Da diversi decenni, la ricerca psico-sociale ha mostrato l’importanze delle differenze di status nello studio delle relazioni fra i gruppi. A fronte del notevole contributo portato dall’insieme dei lavori presenti in letteratura allo sviluppo della conoscenza e della comprensione delle dinamiche intergruppi, una loro rilettura complessiva permette di rilevare un approccio teorico-metodologico che li accomuna e che consiste in una sistematica operazionalizzazione dello status a due soli livelli: alto vs. basso. Questa dicotomizzazione della gerarchia sociale presenta indubbiamente notevoli vantaggi sia sul piano del ragionamento teorico sia su quello del controllo metodologico. Tuttavia questa riduzione della gerarchia a due soli livelli di status potrebbe rappresentare, almeno in alcuni casi, una semplificazione eccessiva della complessità sociale. Partendo da questa osservazione critica, il lavoro presente si è articolato attorno a due obiettivi. Il primo era verificare se una stratificazione diadica (status alto vs. status basso) fosse sufficiente per rendere conto di una gerarchia triadica composta, cioè, da tre gruppi di status differente (alto vs. intermedio vs. basso). I risultati degli Studi 1 e 2 mostrano come, dal punto di vista delle rappresentazioni, delle valutazioni e dei comportamenti (Doise, 1976), la stratificazione triadica permetta di osservare processi intergruppi diversi da quelli osservabili in una stratificazione diadica, evidenziando così la non omologia fra le due stratificazioni. Il secondo obiettivo di questo lavoro era cercare di studiare e comprendere il comportamento del gruppo di status intermedio. Dal momento che la letteratura non fornisce ancoraggi teorici esplicitamente rivolti verso questo proposito, l’inquadramento concettuale utilizzato è rappresentato da un tentativo di integrazione della Teoria dell’Identità Sociale (Tajfel e Turner, 1979) con le osservazioni sociologiche relative alla classe media. L’ipotesi generale è che la loro particolare posizione gerarchica permetta ai membri del gruppo di status intermedio di ricavare un’identità sociale positiva dal confronto con il gruppo di status più basso. Una seconda ipotesi generale riguarda il fatto che i membri del gruppo di status intermedio possano essere guidati da due motivazioni: quella di migliorare la propria posizione sociale tentando di scavalcare il gruppo di status alto e quella di preservare la posizione sociale, difendendosi dal gruppo di status basso. I risultati degli Studi 3,4,5 e 6 sembrano, almeno in parte, sostenere le nostre aspettative, mostrando come il gruppo di status intermedio presenti dei livelli di identificazione simili a quelli del gruppo di status alto e maggiori di quelli del gruppo di status basso. Inoltre, il bias intergruppi esibito dal gruppo di status intermedio è influenzato dalla stabilità della stratificazione sociale: quando la stratificazione è instabile il bias è rivolto verso entrambi gli outgroup con la stessa intensità; quando, invece, la stratificazione è stabile e permette di escludere la possibilità di perdere la posizione intermedia, il bias verso il gruppo di status alto è maggiore rispetto a quello verso il gruppo di status basso. I risultati sono discussi.

Relazioni intergruppi e gerarchie sociali complesse: il caso del gruppo di status intermedio(2009 Mar 26).

Relazioni intergruppi e gerarchie sociali complesse: il caso del gruppo di status intermedio

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2009-03-26

Abstract

Da diversi decenni, la ricerca psico-sociale ha mostrato l’importanze delle differenze di status nello studio delle relazioni fra i gruppi. A fronte del notevole contributo portato dall’insieme dei lavori presenti in letteratura allo sviluppo della conoscenza e della comprensione delle dinamiche intergruppi, una loro rilettura complessiva permette di rilevare un approccio teorico-metodologico che li accomuna e che consiste in una sistematica operazionalizzazione dello status a due soli livelli: alto vs. basso. Questa dicotomizzazione della gerarchia sociale presenta indubbiamente notevoli vantaggi sia sul piano del ragionamento teorico sia su quello del controllo metodologico. Tuttavia questa riduzione della gerarchia a due soli livelli di status potrebbe rappresentare, almeno in alcuni casi, una semplificazione eccessiva della complessità sociale. Partendo da questa osservazione critica, il lavoro presente si è articolato attorno a due obiettivi. Il primo era verificare se una stratificazione diadica (status alto vs. status basso) fosse sufficiente per rendere conto di una gerarchia triadica composta, cioè, da tre gruppi di status differente (alto vs. intermedio vs. basso). I risultati degli Studi 1 e 2 mostrano come, dal punto di vista delle rappresentazioni, delle valutazioni e dei comportamenti (Doise, 1976), la stratificazione triadica permetta di osservare processi intergruppi diversi da quelli osservabili in una stratificazione diadica, evidenziando così la non omologia fra le due stratificazioni. Il secondo obiettivo di questo lavoro era cercare di studiare e comprendere il comportamento del gruppo di status intermedio. Dal momento che la letteratura non fornisce ancoraggi teorici esplicitamente rivolti verso questo proposito, l’inquadramento concettuale utilizzato è rappresentato da un tentativo di integrazione della Teoria dell’Identità Sociale (Tajfel e Turner, 1979) con le osservazioni sociologiche relative alla classe media. L’ipotesi generale è che la loro particolare posizione gerarchica permetta ai membri del gruppo di status intermedio di ricavare un’identità sociale positiva dal confronto con il gruppo di status più basso. Una seconda ipotesi generale riguarda il fatto che i membri del gruppo di status intermedio possano essere guidati da due motivazioni: quella di migliorare la propria posizione sociale tentando di scavalcare il gruppo di status alto e quella di preservare la posizione sociale, difendendosi dal gruppo di status basso. I risultati degli Studi 3,4,5 e 6 sembrano, almeno in parte, sostenere le nostre aspettative, mostrando come il gruppo di status intermedio presenti dei livelli di identificazione simili a quelli del gruppo di status alto e maggiori di quelli del gruppo di status basso. Inoltre, il bias intergruppi esibito dal gruppo di status intermedio è influenzato dalla stabilità della stratificazione sociale: quando la stratificazione è instabile il bias è rivolto verso entrambi gli outgroup con la stessa intensità; quando, invece, la stratificazione è stabile e permette di escludere la possibilità di perdere la posizione intermedia, il bias verso il gruppo di status alto è maggiore rispetto a quello verso il gruppo di status basso. I risultati sono discussi.
26-mar-2009
Psicologia Sociale
ingroup identification
intermediate status group
status differences
intergroup bias
stable/unstable social stratification
MONACELLI, Nadia
Lorenzi-Cioldi, Fabio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/1889/1020
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