In un contesto come quello odierno, in cui l’individualismo incoraggiato da dinamiche neocapitaliste sembra predominare e i meccanismi della compartecipazione sociale faticano ad emergere, trovare o creare delle strutture di partecipazione democratica alle decisioni a rilevanza pubblica appare, proverbialmente, più facile a dirsi che a farsi. Questo sembra particolarmente evidente in un settore, quale è quello della giustizia penale, in cui il potere pubblico svolge un ruolo assolutamente preponderante. A qualsiasi studioso della penalità riesce difficile immaginare un procedimento penale seriamente “partecipato”, in cui le varie parti coinvolte possano esprimersi liberamente sulla propria condizione, sul proprio vissuto, o persino sull’esito della vicenda desiderato. Eppure, l’amministrazione della giustizia è una componente fondamentale di qualsiasi società, in special modo se retta da uno Stato democratico e costituzionale. È ragionevole dunque affermare che la democratizzazione della giustizia, in special modo quella penale, debba costituire un obiettivo centrale dello Stato. Dunque, giunti a questo assunto, la domanda è: come ottenere, o quantomeno favorire, un’evoluzione in questo senso? Quali strumenti abbiamo a nostra disposizione? Il presente contributo mira a delineare i caratteri di una delle possibili risposte a tali quesiti, certamente impegnativi e talora apparentemente insormontabili. Specificamente, la riflessione che qui si sviluppa ruota intorno al paradigma della giustizia riparativa e al suo potenziale trasformativo dei rapporti e delle strutture sociali. Dopo aver ripercorso sinteticamente il percorso evolutivo della materia nel dibattito teorico e nell’ordinamento italiani, ci si concentrerà sul suo filone “comunitario” e sulle sue ricadute pratiche. Pur problematizzando la definizione del concetto di “comunità”, si esplorerà la promessa della giustizia riparativa di stimolare forme di democrazia partecipativa coinvolgenti vari gruppi di soggetti, e in ultima analisi di diffondere una cultura riparativamente orientata nella società, in linea con alcuni fondamentali valori costituzionali.
La giustizia riparativa come strumento trasformativo e generativo di democrazia partecipativa / Franzoso, Giacomo. - (2025).
La giustizia riparativa come strumento trasformativo e generativo di democrazia partecipativa
Giacomo Franzoso
2025-01-01
Abstract
In un contesto come quello odierno, in cui l’individualismo incoraggiato da dinamiche neocapitaliste sembra predominare e i meccanismi della compartecipazione sociale faticano ad emergere, trovare o creare delle strutture di partecipazione democratica alle decisioni a rilevanza pubblica appare, proverbialmente, più facile a dirsi che a farsi. Questo sembra particolarmente evidente in un settore, quale è quello della giustizia penale, in cui il potere pubblico svolge un ruolo assolutamente preponderante. A qualsiasi studioso della penalità riesce difficile immaginare un procedimento penale seriamente “partecipato”, in cui le varie parti coinvolte possano esprimersi liberamente sulla propria condizione, sul proprio vissuto, o persino sull’esito della vicenda desiderato. Eppure, l’amministrazione della giustizia è una componente fondamentale di qualsiasi società, in special modo se retta da uno Stato democratico e costituzionale. È ragionevole dunque affermare che la democratizzazione della giustizia, in special modo quella penale, debba costituire un obiettivo centrale dello Stato. Dunque, giunti a questo assunto, la domanda è: come ottenere, o quantomeno favorire, un’evoluzione in questo senso? Quali strumenti abbiamo a nostra disposizione? Il presente contributo mira a delineare i caratteri di una delle possibili risposte a tali quesiti, certamente impegnativi e talora apparentemente insormontabili. Specificamente, la riflessione che qui si sviluppa ruota intorno al paradigma della giustizia riparativa e al suo potenziale trasformativo dei rapporti e delle strutture sociali. Dopo aver ripercorso sinteticamente il percorso evolutivo della materia nel dibattito teorico e nell’ordinamento italiani, ci si concentrerà sul suo filone “comunitario” e sulle sue ricadute pratiche. Pur problematizzando la definizione del concetto di “comunità”, si esplorerà la promessa della giustizia riparativa di stimolare forme di democrazia partecipativa coinvolgenti vari gruppi di soggetti, e in ultima analisi di diffondere una cultura riparativamente orientata nella società, in linea con alcuni fondamentali valori costituzionali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


