente per quanto concerne il ruolo del biota. La grande eterogeneità e la complessità delle aree di transizione rende, inoltre, impossibile una generalizzazione ed implica pertanto la scelta di oculate ipotesi e adeguate tecniche d’indagine in grado di comprendere le dinamiche che si innescano nelle diverse realtà ecologiche. Al fine di valutare il ruolo dei fattori biotici come potenziale veicolo di materia organica, nutrienti e contaminanti tra sistemi adiacenti di diverse aree di transizione, nell’ambito di questa tesi di dottorato, sono state scelte due diverse aree di studio, una mediterranea, i laghetti di Marinello (Sicilia, Italia), ed una tropicale, Gazi Bay (Mombasa, Kenya), che rappresentano modelli di aree indipendenti in cui testare le ipotesi ecologiche. Attraverso l’uso congiunto di diversi approcci, quali lo studio del trofismo di acque e sedimenti, dei marker trofici e dei contaminanti ambientali, è stato possibile indagare gli obiettivi specifici scelti in relazione alle diverse peculiarità e dinamiche ecologiche delle aree di studio. Nell’area mediterranea dei laghetti di Marinello (Sicilia, Italia) la struttura ed il funzionamento dei vari laghetti sono risultati profondamente influenzati dalla presenza di una colonia di gabbiani che rappresenta un’importante fonte di input alloctoni (guano). Nelle stazioni maggiormente interessate dall’influenza dell’input aviario sono stati osservati un incremento della produttività primaria e del carico organico, bassi livelli di diversità delle comunità macrobentoniche con la dominanza di specie opportuniste, una struttura trofica complessivamente orientata verso l’uso del fitoplancton rispetto al fitobenthos ed elevati livelli di contaminazione ambientale. Nell’area tropicale di Gazi Bay (Mombasa, Kenya) è emersa una notevole importanza degli habitat di back-reef come aree di alimentazione e nascondiglio per i giovanili di specie ittiche piuttosto che l’habitat a mangrovie, più importante, invece, come feeding ground per gli adulti. Diverse specie, tra le più importanti economicamente, hanno inoltre dato indicazioni, specialmente nella fase adulta, di effettuare migrazioni alimentari e/o ontogenetiche tra le mangrovie ed il coral reef supportando così alti livelli di connettività inter-habitat. Mentre in letteratura è assodato il ruolo delle forzanti abiotiche nell’influenzare le dinamiche ecosistemiche costiere, dalla presente tesi emerge che nelle aree di transizione i fattori biotici giocano un forte ruolo nel connettere i sistemi adiacenti, secondo modalità strettamente legate alle caratteristiche intrinseche dei relativi sistemi, ma le cui conseguenze si ripercuotono comunque sui processi trofici e più in generale ecosistemici.
Interconnessioni trofiche mediate da fattori biotici in aree di transizione / Signa, G.. - (2011 Mar 03).
Interconnessioni trofiche mediate da fattori biotici in aree di transizione
SIGNA, GERALDINA
2011-03-03
Abstract
Le aree di transizione sono sistemi naturali d’interfaccia di elevato valore ecologico, strettamente connessi agli ambienti adiacenti tramite flussi di materia ed energia. Tuttavia, la conoscenza dei meccanismi e degli effetti innescati dalla connettività tra sistemi adiacenti risulta ancora alquanto limitata, specialmente per quanto concerne il ruolo del biota. La grande eterogeneità e la complessità delle aree di transizione rende, inoltre, impossibile una generalizzazione ed implica pertanto la scelta di oculate ipotesi e adeguate tecniche d’indagine in grado di comprendere le dinamiche che si innescano nelle diverse realtà ecologiche. Al fine di valutare il ruolo dei fattori biotici come potenziale veicolo di materia organica, nutrienti e contaminanti tra sistemi adiacenti di diverse aree di transizione, nell’ambito di questa tesi di dottorato, sono state scelte due diverse aree di studio, una mediterranea, i laghetti di Marinello (Sicilia, Italia), ed una tropicale, Gazi Bay (Mombasa, Kenya), che rappresentano modelli di aree indipendenti in cui testare le ipotesi ecologiche. Attraverso l’uso congiunto di diversi approcci, quali lo studio del trofismo di acque e sedimenti, dei marker trofici e dei contaminanti ambientali, è stato possibile indagare gli obiettivi specifici scelti in relazione alle diverse peculiarità e dinamiche ecologiche delle aree di studio. Nell’area mediterranea dei laghetti di Marinello (Sicilia, Italia) la struttura ed il funzionamento dei vari laghetti sono risultati profondamente influenzati dalla presenza di una colonia di gabbiani che rappresenta un’importante fonte di input alloctoni (guano). Nelle stazioni maggiormente interessate dall’influenza dell’input aviario sono stati osservati un incremento della produttività primaria e del carico organico, bassi livelli di diversità delle comunità macrobentoniche con la dominanza di specie opportuniste, una struttura trofica complessivamente orientata verso l’uso del fitoplancton rispetto al fitobenthos ed elevati livelli di contaminazione ambientale. Nell’area tropicale di Gazi Bay (Mombasa, Kenya) è emersa una notevole importanza degli habitat di back-reef come aree di alimentazione e nascondiglio per i giovanili di specie ittiche piuttosto che l’habitat a mangrovie, più importante, invece, come feeding ground per gli adulti. Diverse specie, tra le più importanti economicamente, hanno inoltre dato indicazioni, specialmente nella fase adulta, di effettuare migrazioni alimentari e/o ontogenetiche tra le mangrovie ed il coral reef supportando così alti livelli di connettività inter-habitat. Mentre in letteratura è assodato il ruolo delle forzanti abiotiche nell’influenzare le dinamiche ecosistemiche costiere, dalla presente tesi emerge che nelle aree di transizione i fattori biotici giocano un forte ruolo nel connettere i sistemi adiacenti, secondo modalità strettamente legate alle caratteristiche intrinseche dei relativi sistemi, ma le cui conseguenze si ripercuotono comunque sui processi trofici e più in generale ecosistemici.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


