L'allenamento multifattoriale porta al miglioramento delle prestazioni di resistenza grazie al cambiamento dei parametri fisiologici e biomeccanici, come il consumo massimo di ossigeno, la soglia del lattato, l'economia del gesto e la forza. Nel triatleta, l'allenamento della forza massima non specifica (cioè con movimenti sportivi non specifici) porta a miglioramenti delle prestazioni dovuti ad un aumento dell'economia del ge-sto sia nel segmento ciclistico che nella corsa. Inoltre, l'allenamento dei fattori rilevanti della prestazione del triathlon durante il passaggio da nuoto a ciclismo è fondamentale per il raggiungimento della massima prestazione. Questi fat-tori sono l'interconnessione tra il consumo di ossigeno e la cadenza del ciclismo, l'intensità dello sforzo e l'economia della pedalata, e la frequenza delle bracciate nel nuoto e i valori di lattato nel sangue risulta decisiva per l’ottimizzazione della transizione nuoto-ciclismo. L’allenamento del passaggio da nuoto a ciclismo utilizzando 6 gambate per ciclo di bracciate può essere un valido approccio per migliorare la bracciata degli atleti, che, a sua volta, determina una variazione positiva nella frequenza cardiaca, nel consumo di ossigeno, nel dispendio energe-tico e nell’economia durante il segmento di ciclismo. In conclusione, l'allenamento del triatleta richiede un intervento multifattoriale determinante per l’ottimizzazione delle prestazioni di resistenza. Pertanto, l'allenamento dovrebbe essere mira-to al miglioramento della forza non specifica, al monitoraggio dei parametri fisiologici e biomec-canici durante la transizione e allo svolgimento di esercizi tecnici, in particolare le gambate utiliz-zate durante il segmento di nuoto.
La prestazione sportiva negli sport di resistenza: intervento multifattoriale nell’atleta Élite di Triathlon / Ambrosini, L.. - (2023).
La prestazione sportiva negli sport di resistenza: intervento multifattoriale nell’atleta Élite di Triathlon
AMBROSINI, LUCA
2023-01-01
Abstract
L'allenamento multifattoriale porta al miglioramento delle prestazioni di resistenza grazie al cambiamento dei parametri fisiologici e biomeccanici, come il consumo massimo di ossigeno, la soglia del lattato, l'economia del gesto e la forza. Nel triatleta, l'allenamento della forza massima non specifica (cioè con movimenti sportivi non specifici) porta a miglioramenti delle prestazioni dovuti ad un aumento dell'economia del ge-sto sia nel segmento ciclistico che nella corsa. Inoltre, l'allenamento dei fattori rilevanti della prestazione del triathlon durante il passaggio da nuoto a ciclismo è fondamentale per il raggiungimento della massima prestazione. Questi fat-tori sono l'interconnessione tra il consumo di ossigeno e la cadenza del ciclismo, l'intensità dello sforzo e l'economia della pedalata, e la frequenza delle bracciate nel nuoto e i valori di lattato nel sangue risulta decisiva per l’ottimizzazione della transizione nuoto-ciclismo. L’allenamento del passaggio da nuoto a ciclismo utilizzando 6 gambate per ciclo di bracciate può essere un valido approccio per migliorare la bracciata degli atleti, che, a sua volta, determina una variazione positiva nella frequenza cardiaca, nel consumo di ossigeno, nel dispendio energe-tico e nell’economia durante il segmento di ciclismo. In conclusione, l'allenamento del triatleta richiede un intervento multifattoriale determinante per l’ottimizzazione delle prestazioni di resistenza. Pertanto, l'allenamento dovrebbe essere mira-to al miglioramento della forza non specifica, al monitoraggio dei parametri fisiologici e biomec-canici durante la transizione e allo svolgimento di esercizi tecnici, in particolare le gambate utiliz-zate durante il segmento di nuoto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


