Scopo del lavoro è mettere in luce come il nuovo approccio ontologico di decentramento dell’essere umano proposto dal postumanismo converga sull’arte e conduca a una forma di ripensamento radicale di essa. L’arte diviene catalizzatore dell’esperienza non solo postumana, ma un ripensamento stesso del nostro abitare la vita. La prima parte, a partire dalle origini (idea platonica e essere aristotelico) mostrerà come si sia andato a creare un concetto di “originale” estremamente somigliante alla visione dell’umano quale essenza pura e inscalfibile proclamata dall’approccio umanista. Un confronto con una prospettiva come quella Orientale pone in seria crisi la visione essenzialistica umanista e anche il concetto di arte come originale, là dove si può concepire l’arte come un originale solo assumendo una visione umanista ed essenzialista. Nella seconda parte l’indagine attuerà affondi all’interno del processo artistico, domandandosi quale sia il ruolo dell’artista, quanto sia possibile pensare all’arte come prodotto solo umano là dove ogni elemento è frutto di una serie di relazioni; ma soprattutto mirerà a porsi la questione del dis- inteso come possibilità dell’arte di dis-farsi. Particolare attenzione verrà data all’elemento acquatico quale soglia fondamentale per dis-abilitare le vecchie categorie telluriche e ripensare a un’arte più che umana e quindi non solo umana.
Un artista che non è L'Artista. L'arte più-che-umana del postumanismo / Rignani, O.. - STAMPA. - (2027).
Un artista che non è L'Artista. L'arte più-che-umana del postumanismo
Orsola Rignani
Conceptualization
2027-01-01
Abstract
Scopo del lavoro è mettere in luce come il nuovo approccio ontologico di decentramento dell’essere umano proposto dal postumanismo converga sull’arte e conduca a una forma di ripensamento radicale di essa. L’arte diviene catalizzatore dell’esperienza non solo postumana, ma un ripensamento stesso del nostro abitare la vita. La prima parte, a partire dalle origini (idea platonica e essere aristotelico) mostrerà come si sia andato a creare un concetto di “originale” estremamente somigliante alla visione dell’umano quale essenza pura e inscalfibile proclamata dall’approccio umanista. Un confronto con una prospettiva come quella Orientale pone in seria crisi la visione essenzialistica umanista e anche il concetto di arte come originale, là dove si può concepire l’arte come un originale solo assumendo una visione umanista ed essenzialista. Nella seconda parte l’indagine attuerà affondi all’interno del processo artistico, domandandosi quale sia il ruolo dell’artista, quanto sia possibile pensare all’arte come prodotto solo umano là dove ogni elemento è frutto di una serie di relazioni; ma soprattutto mirerà a porsi la questione del dis- inteso come possibilità dell’arte di dis-farsi. Particolare attenzione verrà data all’elemento acquatico quale soglia fondamentale per dis-abilitare le vecchie categorie telluriche e ripensare a un’arte più che umana e quindi non solo umana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


