Il teorico della moda Malcolm Barnard ha osservato che l’abito non riflette i cambiamenti sociali e di genere, ma è lo strumento che li attiva e li rende possibili. Considerare la moda in questa prospettiva significa riconoscerle non solo la capacità di esprimere sensibilità e desideri (così come ambiguità e lati oscuri), ma il potere stesso di sostanziare e legittimare nuove forme culturali della femminilità. In determinate circostanze, il genere artistico del ritratto riflette nitidamente questo ruolo della moda. Oltre a documentare ciò che il soggetto rappresentato indossa, il ritratto restituisce il modo in cui esso sceglie di apparire e di essere riconosciuto, consentendo così di considerare la moda tanto come storia dell’“essere alla moda”, inteso come processo culturale, quanto come storia della moda indossata, materializzata e incarnata nei corpi. E sono proprio i corpi vestiti di tre donne diverse per estrazione sociale, cultura, percorso esistenziale e appartenenti a fasi diverse del Novecento – Luisa Casati, Palma Bucarelli ed Elsa Martinelli – a mostrare segni comuni di un uso consapevole della moda, recepita anche come possibilità di interpretare, negoziare o trasgredire le norme vestimentarie e i modelli di femminilità del proprio tempo. Il loro aspetto, mediato dallo sguardo di artisti e fotografi, trattiene le tracce dell’attitudine al vestire, del processo attraverso cui abito, corpo e gesto sono ingranaggi attivi nella costruzione di una presenza pubblica.
Ritratti alla moda, ritratti della moda / Fava, E.. - (2026), pp. 27-30.
Ritratti alla moda, ritratti della moda
Fava, Elena
2026-01-01
Abstract
Il teorico della moda Malcolm Barnard ha osservato che l’abito non riflette i cambiamenti sociali e di genere, ma è lo strumento che li attiva e li rende possibili. Considerare la moda in questa prospettiva significa riconoscerle non solo la capacità di esprimere sensibilità e desideri (così come ambiguità e lati oscuri), ma il potere stesso di sostanziare e legittimare nuove forme culturali della femminilità. In determinate circostanze, il genere artistico del ritratto riflette nitidamente questo ruolo della moda. Oltre a documentare ciò che il soggetto rappresentato indossa, il ritratto restituisce il modo in cui esso sceglie di apparire e di essere riconosciuto, consentendo così di considerare la moda tanto come storia dell’“essere alla moda”, inteso come processo culturale, quanto come storia della moda indossata, materializzata e incarnata nei corpi. E sono proprio i corpi vestiti di tre donne diverse per estrazione sociale, cultura, percorso esistenziale e appartenenti a fasi diverse del Novecento – Luisa Casati, Palma Bucarelli ed Elsa Martinelli – a mostrare segni comuni di un uso consapevole della moda, recepita anche come possibilità di interpretare, negoziare o trasgredire le norme vestimentarie e i modelli di femminilità del proprio tempo. Il loro aspetto, mediato dallo sguardo di artisti e fotografi, trattiene le tracce dell’attitudine al vestire, del processo attraverso cui abito, corpo e gesto sono ingranaggi attivi nella costruzione di una presenza pubblica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


