Il capitolo esamina il rapporto fra lingua, letteratura, regionalismo e identità nazionale nelle tradizioni scozzese, irlandese e gallese, mettendo in discussione l’idea di una letteratura “inglese” unitaria, linguisticamente omogenea e organizzata intorno a un unico centro culturale. A partire dalla formazione storica della Britishness e dagli atti di unione che hanno progressivamente assoggettato le nazioni celtiche al predominio politico e culturale inglese, l’analisi ricostruisce le dinamiche di assimilazione, resistenza e negoziazione che ne hanno caratterizzato la produzione letteraria. Particolare rilievo assume il concetto di “colonialismo interno”, attraverso il quale vengono interpretati tanto i rapporti fra centro e periferie nelle isole britanniche quanto le strategie culturali elaborate dalle comunità subalterne. Il capitolo sostiene che l’esistenza di una letteratura nazionale non dipenda necessariamente dall’adozione di una lingua vernacolare distintiva né dalla presenza di un’identità stabile e omogenea. Scottishness, Irishness e Welshness emergono piuttosto da un insieme mutevole di memorie storiche, immaginari, tradizioni formali e pratiche linguistiche, continuamente ridefiniti nel confronto con la cultura inglese e con più ampie reti europee e globali. Attraverso una ricognizione di autori, opere e movimenti dal Settecento alla contemporaneità, le letterature scozzese, irlandese e gallese vengono presentate come spazi plurilingui, dialogici e transnazionali, nei quali conflitto, contaminazione e ibridazione costituiscono fondamentali risorse creative. L’attenzione si concentra inoltre sulle trasformazioni del canone letterario, sulla diaspora, sulla devolution, sulla globalizzazione e sui processi post-Brexit. La pluralità linguistica, la discontinuità storica e la condizione di betweenness non sono pertanto interpretate come sintomi di debolezza o di incompiutezza culturale, ma come principi produttivi attraverso i quali le letterature regionali rinegoziano costantemente i concetti di appartenenza, nazione e tradizione.
Letteratura, regionalismo e identità nazionali / Angeletti, G.. - STAMPA. - (2026), pp. 607-653.
Letteratura, regionalismo e identità nazionali
Gioia Angeletti
2026-01-01
Abstract
Il capitolo esamina il rapporto fra lingua, letteratura, regionalismo e identità nazionale nelle tradizioni scozzese, irlandese e gallese, mettendo in discussione l’idea di una letteratura “inglese” unitaria, linguisticamente omogenea e organizzata intorno a un unico centro culturale. A partire dalla formazione storica della Britishness e dagli atti di unione che hanno progressivamente assoggettato le nazioni celtiche al predominio politico e culturale inglese, l’analisi ricostruisce le dinamiche di assimilazione, resistenza e negoziazione che ne hanno caratterizzato la produzione letteraria. Particolare rilievo assume il concetto di “colonialismo interno”, attraverso il quale vengono interpretati tanto i rapporti fra centro e periferie nelle isole britanniche quanto le strategie culturali elaborate dalle comunità subalterne. Il capitolo sostiene che l’esistenza di una letteratura nazionale non dipenda necessariamente dall’adozione di una lingua vernacolare distintiva né dalla presenza di un’identità stabile e omogenea. Scottishness, Irishness e Welshness emergono piuttosto da un insieme mutevole di memorie storiche, immaginari, tradizioni formali e pratiche linguistiche, continuamente ridefiniti nel confronto con la cultura inglese e con più ampie reti europee e globali. Attraverso una ricognizione di autori, opere e movimenti dal Settecento alla contemporaneità, le letterature scozzese, irlandese e gallese vengono presentate come spazi plurilingui, dialogici e transnazionali, nei quali conflitto, contaminazione e ibridazione costituiscono fondamentali risorse creative. L’attenzione si concentra inoltre sulle trasformazioni del canone letterario, sulla diaspora, sulla devolution, sulla globalizzazione e sui processi post-Brexit. La pluralità linguistica, la discontinuità storica e la condizione di betweenness non sono pertanto interpretate come sintomi di debolezza o di incompiutezza culturale, ma come principi produttivi attraverso i quali le letterature regionali rinegoziano costantemente i concetti di appartenenza, nazione e tradizione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


