Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità nel mondo ed elevati livelli plasmatici di colesterolo sono uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare. Studi epidemiologici e trials clinici hanno dimostrato che cambiamenti nello stile di vita, in primis la dieta, possono contribuire positivamente alla prevenzione cardiovascolare. Le proprietà cardioprotettive degli acidi grassi omega 3, acidi eicosapentenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA), sono ampiamente documentate sia nell’uomo che in modelli animali. Le fonti principali di EPA e DHA sono il pesce e l’olio di pesce; nei paesi industrializzati il consumo di pesce è tuttavia limitato e fonti alternative di EPA e DHA sono necessarie. L’acido alfa-linolenico (ALA) è il precursore metabolico di EPA e DHA ed è l’acido grasso omega 3 più abbondante nella dieta dei paesi industrializzati. Questo lavoro di tesi è stato mirato allo studio del potenziale ipocolesterolemico e ateroprotettivo dell’ALA in un modello murino di aterosclerosi. I nostri dati indicano che l'ALA è capace di limitare l’accumulo plasmatico ed epatico di colesterolo quando confrontato con acidi grassi monoinsaturi (acido oleico). L’ALA si accumula nei lipidi neutrali, quali colesterolo estere e trigliceridi, mentre il suo metabolita EPA nei fosfolipidi. Successivamente abbiamo valutato se il potenziale ipocolesterolemico dell’ALA e l’arricchimento dei fosfolipidi con EPA si traducessero in ateroprotezione. Diete ricche in ALA sono state confrontate con diete ricche in acido oleico e olio di pesce. L’ALA, pur arricchendo sia i lipidi plasmatici ed epatici con EPA e DHA, non ha alterato il metabolismo del colesterolo così efficacemente quanto l’EPA e il DHA provenienti dall’olio di pesce. In questo lavoro di ricerca abbiamo confrontato in modo diretto l’EPA e il DHA di origine esogena (olio di pesce) con quelli sintetizzati per via endogena dall’ALA e abbiamo dimostrato che non tutti gli acidi grassi omega 3 sono ugualmente protettivi in un modello murino di aterosclerosi.

Acidi grassi polinsaturi omega 3: modulazione del metabolismo del colesterolo / Degirolamo, C.. - (2010).

Acidi grassi polinsaturi omega 3: modulazione del metabolismo del colesterolo

DEGIROLAMO, CHIARA
2010-01-01

Abstract

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità nel mondo ed elevati livelli plasmatici di colesterolo sono uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare. Studi epidemiologici e trials clinici hanno dimostrato che cambiamenti nello stile di vita, in primis la dieta, possono contribuire positivamente alla prevenzione cardiovascolare. Le proprietà cardioprotettive degli acidi grassi omega 3, acidi eicosapentenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA), sono ampiamente documentate sia nell’uomo che in modelli animali. Le fonti principali di EPA e DHA sono il pesce e l’olio di pesce; nei paesi industrializzati il consumo di pesce è tuttavia limitato e fonti alternative di EPA e DHA sono necessarie. L’acido alfa-linolenico (ALA) è il precursore metabolico di EPA e DHA ed è l’acido grasso omega 3 più abbondante nella dieta dei paesi industrializzati. Questo lavoro di tesi è stato mirato allo studio del potenziale ipocolesterolemico e ateroprotettivo dell’ALA in un modello murino di aterosclerosi. I nostri dati indicano che l'ALA è capace di limitare l’accumulo plasmatico ed epatico di colesterolo quando confrontato con acidi grassi monoinsaturi (acido oleico). L’ALA si accumula nei lipidi neutrali, quali colesterolo estere e trigliceridi, mentre il suo metabolita EPA nei fosfolipidi. Successivamente abbiamo valutato se il potenziale ipocolesterolemico dell’ALA e l’arricchimento dei fosfolipidi con EPA si traducessero in ateroprotezione. Diete ricche in ALA sono state confrontate con diete ricche in acido oleico e olio di pesce. L’ALA, pur arricchendo sia i lipidi plasmatici ed epatici con EPA e DHA, non ha alterato il metabolismo del colesterolo così efficacemente quanto l’EPA e il DHA provenienti dall’olio di pesce. In questo lavoro di ricerca abbiamo confrontato in modo diretto l’EPA e il DHA di origine esogena (olio di pesce) con quelli sintetizzati per via endogena dall’ALA e abbiamo dimostrato che non tutti gli acidi grassi omega 3 sono ugualmente protettivi in un modello murino di aterosclerosi.
2010
Farmacologia e Tossicologia Sperimentali
acidi grassi
dieta
aterosclerosi
colesterolo
lipoproteine
lipoproteins
cholesterol
fatty acids
atherosclerosis
diet
Bernini, Franco
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