Il rapporto ISTAT 2009 su Università e Lavoro presenta i dati di mortalità studentesca sulle lauree triennali introdotte con la riforma dei cicli universitari (DM 509/1999). I risultati sembrano suggerire, nonostante una diminuzione dei ritiri nel passaggio dal primo al secondo anno, una percentuale sostanzialmente identica di matricole che riescono a raggiungere la Laurea. Sembrano, pertanto, ancora valide le considerazioni fatte nella seconda metà degli anni ’90 (si veda, a titolo di esempio, Giossi e Bertani, 1997), da una parte sulla necessità del numero programmato, dall’altra sui limiti delle prove di selezione nei diversi Atenei. Questi stessi problemi sono stati rilevati, con una precedente ricerca (Pinelli, Pelosi, Michelini, Tonarelli, 2009), anche nel Corso di Laurea Triennale della Facoltà di Psicologia di Parma, dove la valutazione della validità predittiva delle prove di selezione utilizzate non ha fornito risultati soddisfacenti, pur all’interno di un percorso accademico che evidenzia una sua coerenza interna. L’attenzione del presente contributo si è quindi spostata sull’indagine di costrutti alternativi, considerati importanti in letteratura ai fini dell’apprendimento, come personalità, autoefficacia nello studio, apprendimento superficiale, stress, coping e abilità di problem solving, con la finalità di indagare il rapporto tra la loro valutazione nel primo periodo successivo all’iscrizione e il rendimento accademico negli anni. Ad un campione complessivo di 867 matricole iscritte all’anno accademico 2008/2009 sono stati somministrati il Big Five Observer (BFO: Caprara, Barbaranelli e Borgogni, 1994), il Questionario sui Processi di Apprendimento (QPA: Poláček, 2005), il Problem Solving Inventory (PSI: Soresi, 1988), il Coping Inventory for Stressfull Situations (CISS-S-2: Endler e Parker, 1999), il Motivated Strategies for Learning Questionnaire (MSLQ: Pintrich e De Groot, 1990) e la Measure du Stress Psychologique (MSP: Lemyre, Tessier e Fillion, 1990). Gli strumenti hanno mostrato una consistenza interna soddisfacente e una buona validità concorrente e discriminante. Sembrano, tuttavia, emergere dubbi sui costrutti indagati, che si dimostrano scarsamente predittivi rispetto al rendimento accademico del I anno.
Predire le abilità accademiche e il rendimento universitario. Una sfida possibile? / Michelini, G.. - (2010 Mar).
Predire le abilità accademiche e il rendimento universitario. Una sfida possibile?
MICHELINI, Giovanni
2010-03-01
Abstract
Il rapporto ISTAT 2009 su Università e Lavoro presenta i dati di mortalità studentesca sulle lauree triennali introdotte con la riforma dei cicli universitari (DM 509/1999). I risultati sembrano suggerire, nonostante una diminuzione dei ritiri nel passaggio dal primo al secondo anno, una percentuale sostanzialmente identica di matricole che riescono a raggiungere la Laurea. Sembrano, pertanto, ancora valide le considerazioni fatte nella seconda metà degli anni ’90 (si veda, a titolo di esempio, Giossi e Bertani, 1997), da una parte sulla necessità del numero programmato, dall’altra sui limiti delle prove di selezione nei diversi Atenei. Questi stessi problemi sono stati rilevati, con una precedente ricerca (Pinelli, Pelosi, Michelini, Tonarelli, 2009), anche nel Corso di Laurea Triennale della Facoltà di Psicologia di Parma, dove la valutazione della validità predittiva delle prove di selezione utilizzate non ha fornito risultati soddisfacenti, pur all’interno di un percorso accademico che evidenzia una sua coerenza interna. L’attenzione del presente contributo si è quindi spostata sull’indagine di costrutti alternativi, considerati importanti in letteratura ai fini dell’apprendimento, come personalità, autoefficacia nello studio, apprendimento superficiale, stress, coping e abilità di problem solving, con la finalità di indagare il rapporto tra la loro valutazione nel primo periodo successivo all’iscrizione e il rendimento accademico negli anni. Ad un campione complessivo di 867 matricole iscritte all’anno accademico 2008/2009 sono stati somministrati il Big Five Observer (BFO: Caprara, Barbaranelli e Borgogni, 1994), il Questionario sui Processi di Apprendimento (QPA: Poláček, 2005), il Problem Solving Inventory (PSI: Soresi, 1988), il Coping Inventory for Stressfull Situations (CISS-S-2: Endler e Parker, 1999), il Motivated Strategies for Learning Questionnaire (MSLQ: Pintrich e De Groot, 1990) e la Measure du Stress Psychologique (MSP: Lemyre, Tessier e Fillion, 1990). Gli strumenti hanno mostrato una consistenza interna soddisfacente e una buona validità concorrente e discriminante. Sembrano, tuttavia, emergere dubbi sui costrutti indagati, che si dimostrano scarsamente predittivi rispetto al rendimento accademico del I anno.| File | Dimensione | Formato | |
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