Il contributo esplora il potenziale della Mobilità Cooperativa Connessa e Autonoma (CCAM) come strumento per la rigenerazione urbana e la rinaturazione delle città contemporanee. Partendo dalla crisi ambientale degli insediamenti urbani e dalla necessità di superare il modello della “città delle automobili”, la ricerca propone una visione integrata in cui i sistemi di trasporto autonomo divengono occasione per riorganizzare lo spazio pubblico, recuperare aree oggi dedicate alla viabilità e ai parcheggi e ricostruire relazioni ecologiche e sociali tra centro, periferie e territorio rurale. Attraverso il metodo del Progetto Urbano Strategico vengono analizzati tre casi studio – il distretto commerciale BTC di Lubiana, il Distretto Ceramico modenese e il collegamento tra Medicina e Castel San Pietro Terme – nei quali i percorsi per la guida autonoma sono reinterpretati come “fili verdi” capaci di connettere nodi urbani, spazi pubblici e infrastrutture ecologiche. I risultati evidenziano come la riduzione degli spazi destinati alla mobilità tradizionale e alla sosta possa favorire la creazione di corridoi verdi, parchi lineari e reti di mobilità lenta, contribuendo alla mitigazione climatica e al miglioramento della qualità urbana. La ricerca propone infine il modello della “città verde della guida autonoma”, in cui innovazione tecnologica, progettazione del paesaggio e strategie di rinaturazione convergono verso una città più sostenibile, accessibile e orientata alle persone.

La città verde della guida autonoma / Costi, D., Carpi, G., Fanfoni, A., Ortolan, E.. - STAMPA. - (2026), pp. 236-243.

La città verde della guida autonoma

Dario Costi;Giorgia Carpi;Andrea Fanfoni;Emanuele Ortolan
2026-01-01

Abstract

Il contributo esplora il potenziale della Mobilità Cooperativa Connessa e Autonoma (CCAM) come strumento per la rigenerazione urbana e la rinaturazione delle città contemporanee. Partendo dalla crisi ambientale degli insediamenti urbani e dalla necessità di superare il modello della “città delle automobili”, la ricerca propone una visione integrata in cui i sistemi di trasporto autonomo divengono occasione per riorganizzare lo spazio pubblico, recuperare aree oggi dedicate alla viabilità e ai parcheggi e ricostruire relazioni ecologiche e sociali tra centro, periferie e territorio rurale. Attraverso il metodo del Progetto Urbano Strategico vengono analizzati tre casi studio – il distretto commerciale BTC di Lubiana, il Distretto Ceramico modenese e il collegamento tra Medicina e Castel San Pietro Terme – nei quali i percorsi per la guida autonoma sono reinterpretati come “fili verdi” capaci di connettere nodi urbani, spazi pubblici e infrastrutture ecologiche. I risultati evidenziano come la riduzione degli spazi destinati alla mobilità tradizionale e alla sosta possa favorire la creazione di corridoi verdi, parchi lineari e reti di mobilità lenta, contribuendo alla mitigazione climatica e al miglioramento della qualità urbana. La ricerca propone infine il modello della “città verde della guida autonoma”, in cui innovazione tecnologica, progettazione del paesaggio e strategie di rinaturazione convergono verso una città più sostenibile, accessibile e orientata alle persone.
2026
979-12-80884-65-7
La città verde della guida autonoma / Costi, D., Carpi, G., Fanfoni, A., Ortolan, E.. - STAMPA. - (2026), pp. 236-243.
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