La presente tesi di dottorato ha come oggetto la caratterizzazione ecologica degli ambienti sorgentizi e lotici dell’alto Appennino parmense, e rappresenta inoltre il primo studio sistematico sull’ecologia delle sorgenti condotto nell’Appennino settentrionale. Le sorgenti rivestono un ruolo di grande importanza dal punto di vista ecologico e conservazionistico; tuttavia, nel complesso risultano poco studiate rispetto ad altri ambienti di acque correnti quali fiumi e laghi. Nel presente lavoro viene effettuato un censimento di diverse sorgenti presenti nella porzione sudorientale della provincia di Parma (Val Parma, Val Cedra, Val Bratica), attraverso l’acquisizione della loro localizzazione geografica ed effettuando una caratterizzazione morfologica, idrochimica e biologica. Le comunità ad invertebrati di sorgente sono state campionate attraverso metodologie (trappole, retini da drift, lavaggio di muschi) scelte opportunamente a seconda dei microhabitat presenti, efficienti ma al tempo stesso rispettose della fragilità intrinseca di questi ambienti. I campionamenti hanno consentito di identificare le comunità biologiche di invertebrati di sorgente, rappresentate prevalentemente da meiofauna e, in misura minore, da macroinvertebrati. La biodiversità dei popolamenti è risultata essere particolarmente elevata, ed addirittura superiore a quella riportata in ricerche su sorgenti di altre aree geografiche italiane; gli studi hanno inoltre consentito di ampliare gli areali di distribuzione di diversi organismi sorgentizi. Gli ambienti lotici indagati sono rappresentati dal tratto montano del torrente Parma e da alcuni suoi tributari di basso ordine. La maggior parte di questi corsi d’acqua si trova in condizioni pressoché naturali; alcuni tratti fluviali sono invece interessati dalla presenza di centrali idroelettriche e relative opere di captazione e reimmissione. I torrenti sono stati caratterizzati dal punto di vista morfologico, idrochimico e biologico; quest’ultimo aspetto ha riguardato lo studio sia delle comunità di meiofauna che di macroinvertebrati. Le indagini hanno consentito di caratterizzare in modo approfondito le comunità ad invertebrati, delle quali la meiofauna rappresenta una componente importante sebbene spesso trascurata dalle ricerche ecologiche in ambienti ad acque correnti. Sono risultati evidenti gli impatti delle attività connesse alla produzione idroelettrica, che influenzano sia quantitativamente che qualitativamente le comunità bentoniche presenti. Lo studio approfondito dell’andamento del drift, eseguito su un ciclo di 24 ore, ha consentito inoltre di identificare le normali dinamiche giornaliere di tale fenomeno e le conseguenze degli improvvisi aumenti di portata causati dalle reimmissioni di acque turbinate (hydropeaking) su densità e composizione tassonomica degli invertebrati driftati. Il lavoro ha consentito un approfondimento delle conoscenze riguardanti ambienti tradizionalmente considerati ‘minori’ e pertanto oggetto, nel loro complesso, di scarse ricerche ecologiche. Il ritrovamento di specie e biotopi di particolare pregio impone l’adozione di misure di gestione e tutela alla luce del sempre maggiore impatto delle attività umane, sia dirette che indirette, su ambienti acquatici tendenzialmente considerati di marginale importanza ma depositari di biodiversità ed importanti servizi ecosistemici, quali la conservazione della qualità idrica, il mantenimento della diversità biologica, la ricarica delle falde, la ritenzione di nutrienti, la regolazione delle piene e del trasporto di soluti e sostanza organica.

Indagini ecologiche su sorgenti e headwaters dell'alto Appennino parmense / Bottazzi, E.. - (2010 Mar 09).

Indagini ecologiche su sorgenti e headwaters dell'alto Appennino parmense

BOTTAZZI, ELISA
2010-03-09

Abstract

La presente tesi di dottorato ha come oggetto la caratterizzazione ecologica degli ambienti sorgentizi e lotici dell’alto Appennino parmense, e rappresenta inoltre il primo studio sistematico sull’ecologia delle sorgenti condotto nell’Appennino settentrionale. Le sorgenti rivestono un ruolo di grande importanza dal punto di vista ecologico e conservazionistico; tuttavia, nel complesso risultano poco studiate rispetto ad altri ambienti di acque correnti quali fiumi e laghi. Nel presente lavoro viene effettuato un censimento di diverse sorgenti presenti nella porzione sudorientale della provincia di Parma (Val Parma, Val Cedra, Val Bratica), attraverso l’acquisizione della loro localizzazione geografica ed effettuando una caratterizzazione morfologica, idrochimica e biologica. Le comunità ad invertebrati di sorgente sono state campionate attraverso metodologie (trappole, retini da drift, lavaggio di muschi) scelte opportunamente a seconda dei microhabitat presenti, efficienti ma al tempo stesso rispettose della fragilità intrinseca di questi ambienti. I campionamenti hanno consentito di identificare le comunità biologiche di invertebrati di sorgente, rappresentate prevalentemente da meiofauna e, in misura minore, da macroinvertebrati. La biodiversità dei popolamenti è risultata essere particolarmente elevata, ed addirittura superiore a quella riportata in ricerche su sorgenti di altre aree geografiche italiane; gli studi hanno inoltre consentito di ampliare gli areali di distribuzione di diversi organismi sorgentizi. Gli ambienti lotici indagati sono rappresentati dal tratto montano del torrente Parma e da alcuni suoi tributari di basso ordine. La maggior parte di questi corsi d’acqua si trova in condizioni pressoché naturali; alcuni tratti fluviali sono invece interessati dalla presenza di centrali idroelettriche e relative opere di captazione e reimmissione. I torrenti sono stati caratterizzati dal punto di vista morfologico, idrochimico e biologico; quest’ultimo aspetto ha riguardato lo studio sia delle comunità di meiofauna che di macroinvertebrati. Le indagini hanno consentito di caratterizzare in modo approfondito le comunità ad invertebrati, delle quali la meiofauna rappresenta una componente importante sebbene spesso trascurata dalle ricerche ecologiche in ambienti ad acque correnti. Sono risultati evidenti gli impatti delle attività connesse alla produzione idroelettrica, che influenzano sia quantitativamente che qualitativamente le comunità bentoniche presenti. Lo studio approfondito dell’andamento del drift, eseguito su un ciclo di 24 ore, ha consentito inoltre di identificare le normali dinamiche giornaliere di tale fenomeno e le conseguenze degli improvvisi aumenti di portata causati dalle reimmissioni di acque turbinate (hydropeaking) su densità e composizione tassonomica degli invertebrati driftati. Il lavoro ha consentito un approfondimento delle conoscenze riguardanti ambienti tradizionalmente considerati ‘minori’ e pertanto oggetto, nel loro complesso, di scarse ricerche ecologiche. Il ritrovamento di specie e biotopi di particolare pregio impone l’adozione di misure di gestione e tutela alla luce del sempre maggiore impatto delle attività umane, sia dirette che indirette, su ambienti acquatici tendenzialmente considerati di marginale importanza ma depositari di biodiversità ed importanti servizi ecosistemici, quali la conservazione della qualità idrica, il mantenimento della diversità biologica, la ricarica delle falde, la ritenzione di nutrienti, la regolazione delle piene e del trasporto di soluti e sostanza organica.
9-mar-2010
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