Il polmone rappresenta l’organo bersaglio di numerose sostanze tossiche aerodisperse, che rivestono un ruolo chiave nella patogenesi della maggior parte delle patologie polmonari. Nonostante per alcune di esse siano noti specifici fattori di rischio, le attività di prevenzione primaria da sole non sono sufficienti a limitarne la diffusione. È quindi necessario attuare adeguate misure di prevenzione secondaria per la diagnosi delle malattie in fase iniziale, aumentando l’efficacia dei trattamenti terapeutici e le possibilità di guarigione. La diagnosi precoce è resa difficoltosa dal fatto che all’esordio i sintomi iniziali sono per lo più sfumati ed aspecifici. Un approccio non invasivo per lo studio dei meccanismi fisiopatologici alla base delle patologie polmonari, permette di individuare e studiare indicatori biologici di varia natura (dose, effetto e suscettibilità) in diversi contesti clinici e potrebbe affiancare le tradizionali metodiche cliniche strumentali per un più specifico approccio diagnostico. In questa tesi, sono presentate alcune applicazioni: quantificazione di indicatori di perossidazione lipidica nell’aria esalata di soggetti con tumore polmonare non a piccole cellule, quantificazione di elementi metallici nel condensato dell’aria esalata di soggetti con bronco-pneumopatia cronica ostruttiva prima e dopo un episodio di riacutizzazione ed in soggetti affetti da pneumopatie interstiziali. Il fattore che accomuna tutti e tre gli studi è la difficoltà nel definire un singolo biomarcatore sufficientemente sensibile e specifico per distinguere non solo i malati dai controlli, ma anche diverse patologie tra loro. Tuttavia, l’utilizzo di un pattern di biomarcatori, assai più sensibile e specifico, potrebbe risultare promettente dal punto di vista diagnostico, se affiancato alle metodiche tradizionali in uso.
Metodologie non invasive per la ricerca di nuovi indicatori nella diagnosi precoce di patologie polmonari / Acampa, O.. - (2010 Apr).
Metodologie non invasive per la ricerca di nuovi indicatori nella diagnosi precoce di patologie polmonari
ACAMPA, Olga
2010-04-01
Abstract
Il polmone rappresenta l’organo bersaglio di numerose sostanze tossiche aerodisperse, che rivestono un ruolo chiave nella patogenesi della maggior parte delle patologie polmonari. Nonostante per alcune di esse siano noti specifici fattori di rischio, le attività di prevenzione primaria da sole non sono sufficienti a limitarne la diffusione. È quindi necessario attuare adeguate misure di prevenzione secondaria per la diagnosi delle malattie in fase iniziale, aumentando l’efficacia dei trattamenti terapeutici e le possibilità di guarigione. La diagnosi precoce è resa difficoltosa dal fatto che all’esordio i sintomi iniziali sono per lo più sfumati ed aspecifici. Un approccio non invasivo per lo studio dei meccanismi fisiopatologici alla base delle patologie polmonari, permette di individuare e studiare indicatori biologici di varia natura (dose, effetto e suscettibilità) in diversi contesti clinici e potrebbe affiancare le tradizionali metodiche cliniche strumentali per un più specifico approccio diagnostico. In questa tesi, sono presentate alcune applicazioni: quantificazione di indicatori di perossidazione lipidica nell’aria esalata di soggetti con tumore polmonare non a piccole cellule, quantificazione di elementi metallici nel condensato dell’aria esalata di soggetti con bronco-pneumopatia cronica ostruttiva prima e dopo un episodio di riacutizzazione ed in soggetti affetti da pneumopatie interstiziali. Il fattore che accomuna tutti e tre gli studi è la difficoltà nel definire un singolo biomarcatore sufficientemente sensibile e specifico per distinguere non solo i malati dai controlli, ma anche diverse patologie tra loro. Tuttavia, l’utilizzo di un pattern di biomarcatori, assai più sensibile e specifico, potrebbe risultare promettente dal punto di vista diagnostico, se affiancato alle metodiche tradizionali in uso.| File | Dimensione | Formato | |
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