Questa tesi di dottorato prende in esame quattro diversi percorsi poetici al cui centro vi è la relazione tra l’esperienza del tempo e il concetto di utopia ad esso collegato. Attraverso l’uso dei tempi verbali emerge l’inesausto confronto col grande tema novecentesco del nulla, che non solo non è risolto, ma viene fatto reagire con la possibilità o l’impossibilità della speranza in un al di là che, se non è salvezza, rappresenta almeno una possibilità alternativa al qui e ora. Così il presente e l’imperfetto di Penna rappresentano una temporalità non conclusa, un continuo ripetersi del desiderio erotico. Caproni, invece, dopo una prima coincidenza con la poetica di Sandro Penna, lascia emergere una diversa concezione del tempo e della parola, da cui si sviluppa una differente filosofia del linguaggio e della storia. Il presente viene dunque deviato dall’ingresso della Storia verso un futuro senza speranza, verso una visione del reale compiutamente nichilistica. Al contrario in Fortini il tempo rappresenta il rifiuto dell’hic et nunc e si carica d’attesa per una realtà che non è ancora e che troverà un compimento in una dimensione spazio-temporale a venire, attraverso quel meccanismo poetico che Mandel’štam chiamava reversibilità o retrovertibilità, per cui, come in un ciclo continuo, il passato produce i suoi effetti sul presente e questo sul futuro. Sereni, infine, in parte condivide la dinamica della reversibilità, ma poi rimane sospeso tra lo sprofondamento nel vuoto e l’apertura ad una realtà ulteriore: non c’è nessuna certezza, né che ci si volga all’indietro, né che si guardi in avanti. Considerato in prospettiva il suo sguardo abbraccia una doppia temporalità: una che fa emergere la poesia dal tempo storico e che si risolve in non-appartenenza e in non-essere, l’altra che va invece contro il tempo e contro la storia e che ipotizza un’altra dimensione dell’essere.

Una lingua che combatte. Tempo e utopia nell'opera di Penna, Caproni, Fortini e Sereni(2009 Apr 07).

Una lingua che combatte. Tempo e utopia nell'opera di Penna, Caproni, Fortini e Sereni

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2009-04-07

Abstract

Questa tesi di dottorato prende in esame quattro diversi percorsi poetici al cui centro vi è la relazione tra l’esperienza del tempo e il concetto di utopia ad esso collegato. Attraverso l’uso dei tempi verbali emerge l’inesausto confronto col grande tema novecentesco del nulla, che non solo non è risolto, ma viene fatto reagire con la possibilità o l’impossibilità della speranza in un al di là che, se non è salvezza, rappresenta almeno una possibilità alternativa al qui e ora. Così il presente e l’imperfetto di Penna rappresentano una temporalità non conclusa, un continuo ripetersi del desiderio erotico. Caproni, invece, dopo una prima coincidenza con la poetica di Sandro Penna, lascia emergere una diversa concezione del tempo e della parola, da cui si sviluppa una differente filosofia del linguaggio e della storia. Il presente viene dunque deviato dall’ingresso della Storia verso un futuro senza speranza, verso una visione del reale compiutamente nichilistica. Al contrario in Fortini il tempo rappresenta il rifiuto dell’hic et nunc e si carica d’attesa per una realtà che non è ancora e che troverà un compimento in una dimensione spazio-temporale a venire, attraverso quel meccanismo poetico che Mandel’štam chiamava reversibilità o retrovertibilità, per cui, come in un ciclo continuo, il passato produce i suoi effetti sul presente e questo sul futuro. Sereni, infine, in parte condivide la dinamica della reversibilità, ma poi rimane sospeso tra lo sprofondamento nel vuoto e l’apertura ad una realtà ulteriore: non c’è nessuna certezza, né che ci si volga all’indietro, né che si guardi in avanti. Considerato in prospettiva il suo sguardo abbraccia una doppia temporalità: una che fa emergere la poesia dal tempo storico e che si risolve in non-appartenenza e in non-essere, l’altra che va invece contro il tempo e contro la storia e che ipotizza un’altra dimensione dell’essere.
7-apr-2009
Il Testo: Tradizione, Lingua, Interpretazione
time concept
BRIGANTI, Paolo
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