Il confine rappresenta un contesto sociale privilegiato per esaminare gli “orizzonti di aspettative” contemporanei, spesso contraddittori – distopici e utopici insieme – che possiamo intendere come “visioni eccedenti il presente che plasmano il rapporto con ciò che non-è-ancora” e così producono effetti concreti sull’agire (Jedlowski e Pellegrino 2020). Se infatti il rapporto con il futuro – inteso come insieme di rappresentazioni, simboli, immagini su quanto potrà avvenire – è uno degli elementi culturali più interessanti per comprendere l’ordine sociale di ciascun momento storico, questo è vero in particolare per l’epoca che attraversiamo. Proprio come molti autori hanno sottolineato – pensiamo a Benjamin, Nisbet, Jameson, Koselleck, Gorz, Fisher – la nostra è l’epoca di crisi della narrazione Progresso che ha caratterizzato la retorica moderna occidentale e che ora si dissolve. Quanto sosteniamo in questo saggio è che nei contesti sociali attraversati da un confine che produce selezione delle mobilità, questa crisi si rende visibile in modo specifico.
Immaginare il futuro in frontiera: dal confine alpino a quello Mediterraneo / Anderlini, J., Pellegrino, V.. - (2026).
Immaginare il futuro in frontiera: dal confine alpino a quello Mediterraneo
Jacopo Anderlini
;Vincenza Pellegrino
2026-01-01
Abstract
Il confine rappresenta un contesto sociale privilegiato per esaminare gli “orizzonti di aspettative” contemporanei, spesso contraddittori – distopici e utopici insieme – che possiamo intendere come “visioni eccedenti il presente che plasmano il rapporto con ciò che non-è-ancora” e così producono effetti concreti sull’agire (Jedlowski e Pellegrino 2020). Se infatti il rapporto con il futuro – inteso come insieme di rappresentazioni, simboli, immagini su quanto potrà avvenire – è uno degli elementi culturali più interessanti per comprendere l’ordine sociale di ciascun momento storico, questo è vero in particolare per l’epoca che attraversiamo. Proprio come molti autori hanno sottolineato – pensiamo a Benjamin, Nisbet, Jameson, Koselleck, Gorz, Fisher – la nostra è l’epoca di crisi della narrazione Progresso che ha caratterizzato la retorica moderna occidentale e che ora si dissolve. Quanto sosteniamo in questo saggio è che nei contesti sociali attraversati da un confine che produce selezione delle mobilità, questa crisi si rende visibile in modo specifico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


